Riccardo Scamarcio, che nel film è un piccolo truffatore che, insieme al suo mentore Sergio Castellitto, trasporta Ferrari rubate dall'Italia agli Emirati Arabi, si dichiara d'accordo con Veronesi nel sottolineare "l'umanità che facciamo emergere sempre, persino nei nostri poliziotti, molto più simpatici e disponibili, ad esempio, di quelli americani".
"Lo Stato non è ossessivamente presente nelle nostre vite - prosegue il bello e dannato del nostro cinema, con tanto di occhiaie d'ordinanza - ma questo ha anche il rovescio della medaglia, negativo, che tutti fanno come gli pare".
Stereotipi e debolezze di un'Italia disgraziata, "nella tradizione della commedia all'italiana dei vari Monicelli, Scola e Risi", animano questo Italians, come evidenzia Sergio Castellitto che cita Longanesi nel ricordare che "gli italiani sono buoni a nulla e capaci di tutto". Con una punta di rammarico e disincanto, l'attore dichiara poi di "provare nostalgia per quei personaggi, oggi non più così frequenti, cinici ed arroganti del nostro passato storico e cinematografico, che poi si rivelavano eroi sotto molti aspetti". E sempre Castellitto lancia un piccolo affondo polemico sull'esclusione di Gomorra di Matteo Garrone dalla corsa agli Oscar: "Forse all'estero preferiscono, e premiano, solo i nostri stereotipi?"
Aurelio De Laurentiis, produttore della pellicola, interviene per placare i toni, forse un po' troppo seriosi per i suoi gusti, annunciando il prossimo progetto di Veronesi dal titolo genitori e Figli - Istruzioni per l'uso. Dal canto suo Veronesi, un po' spiazzato, preferisce tacere.
Ma il dubbio sollevato da Castellitto rimane: e se avesse ragione?


