Io vorrei, non vorrei ma se vuoi...
Ci sono interrogativi cosmici, ciclici e immutabili come l'avvicendarsi delle stagioni. Uno di questi riguarda senza dubbio la possibilità che fra un uomo e una donna possa esistere il sentimento puro dell'amicizia, o se al contrario l'amicizia fra un uomo e una donna sia sempre solo una relazione privata della componente sessuale per volontà di uno dei due (della serie "la verità è che non gli piaci abbastanza"). E a chi non verrà in mente la quasi omonima canzone di Battisti (Ma che disastro, io mi maledico, ho scelto te - una donna - per amico).
Gli opposti si toccano
Titolo furbetto, questo dell'ultimo film di Marco Ponti, Passione sinistra, che potrebbe ingannare uno spettatore distratto, facendogli supporre chissà quali intriganti rapporti fra personaggi borderline. Ci resterebbe malissimo, perché poi si troverebbe di fronte all'ennesima variazione sul tema della commediola sentimentale, quella dell'amore "litigarello". Specie di buddy movie a modo loro, queste commedie mettono in scena due personaggi che cominciano a litigare appena si incontrano e per un po' continuano sulla stessa riga, mentre lo spettatore ha capito benissimo che velocemente cadranno una nelle braccia dell'altro, scambiando un po' di sana attrazione sessuale per eterno amore. Infatti un conto è farsi un'avventura con uno del tutto opposto a noi, un altro è eleggerlo a compagno della vita e condividere per sempre le pesanti diversità che naturalmente ciascuno mantiene.
Ma a est e ovest, come si starà?
Buon successo in sala, anche se inferiore al film precedente (Benvenuti al Sud), arriva adesso su Blu-ray Medusa Benvenuti al Nord, secondo episodio centrato sui personaggi che il pubblico aveva mostrato già di gradire. L'immagine è ben definita e sempre nitida, nella resa della colorata fotografia originale, molto naturale. L'audio, in DTS HD 5.1, ha le sue occasioni per dimostrare potenza e buon dettaglio, nella restituzione di ambiente e musiche e qualche effetto sonoro, mentre restituisce dialoghi sempre nitidi. Come extra sono presenti un divertente backstage (18'), le immancabili scene eliminate (3') e una galleria fotografica. Questa volta troviamo Alberto (Bisio) con l'incontentabile consorte Silvia (Finocchiaro) finalmente ri-trasferito a Milano, mentre Mattia è rimasto nel suo delizioso paesino con la moglie Maria (Lodovini) e figlioletto.
Matteo (Alessandro Tiberi), 30 anni, brillante laureato con la passione per la matematica, lavora nel marketing di un’azienda in fase di “riorganizzazione”. Divide la vita e la casa con Francesco (Francesco Mandelli), precario con la passione del cinema e della playstation. L’arrivo in ufficio di un nuovo vice direttore marketing, Angelica (Carolina Crescentini) e quello di una nuova coinquilina (Valentina Lodovini), daranno vita ad una serie infinite di peripezie.
Il cinema italiano è Vivo, Morto o X? Una X dovrebbe andar bene, visto i proclami di rinascita seguiti a quelli di più totale sfacelo che si susseguono in perfetta alternanza ormai da qualche anno.
C’è una scena di C’era una volta il west di Sergio Leone, a un certo punto di Generazione 1000 euro, il film di Massimo Venier che racconta uno dei nodi scoperti del mondo di oggi, quello del precariato. Da critico ormai deformato mentalmente, chi scrive ha voluto trovarci un significato: il mondo del lavoro oggi è un gioco al massacro, un far west senza leggi che quella della sopravvivenza. Massimo Venier risponde divertito che non l’aveva pensata proprio così, ma che gli piace il significato. È un esempio dell’onestà e della simpatia di questo autore, che avevamo conosciuto come regista dei film di Aldo, Giovanni e Giacomo, e del suo film.
Torna Massimo Venier, dopo la parentesi con Ale e Franz in Mi fido di te, con una commedia sulla generazione di trentenni disoccupati che popolano il nostro bel paese. Divenuto famoso soprattutto per aver diretto il trio Aldo, Giovanni e Giacomo, con Generazione mille euro si ritrovano quei caratteri distintivi che hanno fatto conoscere il regista e lo hanno fatto apprezzare dal pubblico: ironia, sentimento e del sano buonismo.










