Credere nell'impossibile
Il Genio, il Guru, il Santo Padre degli oggetti più amati, della tecnologia che ha reso più liberi. Per altri una specie di Genio del Male, l'astuto manipolatore di mercato, il monopolista che subdolamente ha ammaliato i mercati mondiali, schiavizzando le masse nel legame con la dipendenza dai suoi prodotti (altri dicono circa le stesse cose di Bill Gates, consoliamoci). Steve Jobs è morto da solo due anni e già arriva sugli schermi una rispettosa biografia. Con una struttura tradizionale, partendo dalla presentazione dell'iPod del 2001, la narrazione ripercorre la vita di Jobs dai tempi dell'Università in poi, ragazzo adottato che non conosceva i suoi genitori biologici, con la sua caratteristica di girare scalzo (e complessivamente poca igiene, come già si diceva in I pirati di Silicon Valley ma riguardo a Bill Gates, vuoi dire che genio e cattivi odori vanno a braccetto?).
Il nuovo film di John Irvin, regista di L'educazione fisica delle fanciulle, è un triangolo amoroso erotico ed elegante ambientato in Costa Azzurra negli anni Venti. Protagonisti sono la giovane promessa Jack Houston, Mena Suvari e l'ormai lanciatissima star italiana Caterina Murino (007 - Casino Royale).
Un club newyorkese che si chiama Paradise, un istrionico padrone di nome Ray (raggio) Ruby, una screwball comedy politicamente scorretta sulla beata incoscienza di chi vuol evitare di imboccare il viale del tramonto.
Frank Martin si è trasferito a Miami e ha smesso di fare il corriere internazionale. Lavora per la famiglia Billings, come autista personale e bodyguard del piccolo Jack.






