La libera genesi di una favola
Ci siamo mai chiesti da dove arrivasse Peter Pan, quale percorso lo avesse portato a svolazzare di notte nella camera di Wendy, come avesse fatto a diventare il solitario ragazzino volante divenuto simbolo del rifiuto di crescere, del diventare adulti? E da dove fossero arrivati i suoi compagni di avventure dell'Isola che non c'è, il malvagio Capitan Uncino, la fatina Trilli, e tutti gli altri conosciuti nel romanzo ma soprattutto nelle molte trasposizioni (come film, fumetto, musical, cartone animato) che la storia ha avuto?
At the End of the Road
Non abbiamo mai saputo molto di James Bond, dell'implacabile, efficiente, gelido agente segreto 007. Neanche Ian Fleming si era soffermato troppo nella descrizione dell'uomo dietro il professionista, nessun rovello morale, solo un implacabile macchina per arrivare allo scopo prefissato, mettendoci dentro di suo il cinico disincanto di chi ne ha viste troppe.
Vertigo
"Come attraverserai la vita? Come su un abisso, su una corda tesa, in bellezza, con cautela e oscillando" (Morya). Cosa spinge un uomo a farlo per davvero, materialmente, al di là della metafora? Il 7 agosto del 1974 (era ancora un po' l'età dell'innocenza) Philippe Petit, noto funambolo francese, cammina su un filo tesa fra le due Torri gemelle di New York, quel World Trade Center divenuto così tragicamente simbolico, senza rete, cioè totalmente senza protezione, un errore e sarebbe stata la morte.
C'è una vita, su Marte
Futuro prossimo di poco, terza missione NASA su Marte. Sotto una violenta tempesta l'equipaggio è costretto a evacuare in gran velocità la base per imbarcarsi e ripartire. Ma uno di loro, il biologo Mark, colpito da un'antenna, inghiottito nel turbine, viene dato per morto e abbandonato.
Per aspera...
La sfida fa parte della natura umana, andare sempre più avanti, più in alto, sempre oltre, esplorare le foreste, scalare le vette, solcare gli oceani, scandagliare gli abissi, sfidare la fisica, incrementare record, mettere piede sulla Luna, investigare l'atomo. Fa parte della nostra natura perché favorisce l'evoluzione, si dice. Ma anche la Natura, come gli Dei, ride, quando l'uomo fa i suoi piani, specie se la riguardano. E sembra che di recente rida di più perché l'uomo civilizzato è convinto che la sua tecnologia lo metta al riparo dalle conseguenze di eventuali sue manchevolezze, capace di rimediare agli errori che possa commettere nella sua fallibilità.
Meno male che c'è Arnold
Fra i tanti modi usati per definire la ripresa di un'idea forte, che si era rivelata vincente in campo cinematografico, dopo remake, prequel e sequel, era arrivato il reboot. Per Terminator Genisys ci viene detto che si tratta di un reset. Si prendono cioè i noti e amati personaggi della lunga saga (4 film e una serie tv) e si rimettono in scena eventi già noti, apportando però molte variazioni.
L'uomo che sussurrava ai dinosauri
E così Isla Nublar è ancora lì, non solo, è risorta più bella che pria dalle rovine provocate dalle devastazioni compiute dalla sua vivace fauna nei capitoli precedenti. Un nuovo parco è stato riedificato e il nuovo proprietario, un multimiliardario indiano che ha rilevato la gestione dall'ormai trapassato John Hammond, lo ha voluto più di tutto, più grande, più tecnologico, più sicuro, più "figo" insomma, e cosa rende un parco a tema jurassico più cool se non il ricorso al famoso fattore "Wow!", cioè nuovi dinosauri, progettati per essere ancora più feroci, più spettacolari e con più denti?
E cammina, cammina....
Il giovanissimo T. S. Pivet (T per Tecumseh e S per Sparrow come il pirata) ha nove anni e vive in un ranch nel Montana, un luogo isolato sullo spartiacque continentale delle Rocky Mountains. Intorno solo vasti spazi disabitati e lunghi treni che si perdono all'orizzonte. La sua è una famiglia bizzarra, il padre è un vero cowboy nell'anima, ma fuori tempo massimo per i valori del duro e solitario West; la madre è un'eccentrica signora, appassionata studiosa di insetti, che cattura e cataloga appassionatamente.
La speranza è un errore
Da circa 15 anni George Miller (quasi settant'anni) ce l'aveva dentro, questo remake del suo Mad Max, allora presupponendo ancora Mel Gibson come protagonista, dopo il suo Interceptor del '79, film a basso costo dal successo inaspettato, seguito dai due sequel. Sono stati film che hanno dato il via, concettualmente e soprattutto figurativamente, al genere "medioevo barbarico prossimo venturo", più tecnicamente definito post-apocalittico. Finalmente, e non senza ulteriori intoppi, Miller è riuscito a portare sullo schermo una rivisitazione del suo amato personaggio e del suo strabordante universo di morte.
Grandi poteri, grandi nemici
Smantellato lo S.H.I.E.L.D, gli Avengers stanno espugnano una fortezza dell'HYDRA dove il bieco Von Stucker sta conducendo i suoi pericolosi esperimenti grazie allo scettro di Loki (che nel film non compare, si mettano il cuore in pace i fan di Tom Hiddleston). Durante quel combattimento avviene il primo incontro con i letali gemelli Maximoff (Aaron Taylor-Johnson ed Elizabeth Olsen, Quicksilver e Scarlet Witch).












