Stessa spiaggia, stesso mare. Più di 35 anni fa Vincenzo Cerami, romanziere e sceneggiatore per Benigni, Amelio, Bellocchio, Bertolucci, scriveva la sceneggiatura di Casotto, film diretto da Sergio Citti. Oggi suo figlio Matteo dirige Tutti al mare, non proprio un remake, quasi un aggiornamento.
Spesso agli Oscar anche per i film stranieri (la maggior parte delle volte snobbati dalle nominations principali) c'è speranza di ricevere qualche candidatura anche in altre categorie.
Indossa ancora la tonaca ma questa volta seriamente (o quasi) accanto a una Laura Chiatti scatenata. Carlo Verdone sarà a gennaio nelle sale con Io, loro e Lara, pellicola prodotta dalla Warner Bros svelata in anteprima in rapidi frammenti alle Giornate Professionali di Cinema a Sorrento.
Non c'è stato il classico duello che ha contraddistinto le altre premiazioni nazionali. Questa volta Gomorra aveva già vinto il Nastro d'Argento dell'Anno, quindi il premio come miglior film è potuto tranquillamente andare, come prevedibile, a Il Divo di Paolo Sorrentino.
A quanto pare, non è solo sciovinismo quello che fa gridare al capolavoro la critica del Bel Paese ogni volta che esce in sala un nuovo film di Paolo Sorrentino.
Il cinema italiano premiato a Cannes attraversa e scavalca di nuovo le Alpi, questa volta per uscire nei cinema e affrontare i giudizi del pubblico dopo gli elogi ricevuti della critica.
Elena (Ambra Angiolini) è una caparbia donna che lotta tutti i giorni contro i pregiudizi razziali, svolgendo il ruolo di mediatrice culturale tra africani e istituzioni italiane. Il marito Carlo (Fabio Volo), viceversa, è completamente insensibile al tema ed evita furbamente le situazioni che lo potrebbero mettere di fronte alla propria indifferenza e costringerlo ad affrontare l'argomento. In modo pressoché analogo è delineata l'altra coppia protagonista del film, composta da due senegalesi immigrati a Roma: Nadine (Aïssa Maïga) è un'affascinante donna nauseata dal sentir sempre parlare di Africa, fame, povertà e miseria e desidererebbe solo vivere la propria vita infischiandosene del resto; sfortuna vuole che il marito (Eriq Ebouaney) sia collega di lavoro di Elena e che ingaggi continuamente battaglie per il proprio paese e per il proprio popolo. Inevitabile sarà l'incontro/scontro tra le due famiglie, con una carambola di eventi che metteranno in luce la vera essenza del razzismo quotidiano e l'ipocrisia sociale di fondo.
Di Hollywood Reporter è la notizia che Il Divo, prodotto di casa nostra inviato a Cannes, dove è stato vincitore del premio del Gran Jury, è stato comprato dal MP I Media Group.






