Di Giuliana Molteni   |   09 Giugno 2016
In nome di mia figlia: Recensione

 

Il dolore più grande

Nel 1982 André Bamberski, puntiglioso commercialista francese di stanza in Marocco, benestante ma dalla vita forse troppo metodica, si vede sedurre e portare via la moglie da un affascinante e facoltoso ginecologo tedesco, Dieter Krombach. L’uomo è separato con due figli e così anche i due figli di Bamberski, affidati come è d’uso alla madre, vanno a vivere tutti insieme, trasferendosi poi in Germania.

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Di Giuliana Molteni   |   21 Aprile 2016
Le confessioni: Recensione

 

Confessioni di menti pericolose

Un monaco italiano, Roberto Salus, viene invitato a partecipare ad un summit riservatissimo di potenti della finanza mondiale, con l’inclusione di un paio di personaggi extra, un musicista pop (un po’ Eric Clapton, sembra, non è chiaro) e un’affascinante scrittrice di libri stile Rowling. Anche il monaco ha scritto dei libri ma è un personaggio che rifugge ogni clamore mondano e ogni classificazione. Nelle ovattate stanze dell’hotel di lusso che li ospita, in riva al mare ad Heiligendamm in Germania, si intrecciano alcuni nuovi rapporti, nella curiosità reciproca.

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Di Giuliana Molteni   |   30 Aprile 2013
Il Cecchino: Recensione

Spara o muori
Avidità e vendetta sono i due motori che muovono i protagonisti dell'ultimo film di Michele Placido, Il cecchino, girato in Francia con un cast quasi interamente francese (il titolo originale in francese è Le guetteur, la sentinella). Una banda di rapinatori, stretti fra loro da forti legami di amicizia, da troppo tempo sta portando a termine una serie di rapine alle banche di Parigi, senza spargimenti di sangue. Qualcosa però va storto proprio il giorno in cui la Polizia, guidata dal Capitano Mattei (Daniel Auteuil) ha previsto le loro mosse, mettendo sotto controllo la banca nel mirino. Nella furibonda sparatoria che ne consegue, i banditi riescono a fuggire, protetti da un infallibile cecchino (Mathieu Kassowitz) che dall'alto riesce a bloccare i poliziotti.

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Di www.MovieSushi.it   |   18 Aprile 2008
L'ultima missione: Marchal firma MR73 la trilogia poliziesca di un profeta del noir

Piano Marchal.
Una trilogia sulla polizia per un ex poliziot­to, feroce con la sua ex "fami­glia" (inquietante la somi­glianza del gergo delle divise con quello dei mafiosi) come solo un innamorato deluso può essere (vedi Oliver Stone e il Vietnam).
Dopo Gangsters e l'acclamatissimo 36, arriva MR73 (codice identificativo di una pistola e titolo originale, tradotto da noi con il banale L'ultima missione), apoteosi di corruzione, violenza e nichili­smo del traumatizzato Olivier Marchal, profeta del nuovo noir francese. «A 22 anni, nel 1982, conobbi l'orrore vero, quello che ti ruba i sogni. E co­me molti altri flics, abbando­nati dalle alte gerarchie, ne ri­masi sconvolto».

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Di www.MovieSushi.it   |   18 Aprile 2008

Olivier Marchal è un ex poli­ziotto che ora fa il regista. E racconta la polizia.
Come Oliver Stone, veterano del Viet­nam, racconta senza pietà la guerra, così il cineasta francese fa con le sue esperienze.

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