Enigmi col morto
L’umanità, cancro per il suo stesso corpo, è la malattia, l’Inferno è la cura. Cosa intenderà l’enigmatico miliardario ambientalista Zobrist, pure pericolosamente ingegnere genetico, nel pronunciare queste parole davanti al mondo intero? Il feuilleton tira sempre, così sembra a guardare le vendite dei libri e gli incassi dei film. La “ggente” vuole, ama, storie elementari dove i buoni vincono sempre dopo averne passate di tutti i colori, e i cattivi pagano il fio delle loro colpe.
Il colore è per sempre
Chi è stato Rafael Padilla? Prima della visione del film Mister Chocolat lo ignoravamo (e crediamo di essere stati in buona compagnia). Rafael Padilla era un nero di origine cubana, venduto schiavo da bambino, fuggito, e dopo vari vagabondaggi approdato a fare “il selvaggio” in un misero circo di provincia in Francia. Siamo intorno al 1880 e anche i bianchi, se non sono ricchi borghesi o nobili privilegiati, non se la passanavano bene.
Per i begli occhi di Bradley
Mentre sempre più persone nel mondo soffrono la fame e alle nostre porte premono milioni di diseredati affamati pure loro, nell'incosciente occidente acquista sempre maggiore influenza la figura dello chef, che a chiamarlo cuoco forse potrebbe tirati una coltellata. Si sono create nuove categorie di maître à penser, di divi di esibita eccentricità, di termini tecnici (al solo usare il neologismo "impiattare" si sentono tutti grandi cuochi) e così via nella distrazione di massa.
L'uomo che sussurrava ai dinosauri
E così Isla Nublar è ancora lì, non solo, è risorta più bella che pria dalle rovine provocate dalle devastazioni compiute dalla sua vivace fauna nei capitoli precedenti. Un nuovo parco è stato riedificato e il nuovo proprietario, un multimiliardario indiano che ha rilevato la gestione dall'ormai trapassato John Hammond, lo ha voluto più di tutto, più grande, più tecnologico, più sicuro, più "figo" insomma, e cosa rende un parco a tema jurassico più cool se non il ricorso al famoso fattore "Wow!", cioè nuovi dinosauri, progettati per essere ancora più feroci, più spettacolari e con più denti?
La vita come ballando
Non è facile raccontare l'immigrazione, se si vuole schivare la tragedia, l'impegno sociale, se si vuole evitare il tono documentaristico o scandalistico (in negativo o in positivo, pro o contro). Non è facile soprattutto se si vuole raccontare una storia di fiction accattivante, che possa piacere a un pubblico borghese, che sia condivisibile per un pubblico "per bene", gente che non pensa che l'unico immigrato buono sia un immigrato morto. Magari è solo una persona come noi, che cerca di vivere tranquillamente in un posto tranquillo, costruendosi una vita migliore come qualunque proletario ambirebbe.
Le periferie sono vicine
Bobigny vs Parigi, banlieue vs centro, casermoni dormitorio vs eleganti palazzi d'epoca: il Tenente dell'anti-frode Ousmane Diakité, commissariato di Bobigny, 10 km circa a nord-est della capitale, sta seguendo una pista su un giro di bische e giocatori d'azzardo, che vede coinvolti pezzi grossi della politica e dell'alta società, oltre alla solita malavita locale. François Monge è un Tenente dell'anti-crimine di Parigi che si trova a dover indagare sull'assassinio della moglie di un importante industriale, giocatrice accanita, il cui cadavere è stato abbandonato proprio a Bobigny. Inevitabilmente le due indagini si incrociano, costringendo i due troppo diversi personaggi a lavorare insieme, con le prevedibili difficoltà dovute a due personalità opposte. Entrambi i personaggi stanno cercano di fare il salto di qualità nella loro carriera.
Parenti serpenti?
A distanza di quasi tre anni esce sugli schermi Troppo amici, titolo che vorrebbe alludere al grande successo Quasi amici, film successivo che ha dato gloria e incassi alla coppia Eric Toledano e Olivier Nakache, i primi a scoprire l'appeal cinematografico di Omar Sy, prima noto solo come comico televisivo, che aveva già lavorato con loro in Those Happy Days. Per sfruttare appunto la sopraggiunta popolarità del simpatico attore, si è anche deciso di distribuire il film con questo titolo, mentre l'originale era Tellement proches (così vicini). Il film mette insieme un nutrito gruppetto di personaggi, tutti ugualmente importanti nell'economia del racconto corale. Alain, ex animatore di villaggio turistico, è scontento del suo matrimonio con Nathalie ed esasperato dal caratteriale figlioletto. Inoltre si ritrova a dover frequentare il detestato cognato Jean-Pierre, avvocato fallimentare afflitto a sua volta dall'insopportabile consorte Catherine, che cerca di allevare un'odiosa figlia come una bambina–prodigio.









