Sympathy for the Devil
Quel che si fa, si fa per la Famiglia. Quante volte l’abbiamo sentita questa frase, impugnata per ribadire sacrifici eroici o per giustificare nefandezze. Pure il mitico narcotrafficante Pablo Escobar Gaviria la pensava così, mentre dal suo rifugio nella giungla tesseva la sua rete di potere basato sul traffico di cocaina. Per rivalsa su umili origini, per sete di potere, per primordiale istinto di supremazia, i soldi non sono mai abbastanza, la propria influenza va esibita sempre di più, l’obbedienza dei vassalli non basta mai, le ambizioni sono da folli.
L'ultimo canto
E così si è concluso il calvario di Katniss Everdeen, l'eroina più massacrata fisicamente ed emotivamente di tutte le ultime cupe saghe per Young Adult. E che alla fine si è rivelata la migliore. Questa seconda parte del Canto della rivolta infatti è l'ultimo dei film tratti dalla serie di romanzi di Suzanne Collins. I Distretti si sono tutti liberati e alleati, a prezzo di incredibili sofferenze e lutti planetari, l'ultimo passo, il più difficile sarà la presa di Capitol City, in cui si è asserragliato con i suoi fedelissimi il sempre perfidissimo Snow.
If we burn, you burn with us
"Speriamo di trovare il cielo lungo la strada, mostrami la via, Signore, perché sto per esplodere" cantavano i Coldplay sul finale del precedente episodio. E l'esplosione è arrivata. Katniss non è più nell'Arena, è fuori, nel sopravvissuto Distretto 13, a guidare la rivolta degli oppressi contro il feroce dittatore Snow. Ma Peeta, forse davvero amato, sottoposto a una specie di lavaggio del cervello è rimasto nelle mani del Governo, che lo usa come strumento di propaganda per il Sistema e di pressione sulla ragazza.
L'inarrestabile maturazione della vendetta
Uno solo doveva sopravvivere, invece ne sono rimasti due. Katniss e Peeta sono i due vincitori, ma non per questo la loro vita è migliorata. Il Sistema, incarnato nel crudele Presidente Snow ha saldamente piantato i suoi artigli nei due ragazzi e li sta mandando in giro per i Distretti in nera miseria a fini propagandistici. Ma nonostante la ferocissima repressione, la rivolta serpeggia perché il comportamento di Katniss nel torneo è stato interpretato come un atto di ribellione.
Uno degli eventi più gremiti del Comic-Con di San Diego è stato il panel dedicato a The Hunger Games: Catching Fire, sequel diretto da Francis Lawrence e che racconta di come i due protagonisti del primo film, Katniss (Jennifer Lawrence) e Peeta (Josh Hutcherson), affrontano le conseguenze delle loro azioni. Durante l'incontro è stato presentato il trailer, che ora è arrivato online.
Nella Foresta di Smeraldo
Anche nell'ombra della Natura più rigogliosa si nasconde una minaccia mortale, un veleno sotterraneo che può infettare e uccidere ogni forma di vita. Invece che di verdissime piante, limpide acque, fiori, farfalle e uccellini dai mille colori brulicherà allora di vermi, parassiti, neri corvi e ributtanti pipistrelli, in un panorama di desolazione, dove ogni forma di vita è estinta. Da questa metafora esistenzial/giardiniera trae spunto il bel film Epic, diretto da Chris Wegde, quello dell'Era glaciale e di Rio, che mette in scena in un contesto agreste una nuova versione della lotta del Bene contro il Male.
Sembra proprio che Jeffrey Dean Morgan si sia affezionato agli universi paralleli e alle vicende della Guerra Fredda…
Dopo aver brillantemente vestito i panni (e l’immancabile sigaro) del Comico in Watchmen di Zack Snyder (nel quale erano evidenti i riferimenti al clima politico a cavallo degli anni ’70 e ’80), l’attore è attualmente in trattative per far parte del cast del remake di Alba Rossa, pellicola di fanta-politica diretta da John Milius. La nuova versione è stata affidata a Dan Bradley e la sua uscita è prevista per il 24 Settembre del 2010.







