Io vorrei, non vorrei ma se vuoi...
Ci sono interrogativi cosmici, ciclici e immutabili come l'avvicendarsi delle stagioni. Uno di questi riguarda senza dubbio la possibilità che fra un uomo e una donna possa esistere il sentimento puro dell'amicizia, o se al contrario l'amicizia fra un uomo e una donna sia sempre solo una relazione privata della componente sessuale per volontà di uno dei due (della serie "la verità è che non gli piaci abbastanza"). E a chi non verrà in mente la quasi omonima canzone di Battisti (Ma che disastro, io mi maledico, ho scelto te - una donna - per amico).
Elogio di un uomo qualunque
Ernesto è la negazione vivente del celeberrimo e abusato slogan "Io valgo". Fin dalla sua infanzia gravata da un padre manesco e autoritario si è convinto di non valere nulla, di poter essere solo "l'ultima ruota del carro", buono a tirare avanti con la maggiore dignità possibile, disposto per questo a subire anche parecchie umiliazioni. Da aiutante bistrattato del padre tappezziere, diventa inetto cuoco d'asilo poi trasportatore in proprio e autista e tuttofare di potenti, mentre mette su famiglia e diventa padre. Sfiorato da scandali "socialisti", riesce a starne al di fuori, così come non si fa coinvolgere troppo da un eccentrico pittore che lo elegge suo amico.
Da una conferenza stampa di Giovanni Veronesi ci si aspetta sempre tuoni e fulmini (soprattutto se ad accompagnarlo c’è il vulcanico produttore Aurelio De Laurentiis). Invece, in occasione dell’incontro organizzato per la promozione di Genitori e figli – Agitare bene prima dell’uso, si respirava un’atmosfera ovattata, placida, senza i guizzi ironici tipici di un toscanaccio verace come Veronesi.
Allo stesso tempo, però, è anche difficile immaginarne una più divertente! Soprattutto se i personaggi da loro interpretati nel film di Giovanni Veronesi, Luisa e Gianni Amadesi da poco separati, hanno nel litigio furibondo (e, proprio per questo, esilarante) il loro passatempo preferito, dopo una separazione con corredo di amanti (Max Tortora per la Littizzetto ed Elena Sofia Ricci per Orlando).
I due sono intervenuti alla conferenza stampa di presentazione del film che, a differenza (almeno apparentemente…) delle pellicole precedenti del regista toscano, presenta una minor quantità di spunti puramente comici per affrontare una riflessione sull’Italia dei nostri tempi attraverso il pretesto del rapporto, da sempre conflittuale, tra i genitori e, appunto, i loro figli.
Razzismo, ignoranza dilagante, sogni frivoli e illusori offerti da show di successo (il Grande Fratello è l’obiettivo scelto dalla pellicola) occupano, quindi, un posto privilegiato nella storia diretta da Veronesi, come ci hanno spiegato i due protagonisti.
Problemi sempre problemi, diceva qualcuno e siamo alle solite: in Italians i due episodi che compongono l’improbabile ritratto italico, non funzionano. Regia, sceneggiatura, recitazione naufragano insieme alle idee.
Firmato: Carlo Verdone, dalla conferenza stampa, più seria di quanto ci si potesse aspettare, di Italians, ultimo film, in ordine di tempo, di Giovanni - Manuale d'amore - Veronesi.
Gli italiani e l'italianità, "che ci portiamo sempre appresso ovunque andiamo, e che ci fa sempre riconoscere, nel bene e nel male", dice il regista toscano, sono i protagonisti della sua nuova pellicola.
Veronesi, amante dell'Italia al punto di affermare, in uno dei rari momenti scherzosi dell'incontro, che il programma TV che preferisce "sono le previsioni del tempo, perchè si vede benissimo il nostro meraviglioso Stivale", punta con Italians anche a chiarire alcuni dei luoghi comuni che caratterizzano l'italianità all'estero. "È vero che ci facciamo sempre riconoscere - dice - ma non solo per il nostro essere caciaroni. All'estero lasciamo il segno anche per l'originalità e l'impegno generoso che mettiamo nel porci agli altri".
Sono passati dieci anni da allora e, quindi, sessanta da quell' Assemblea Generale di Parigi in cui le Nazioni Unite diedero vita a quel testo fondamentale ed estremamente attuale.
Purtroppo la forza, il vigore e l'attualità della "Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo" derivano proprio dalla criminale negligenza di alcuni governi che arricchiscono se stessi calpestando i principi ai quali, solo formalmente e con disgustosa ipocrisia, dicono di ispirarsi.
In un contesto simile l'arte, pur non potendo agire direttamente sullo stato delle cose per cambiarlo, può però svolgere un'importante funzione di cassa di risonanza per quei diritti continuamente calpestati. In modo da far crescere la consapevolezza di essi in coloro che non hanno mai potuto beneficiarne.
- Recensione
- All Human Rights for All
- Associazione Rinascimento
- Rai Cinema
- Settimaluna
- Carlo Lizzani
- Domenico Calopresti
- Giorgio Treves
- Claudio Camarca
- Emanuele Scaringi
- Daniele Cini
- Tekla Taidelli
- Anne Riitta Ciccone
- Fiorella Infascelli
- Ivano De Matteo
- Costanza Quatriglio
- Marina Spada
- Nello Correale
- Moshen Melliti
- Daniele Luchetti
- Giovanni Veronesi
- Matteo Cerami
- Luciano Emmer
- Giuseppe Ferrara
- Fausto Paravidino
- Antonello Grimaldi
- Wilma Labate
- Vittorio De Seta
- Saverio Di Biagio
- Roberta Torre
- Pasquale Scimeca
- Liliana Ginanneschi
- Antonietta De Lillo
- Antonio Lucifero
- Elena Bouryka
- Anita Caprioli
- Lidia Vitale
- Michele Riondino
- Massimo Sarchielli
- Francesco Calbi
- Maya Sansa
- Donatella Finocchiaro
- Bianca Nappi
- Rocco Papaleo
- Daniele Savoca
- Tommaso Critelli
- Giorgio Colangeli
- Valerio Mastandrea
- Marco Giallini
- Primo Reggiani
- Drammatico
Dopo l’inaspettato successo di Manuale d’amore, il regista Giovanni Veronesi (figura molto potente nell’attuale scacchiera “politica” del cinema italiano) e Aurelio De Laurentis (forse, l’ultimo produttore in senso stretto rimasto in questo “povero” paese) ci riprovano sfruttando la via del sequel ma, nonostante gli esorbitanti incassi ottenuti fino ad ora, il risultato è quantomeno mediocre, sicuramente inferiore alla pellicola precedente. Ancora una volta il film si presenta come una tetralogia di storie il cui collante – per modo di dire – è un fattore esterno: nel primo capitolo era un audio libro, qui invece si tratta di una trasmissione radiofonica sull’amore condotta dal dj Claudio Bisio.









