Giù le mani dalla famiglia
Guai a far arrabbiare Bryan, cinquantenne ancora molto in forma, per anni nei servizi segreti USA come "preventore", ai massimi livelli di professionalità, in pensionamento a L. A. per stare vicino all'ex (ancora amata) moglie e alla figlia post-adolescente, nei cui confronti è accusato di essere iperprotettivo. Ma meglio così. Lo avevamo infatti visto nel film precedente, quando aveva messo a ferro e fuoco Parigi per riprendersi la ragazza, incautamente rapita da una bieca congrega di trafficanti di carne umana, che aveva giustamente massacrato durante il recupero. Figurarsi dunque la sua reazione, quando a essere sotto tiro è tutto il suo circolo degli affetti, il suo nucleo famigliare al completo. Dal misero paesino dove sono stati riconsegnati i corpi dei defunti, con strazio dei parenti (nessuno che si interroghi sulla cattiva educazione impartita ai pargoli) parte la Vendetta.
2079 Fuga da.....
Coinvolto in una macchinazione dai Servizi segreti, il valoroso agente Snow in cambio della libertà accetta di recuperare la figlia del Presidente degli Stati Uniti, rimasta intrappolata su una prigione orbitante di massima sicurezza, caduta in mano ai rivoltosi. La ragazza è ovviamente spinta da nobili motivi, interessata ai presunti esperimenti che verrebbero effettuati sui prigionieri; Snow è ovviamente un duro dal cuore d'oro, leale e sprezzante del pericolo; i vertici dei servizi ovviamente pullulano di traditori e i prigionieri sono ovviamente una massa di selvaggi assassini.
Quando si racconta la vita di un personaggio pubblico, che ha fatto della coerenza ai propri ideali la ragione di una vita, si tende a dimenticare che abbia avuto anche una vita famigliare, degli affetti, dei sentimenti indirizzati verso la sfera più intima della sua esistenza. Questo invece si propone di fare il film The Lady, ritorno alla regia "seria" per Luc Besson, dedicata ad Aung San Suu Kyi, premio Nobel per la pace nel 1991 per la sua strenua opposizione al regime militare, che illegalmente da quasi 60 anni sta opprimendo la Birmania, con una durezza che noi occidentali non possiamo neanche immaginare. Un tempo la Birmania era "il Regno d'oro" un fiabesco paese ricco e felice.
Sebbene lo scorso anno non si faceva che parlare di un ritorno di Luc Besson al suo primo amore, parliamo della science-fiction ovviamente (che andate a pensare?!), il suo prossimo lavoro smentisce del tutto quelle voci. Infatti il regista, produttore e sceneggiatore francese decide di tornare sul grande schermo con una storia che racconta la vita dell'attivista politica birmana Aung San Suu Kyi, interpretata da Michelle Yeoh nel suo The Lady.
La storia è ambientata nel 1912, e la nostra protagonista è Adèle Blanc-Sec, una giovane e coraggiosa giornalista pronta a lanciarsi nelle più pericolose avventure, come andare in Egitto ad affrontare antiche e pericolose mummie. Ma nel mentre, a Parigi, il terrore ha preso il via. Un uovo di pterodattilo vecchio di 136 milioni di anni, conservato nel museo di storia naturale si è misteriosamente dischiuso, e l’antico uccello ha iniziato a imperversare nei cieli della capitale francese. Ma questo basterà a turbare la impenetrabile calma di Adèle? Di certo le sue avventure nascondono molte altre sorprese...
Siamo molto curiosi di vedere un autore come Besson alle prese con un progetto distante dalle sue note atmosfere noir e drammatiche, ma già da queste immagini possiamo notare come abbia mantenuto il suo personale gusto francese.
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Chi associa alle produzioni cinematografiche francesi esclusivamente pellicole d’autore si sbaglia. Ciò non vuol dire che il cinema francese sforna anche spazzatura. Tutt’altro. Può divertire e far ridere come ci ricordano i nomi di Francis Blanche e Dany Boon. Il Mi$$ionario è una commedia che fa della sua forza la risata più semplice. Lo fa con stile, esperienza e senza cadere mai nel volgare. Per questo motivo si ride e molto. Una pellicola che non si esaurisce con la prima mezz’ora ma che resiste per tutti i 90 minuti circa di proiezione.?Gran parte del merito va dato agli attori molto bravi e perfettamente calati nelle loro parti, a cominciare da quel Jean-Marie Bigard che più si guarda e più si è nel dubbio se il protagonista sia davvero lui o Robert De Niro, vista la somiglianza incredibile. Somiglianza fisica ovviamente. Non è nostra intenzione fare paragoni impropri.
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