Nove vite bastano?
Tom Brand è il solito odioso tycoon multimilionario (ormai viene sempre in mente Trump, è inevitabile), la testa solo per gli affari e non per la famiglia. Che è di quella allargate, con un’amorevole ma esasperata seconda moglie, con figlioletta trascurata, e una ex prima consorte, inacidita nonostante i ricchi alimenti, con un figlio maschio ventottenne che lavora per lui, ingiustamente vessato dallo spietato genitore.
Scene di famiglia in un interno
Se partire è un poco morire, tornare può essere anche peggio. Il trentaquattrenne Louis, ormai scrittore di successo, torna dopo dodici anni nel suo originario nucleo famigliare. Perché se ne era andato, perché è tornato? Non tarderemo a sapere, a capire. Fin dal primo contatto, come in un feroce gioco di ruolo, tutti a turno si scagliano contro Louis, si alleano pro o contro lui.
Comandare la libertà
Qual è il genitore che non vorrebbe un mondo su misura per il suo amato figlio? Ben, che di figli ne ha sei, lo ha creato, questo mondo perfetto, andandosene con loro, che vanno dai 18 anni in giù, per arrivare a 4/5. Circa dieci anni addietro li ha portati lontano, rifugiandosi in un terreno remoto, in quel Nord Ovest ancora selvaggio e inesplorato, in mezzo a impervie montagne, dove vive in totale simbiosi con la natura in una capanna di legno e una grande tenda.
Impiegati alla riscossa
Che cosa si aspetta la gente da Babbo Natale? Tante cose, beni materiali e beni spirituali, pacchi dono e dimostrazioni di affetto, banchetti e bevute. Quello che invece si aspettano i dipendenti della ditta Zenotek, nel nevoso inverno di Chicago, è un appalto che permetta di non tagliare un quarto del personale, di azzerare i bonus, addirittura di chiudere la loro filiale.
Meglio starne fuori
Dopo un grave lutto, la psicologa infantile Mary (Naomi Watts) continua ad esercitare nella sua casa sperduta in mezzo ai boschi innevati (scomodissima per i clienti, vai a capire), per continuare così ad accudire il figliastro diciottenne Stephen (Charlie Heaton, visto in Stranger Things), rimasto in stato vegetativo dopo l’incidente che è costato la vita del padre Richard.
Express Yourself!
Strike a pose: imperativo rivolto dal fotografo ai propri soggetti, necessità più volte riscontrata nella vita. Mettiti in posa, datti un atteggiamento. La “posa” della vita i ballerini del film omonimo l’hanno trovata con Madonna, quando nel 1990 sono stati selezionati per il Blonde Ambition Tour, che mirava, e con successo, a scandalizzare con i suoi riferimenti sessuali, con le sue dissacrazioni religiose, con tutte le provocazioni tipiche della star.
Le apparenze contano
Siamo verso la fine del 1800, campagne intorno a Londra, la giovane vedova Susan Vernon, per fuggire i pettegolezzi che la bersagliano, si rifugia nella magione del cognato e della sua famiglia. Susan è una donna frivola ma oculata e sta cercando di tirare tutti i fili necessari ad assicurare la propria sopravvivenza, oltre che quella della ben educata figlia Frederica, priva del tutto però dell’acutezza materna.
Liberi mai
Di sogni si può vivere, per un sogno si può lottare e morire, e se quel sogno tale permane, qualcosa forse resterà a non rendere vana la fatica, le sofferenze di chi lo aveva sognato. Liricamente questo si può dire di Newton Knight, personaggio realmente esistito, la cui vita viene ripercorsa nel film Free State of Jones, che definiremmo di impegno civile più che di intrattenimento.
Corri ragazzo laggiù
I Am Bolt è un bel documentario che ripercorre l’incredibile carriera del grande velocista, senza cercare il dramma, senza accentuare le sofferenze, senza accanirsi su eventuali incidenti di percorso, senza speculare su facili elementi per suscitare empatia. Perché non è necessario. Bolt è un personaggio che nella sua mancanza di eccessi, di scandali, di gossip, trova tutta la sua forza, accumunando in un’approvazione unanime tecnici e pubblico.
Una vita contro 208 secondi
Il 15 gennaio del 2009 l’airbus della US Airways, pilotato da Chelsey Sullenberger, allora cinquantasettenne, subito dopo il decollo dall’aeroporto La Guardia di New York incappa in uno stormo di oche canadesi che finiscono arrostite dentro entrambi i motori, bloccandoli irrimediabilmente. Manca il tempo materiale per recuperare una pista di atterraggio nelle vicinanze.