Stregati dalla luna
Ci si conosce alle superiori, ci si frequenta poi anche in seguito, si passano insieme gli anni della giovinezza, ci si avvia insieme verso la maturità, un gruppo saldo di amici cui si aggiungono i rispettivi partner, accettati dopo faticose ammissioni. Che ogni tanto cambiano, mentre il nucleo storico resiste saldo, scoglio al quale aggrapparsi, spiaggia su cui approdare, fuoco al quale riscaldarsi (perché, come diceva Kasdan, fuori il mondo è così freddo).
Sono stati "loro"
Se nella vita cerchi di vivere adeguandoti alle regole, da cittadino onesto e corretto, se un cretino. Punto. Soggetto ai soprusi del Sistema, vittima di chi è più furbo di te. Questo è il caso di David, bravo ragazzone con ambizioni di scrittore, ripiegato poi sul giornalismo, finito a occuparsi della comunicazione di un'azienda chimica, vessato dal prepotente proprietario. Nella vita privata si ritrova ugualmente schiavizzato dalla fidanzata, che lo spinge in direzione di una carriera che a lui costa molto subire.
L'amico immaginario
Tommaso (Giallini) è un chirurgo con il complesso di Dio, ateo convinto di essere lui stesso divinità in terra, capace di distribuire vita o morte ai suoi pazienti. Arcigno e intransigente, maltratta senza pietà chiunque lo circondi, la moglie troppo succube, incapace di fargli comprendere la sua infelicità; la figlia cretina per autodifesa, sposata con un disprezzatissimo agente immobiliare di basso rango; il figlio maschio, su cui ha riposto le sue poche speranze.
Scarpe grosse contro cervelli fini
Dopo gli anni del consumismo più sfrenato, è in atto un processo di demonizzazione del Natale, descritto come il momento del più bieco consumismo nel nome della più bieca ipocrisia dei rapporti famigliari e sentimentali. Festa ricattatoria come poche in effetti, il Natale (di cui tutti hanno accantonato il vero significato) diventa terreno per piccoli drammi famigliari, che il film Ogni maledetto Natale si diverte a prendere ferocemente in giro. Massimo e Giulia si incontrano per caso ed è colpo di fulmine, prima ancora di conoscersi bene.
Peccato che siano femmine
Francesco (Marco Giallini) è un padre single ormai ultra-cinquantenne, abbandonato da molto tempo dalla moglie a fare ma padre e madre di tre belle e avvedute ragazze, ormai dai 30 ai 18 anni di età, che sono le sue "pazienti" più incurabili. Francesco di mestiere fa infatti lo psicanalista ma non è detto che questa attività gli faciliti poi molto le cose. Impegnato nel pubblico e nel privato a "capire e far capire" le cose della vita, si sente personalmente trascurato.
Casa, dolce casa
Il 28 febbraio 1949 fu approvato dal Parlamento italiano Il Piano Casa, un provvedimento storico voluto dal senatore Amintore Fanfani che prevedeva la costruzione di migliaia di alloggi popolari da destinare alle classi sociali più umili, che la seconda guerra mondiale e i conseguenti massicci bombardamenti avevano privato di un tetto sotto il quale vivere. Il cinema italiano dell'epoca non trascurò di affrontare quest'importante tema sociale. Mario Monicelli già nel 1949 con Totò cerca casa, prese di petto la questione raccontando il dramma di Beniamino Lovacchio, un poveraccio interpretato dal grande comico napoletano, che nel dopoguerra cerca disperatamente una soluzione abitativa per la sua famiglia finendo a vivere nell'appartamento del custode di un cimitero.
La felicità, pagando
Soleggiata mattina della Vigilia di Natale, una famiglia al completo, tre generazioni riunite intorno a una tavola imbandita di ogni ben di dio, nello splendido casolare in Umbria, confortevole ed elegante come la patinata versione extra lusso della Famiglia del Mulino Bianco: quale sogno più bello. Peccato che niente sia come sembra perché il capofamiglia, il ricco e solitario Leone (Sergio Castellitto) ha noleggiato un'intera compagnia teatrale in difficoltà finanziaria, per rivestire ogni ruolo, come da accurata sceneggiatura da lui stesso scritta.
Stessa spiaggia, stesso mare. Più di 35 anni fa Vincenzo Cerami, romanziere e sceneggiatore per Benigni, Amelio, Bellocchio, Bertolucci, scriveva la sceneggiatura di Casotto, film diretto da Sergio Citti. Oggi suo figlio Matteo dirige Tutti al mare, non proprio un remake, quasi un aggiornamento.









