Di Giuliana Molteni   |   11 Marzo 2011
Tutti al Mare: Cerco l'estate tutto l'anno

Stessa spiaggia, stesso mare. Più di 35 anni fa Vincenzo Cerami, romanziere e sceneggiatore per Benigni, Amelio, Bellocchio, Bertolucci, scriveva la sceneggiatura di Casotto, film diretto da Sergio Citti. Oggi suo figlio Matteo dirige Tutti al mare, non proprio un remake, quasi un aggiornamento.

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Di www.MovieSushi.it   |   12 Gennaio 2010

Spesso agli Oscar anche per i film stranieri (la maggior parte delle volte snobbati dalle nominations principali) c'è speranza di ricevere qualche candidatura anche in altre categorie.

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Di www.MovieSushi.it   |   30 Dicembre 2009
Io, loro e Lara: Verdone il "melancomico"
Questo Cristo che si sacrifica, questo Cristo che soffre, questo Cristo che si immola.. Ricordate Padre Spinetti, il finto sacerdote interpretato da Carlo Verdone in Acqua e sapone? Il regista e attore romano è tornato in abito talare, ma stavolta non è né un impostore, né una caricatura come i preti impersonati in Un sacco bello e Viaggi di nozze. Il Padre Carlo di Io, loro e Lara, il suo nuovo film, è un prete vero. Anzi, un uomo, prima ancora che un prete. Una figura lontana dalle macchiette quanto dall’immagine dei prelati a cui ci hanno abituati i media. Lo ricorda lo stesso Padre Carlo in una scena del film. E, in quanto uomo, è in preda a dubbi, a una crisi d’identità prima ancora che di fede. Così lascia l’Africa, dove fa il missionario, e torna a Roma. Dove trova una famiglia allo sbando: il padre si è risposato con una badante moldava, la sorella ha una figlia alienata e l’ex marito che non le paga gli alimenti, il fratello è un cocainomane con relazioni poco stabili. In montaggio alternato vediamo Lara, ragazza tormentata tra assistenti sociali e chat erotiche, e capiamo che le loro strade si incroceranno. Il come è una sorpresa. Perché le vie del Signore sono infinite.
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Di www.MovieSushi.it   |   30 Dicembre 2009
“Pedinatore di italiani”. È così che si definisce Carlo Verdone, che ha presentato oggi a Roma Io, loro e Lara, il suo nuovo film, in uscita il 5 gennaio in 650 copie. La nuova definizione si aggiunge a quella di “melancomico”, che gli fu data qualche anno fa, e che cita ancora oggi. E, mescolate insieme, riescono a dare la cifra di quello che è il suo nuovo film. Perché Io, loro e Lara torna a un cinema più velato di malinconia, lungo un filone iniziato con Io e mia sorella e continuato con Compagni di scuolaPerdiamoci di vista. Ed è un film che, partendo da una vicenda personale, parla dell’Italia di oggi: ci sono gli immigrati, i precari, le famiglie divise e le nuove famiglie allargate. C’è la Chiesa, una Chiesa insolita e diversa da quella ufficiale che siamo abituati a vedere. Lo ricorda, in una scena, proprio il personaggio di Verdone, Padre Carlo. Un missionario in crisi di fede e d’identità che torna in Italia per trovare conforto – dalla sua famiglia – e trova solo sconforto: il padre è circuito da una badante moldava, la sorella divorziata (Anna Bonaiuto) deve fare i salti mortali per mantenere la figlia, il fratello cocainomane (Marco Giallini) vive di relazioni molto instabili. E nella loro vita – non vi sveliamo come – deve ancora entrare la misteriosa Lara (Laura Chiatti), ragazza tormentata con più di un segreto. “È un film particolare, coraggioso, giocato sui mezzi toni” ha esordito Verdone. “È la prima volta che faccio un prete, perché non possiamo considerare la caratterizzazioni dei miei film del passato. Ho voluto raccontare la storia di un uomo perbene che si trova in una crisi”. Non è un caso che Verdone torni con un film di questo tipo, una svolta matura più volte tentata e poi abbandonata. Non è un caso perché Verdone gira un film prodotto e distribuito dalla Warner dopo i due film con la Filmauro di De Laurentiis, evidentemente più incline a un cinema di puro intrattenimento. Nella conferenza stampa è arrivata inevitabile la domanda su che differenza ci sia tra le due produzioni. E la risposta di Verdone, seppur diplomatica e priva di ogni polemica, è stata illuminante su come funzionino i meccanismi del cinema.
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Di www.MovieSushi.it   |   04 Dicembre 2009

Indossa ancora la tonaca ma questa volta seriamente (o quasi) accanto a una Laura Chiatti scatenata. Carlo Verdone sarà a gennaio nelle sale con Io, loro e Lara, pellicola prodotta dalla Warner Bros svelata in anteprima in rapidi frammenti alle Giornate Professionali di Cinema a Sorrento.

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Di www.MovieSushi.it   |   28 Giugno 2009

Non c'è stato il classico duello che ha contraddistinto le altre premiazioni nazionali. Questa volta Gomorra aveva già vinto il Nastro d'Argento dell'Anno, quindi il premio come miglior film è potuto tranquillamente andare, come prevedibile, a Il Divo di Paolo Sorrentino.

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Di www.MovieSushi.it   |   18 Marzo 2009
God save... Sorrentino!

A quanto pare, non è solo sciovinismo quello che fa gridare al capolavoro la critica del Bel Paese ogni volta che esce in sala un nuovo film di Paolo Sorrentino.

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Di www.MovieSushi.it   |   06 Gennaio 2009

Il cinema italiano premiato a Cannes attraversa e scavalca di nuovo le Alpi, questa volta per uscire nei cinema e affrontare i giudizi del pubblico dopo gli elogi ricevuti della critica.

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Di www.MovieSushi.it   |   11 Gennaio 2008
Bianco e nero: I film brutti non hanno colore

Elena (Ambra Angiolini) è una caparbia donna che lotta tutti i giorni contro i pregiudizi razziali, svolgendo il ruolo di mediatrice culturale tra africani e istituzioni italiane. Il marito Carlo (Fabio Volo), viceversa, è completamente insensibile al tema ed evita furbamente le situazioni che lo potrebbero mettere di fronte alla propria indifferenza e costringerlo ad affrontare l'argomento. In modo pressoché analogo è delineata l'altra coppia protagonista del film, composta da due senegalesi immigrati a Roma: Nadine (Aïssa Maïga) è un'affascinante donna nauseata dal sentir sempre parlare di Africa, fame, povertà e miseria e desidererebbe solo vivere la propria vita infischiandosene del resto; sfortuna vuole che il marito (Eriq Ebouaney) sia collega di lavoro di Elena e che ingaggi continuamente battaglie per il proprio paese e per il proprio popolo. Inevitabile sarà l'incontro/scontro tra le due famiglie, con una carambola di eventi che metteranno in luce la vera essenza del razzismo quotidiano e l'ipocrisia sociale di fondo.

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Di www.MovieSushi.it   |   10 Novembre 2008

Di Hollywood Reporter è la notizia che Il Divo, prodotto di casa nostra inviato a Cannes, dove è stato vincitore del premio del Gran Jury, è stato comprato dal MP I Media Group.

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