Altri universi favolosi
Peter Jackson ormai pensa solo in grande, anzi in grandissimo. Non pago della trilogia de Il Signore degli Anelli, non poteva non ricondurre a questo format anche l'altra, attesissima trasposizione di Tolkien, Lo Hobbit, "storia della buonanotte" scritta nel 1937. Sessant'anni prima che avesse inizio la saga dell'Anello, prima che Frodo partisse per la sua incredibile avventura, un altro componente della famiglia aveva avuto il suo "viaggio inaspettato", lo zio Bilbo Baggins, al quale il Mago Gandalf cambierà la vita.
Ballare con i lupi
La nostra vita ci appartiene e noi e solo noi vogliamo (vorremmo) decidere se e quando dovrà finire. Nascosto in profondità, sepolto sotto strati di civilizzazione, ringhia ancora l'istinto animalesco a difenderla, anche quando poco prima ci era sembrata così insopportabile da desiderare di farla finita. Un gruppetto di sopravvissuti a un incidente aereo in Alaska inizia una durissima marcia nella neve verso l'agognata salvezza. Sono dipendenti di una società petrolifera, John (Liam Neeson) è un tiratore scelto, addetto a difendere la comunità dagli attacchi dei lupi. Il gruppo, subito messo a durissima prova, per ferite, fame, freddo e soprattutto per l'assedio spietato di un branco di lupi che lo tallona, viene decimato crudelmente, misera carne in fuga sulla tundra gelata. A lottare con più forza sarà quello al quale meno interessa quella vita data da tanti per scontata, così come tutti gli altri personaggi riveleranno risvolti inattesi, opposti all'atteggiamento iniziale, perché è quando si è spinti all'angolo che si dismettono le maschere ed emerge la vera natura.
Mammuth (e bradipo e tigre) in mare!
Abbiamo fatto conoscenza con i nostri eroi "glaciali" nel 2002 con il primo film della serie, quando sono diventati amici superando le molte differenze di carattere, dovute al fatto di essere un bradipo (Sid), una tigre dai denti a sciabola (Diego) e un mammuth (Manny). Li abbiamo ritrovati nel 2006 alle prese con un colossale disgelo e conseguente migrazione, durante la quale però il gruppetto si è ampliato di un soggetto femminile, il mammuth Ellie convinta di essere un opossum, come i suoi due "fratellini", per lasciarli tre anni fa dopo aver affrontato insieme addirittura i dinosauri, mentre la famigliola si allargava ancora, con la nascita di una cucciolina di mammuth di nome Pesca. Nel quarto episodio i Nostri sono alle prese addirittura con la deriva dei continenti, naturalmente causata, come tutte le sciagure geologiche dei film precedenti, dal caratteriale Scrat, lo scoiattolo in solipsistica ricerca della Ghianda Perfetta. L'apprensivo Manny, in compagnia del sempre tenerissimo Sid e del ruvido Diego, si ritrova diviso dall'amata Ellie e da Pesca. Dopo un cataclisma, i tre maschi si ritrovano infatti a vagare nell'oceano sopra un iceberg, insieme alla caratteriale nonnina di Sid, appena scaricata dalla famiglia degenere del povero bradipo.
Il triangolo no
Non Disney ma nemmeno Tarsem Singh, la nuova versione di Biancaneve opera di Rupert Sanders si aggiunge alla lunga lista delle trasposizioni della famosa favola dei Fratelli Grimm, che è stata declinata perfino in chiave porno, qui in una lettura più fedele, dark e sanguinosa, perché si sa bene che tutte le fiabe più classiche sono più truci delle versioni in chiave fantasy rivolte ai piccini. La bellissima Ravenna è una Regina che non è solo vanitosa MILF in cerca di sistemazione, ma una femmina ferita in un mondo che gira sulle regole dei maschi, selezionando crudelmente le donne in base ad avvenenza ed età. Per questo motivo si trasforma in una belva più crudele degli uomini che hanno finora disposto della sua vita (e, come si intuisce, di quella della madre). Seduce, sposa e ammazza l'ignaro e incolpevole Re e rinchiude nella Torre sua figlia, la piccola Biancaneve.
Zeus è morto e neanche io mi sento tanto bene... Gli Dei dell'Olimpo sono a rischio mortalità. Gli uomini, stanchi di loro, non pregano più e gli dei lasciati soli stanno perdendo la loro forza (finisse così anche con la politica...). Divisi e litigiosi come sempre fino alla fine, rischiano l'estinzione (non che grazie alla loro presenza gli uomini se la cavassero poi così bene). In ogni modo Zeus è costretto a chiedere aiuto a Perseo (di nuovo Sam Worthington), che di lui e della sua metà divina non ne vorrebbe sapere più niente, ancora traumatizzato dalla lotta col furioso Kraken (e con Arpie, streghe e la terribile Medusa) nel film precedente che, ammazzato anche da uno dei peggiori 3D della storia, era così brutto che non avremmo mai scommesso su un sequel. E invece eccoci qui e per fortuna le cose vanno meglio.
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- Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare
- Jerry Bruckheimer Films
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- Astrid Berges-Frisbey
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Approdato sul grande schermo in 3D, questo terzo capitolo presenta delle piccole novità: ad affiancare il fascinoso e sempre più dinoccolato Johnny Depp, troviamo infatti la caliente Penelope Cruz, nei panni della piratessa Angelica, una giovane donna sedotta e abbandonata da Sparrow. Tra le altre new entry del cast citiamo Ian McShane, che sarà Barbanera, temutissimo capitano dai poteri oscuri e padre di Angelica, mentre al giovane Sam Claflin è stato affidato il ruolo del bel Reverendo. Ritroviamo invece con piacere la gamba di legno di Barbossa interpretato dal sempre eccellente Geoffrey Rush.
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Squadra che vince non si cambia, al massimo si modifica un po’. Resta naturalmente la pietra miliare Johnny Depp, per la felicità definitiva del suo conto in banca (per sua serena ammissione), col suo Capitano Jack Sparrow, un po’ imbolsito, con qualche minimale variazione di look, resta Geoffrey Rush, il Pirata Barbossa, che ormai si definisce Corsaro perché al soldo di Her Majesty, ma ci sono “fondamentali” new entry: Penelope Cruz, nel ruolo di Angelica, affascinante e avventurosa piratessa, da lui in precedenza sedotta-amata, il di lei padre, il feroce pirata Barbanera (Ian McShane, orami specializzato in ruoli da cattivo-fantasy), che fonda il suo potere su oscure magie, il giovane e aitante Reverendo (l’esordiente Sam Claflin visto ne I pilastri della Terra) e (la cosa migliore del film) le Sirene. Ricompare brevemente il mitico Keith Richards (sul quale Depp sta realizzando un documentario) e pure Judi Dench in un divertente cameo.
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- Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare
- Jerry Bruckheimer Films
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- Rob Marshall
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