Diventare grandi
E così dovevamo arrivare a metà luglio per riuscire a vedere una delle commedie più spassose dell’anno, distribuita a stagione già ripiegata (indice di scarsa fiducia nei risultati). Ed è un peccato perché senza nessuna pretesa di nessun genere, Central Intelligence, divenuto in italiano Una spia e mezzo, è un brillante mix di spy story, thriller ed action, che mette al centro della trama la solita “strana coppia”, in questa caso ben assortita.
Il senso del negoziatore per la pace
A chi si fosse perso in sala l’ultimo bel film di Steven Spielberg, Il ponte delle spie, consigliamo un recupero grazie alla bella edizione su Blu-ray Fox da poco pubblicata. L’immagine riproduce alla perfezione la splendida fotografia originale del pluri-premiato Janusz Kaminski, fedelissimo di Spielberg.
La pagina prende vita
Nella cittadina del Delaware dove la mamma, rimasta da poco vedova, ha trovato un nuovo lavoro come vicepreside di un liceo, l'adolescente Zach scopre di avere una deliziosa vicina di casa, oppressa però da un padre misteriosamente protettivo (Jack Black). L'uomo si rivela essere R. L. Stine, notissimo autore di una collana di libri di grandissimo successo, chiamata Piccoli brividi (in originale Goosebumps, pelle d'oca). I volumi originali, che custodisce sotto chiave in casa, hanno però una caratteristica inquietante: se aperti lasciano sfuggire i personaggi che contengono.
Il senso del negoziatore per la pace
Erano gli anni ’50, erano gli anni della Guerra Fredda. E della Grande Paranoia. E della Bomba. E di Berlino e del Muro, e dei codici segreti e dei microfilm, dei complotti e dei tradimenti. Erano gli anni delle grandi spie. Nel ‘53 i Rosenberg erano appena stati giustiziati e a New York viene arrestato il Colonnello Abel, spia dei russi, infiltrato da anni negli USA (il famoso caso del nichelino cavo). Per difenderlo, per garantirgli il miglior processo possibile in base alla legge americana, viene precettato James Donovan, ottimo avvocato di prestigioso studio, che aveva già prestato servizio durante il Processo di Norimberga.
Un'abbinata sprecata
Si erano già ritrovati insieme nel film Expendables, Sylvester Stallone e Arnold Schwarzenegger, i due muscolosi e muscolari eroi di tanti film d'azione degli scorsi decenni, messi in disparte da prodotti meno iperbolici del loro standard e da (si supponeva) limiti d'età. E per Schwarzenegger contava anche la sua carriera politica. Ma dopo due progetti solisti, Jimmy Bobo per Sly e The Last Stand per Schwarzy, entrambi volutamente vintage, c'erano tutte le premesse commercialmente promettenti per un nuovo lavoro insieme. Ecco quindi arrivare sugli schermi Escape Plan, diretto da Mikael Håfström, regista di film mai del tutto riusciti (Evil, Derailed, 1408, Shanghai, Il rito), su sceneggiatura di Miles Chapman (serie tv Cybergeddon) e Jason Keller (Mirror Mirror, Machine Gun Preacher).
Paul Greengrass, conosciuto ai più per i suoi due film sulla saga di Bourne e per Bloody Sunday, è tra i più grandi registi d’azione e questo Green Zone ne è, ancora una volta la prova. La pellicola è incentrata sui primissimi giorni di guerra in Iraq e su quello che avvenne prima della cattura di Saddam Hussain. Il soggetto di Rajiv Chandrasekaran e la sceneggiatura di Brian Helgeland ipotizzano un complotto all’interno del Governo Americano per entrare forzatamente in guerra. Quindi viene preso come capro espiatorio, il sanguinario generale iracheno Al Rawi, personaggio realmente esistito e giustiziato, per dare un senso alla critica antinazionalista che fa da sfondo alla pellicola. Una critica pesante e affatto velata che Greengrass racconta con l’abilità di regista navigato in pellicole di genere.Nella sceneggiatura, però, non tutto scorre come dovrebbe, nella storia sono presenti delle falle piuttosto evidenti e delle situazioni poco credibili che fanno dubitare anche lo spettatore più ben disposto.
Greengrass sta applicando il suo stile personale a una storia vera. Se vi sono piaciuti gli ultimi due film su Bourne, molto probabilmente apprezzerete Green Zone.
Greengrass si sta occupando di tutti gli aspetti del film, e ne ha parlato in una recente intervista a Collateral.
Matt Damon e Paul Greengrass rappresentano un'accoppiata che nel cinema action contemporaneo ha davvero fatto faville. Sono infatti stati protagonista e regista degli apprezzati The Bourne Supremacy e The Bourne Ultimatum, ovvero gli ultimi due capitoli della trilogia dedicata al personaggio di Jason Bourne, agente della CIA senza memoria e in cerca del suo passato.
Lo vedremo presto ne Il dubbio, affianco al mostro sacro Meryl Streep, nel difficile ruolo di un sacerdote pedofilo, ma l'attore protagonista anche di Truman Capote Philip Seymour Hoffman passerà dietro la macchina da presa per dirigere la commedia romantica Jack Goes Boating, ispirata all'omonima pièce teatrale scritta da Bob Glaudini.








