“All Gone to Look for America”
Tracy (Lola Kirke) si trasferisce a NY per trovare la sua strada (vorrebbe fare la scrittrice) e, sola nella metropoli, va a cercare quella che diventerà la sua sorellastra, Brooke (Greta Gerwig), perché i rispettivi mamma e papà stanno per risposarsi, in cerca di una second chance in età avanzata (non si smette mai).
Sta arrivando la vita e non ho niente da mettermi
Frances Halladay è una ragazza quasi trentenne che rifiuta di farsi "interrompere". Vorrebbe fare un mestiere che le piace, forse la ballerina, col quale campare dignitosamente esprimendo nel contempo la propria creatività. Ma non ha ancora ben deciso e vorrebbe avere il tempo di capire, di sviluppare se stessa. La strada certo è lunga, affollata da altri come lei, piena della possibilità di compromessi.
Gli Stati Uniti hanno riscoperto il sesso libero? E quando mai se ne erano dimenticati? Nella moda degli ultimi anni si chiamavano friends with benefits oggi più brutalmente fuckbuddies e sono al centro di più di una recente commedia d’oltreoceano. La sostanza è che si fa l’amore senza implicazioni sentimentali. Facile a dirsi, meno facile a farsi, sembra.
Ci sono attori che devono il successo a film e a personaggi in cui poi non sembrano ritrovarsi più. Ben Stiller è uno di questi casi. Pur mantenendo la sua alienazione da piccolo uomo schiacciato dagli eventi anche in film commerciali come Una notte al Museo e la serie Ti presento i miei, i tuoi, i nostri, aveva già mostrato in altre commedie una propensione a temi meno superficiali, pur sempre quelli dell’outsider, ma calato in un contesto più reale. Così spesso non resta che rifugiarsi nel cinema indipendente, l’unico che concede di liberarsi da certi cliché.
Una volta si chiamavano friends with benefits oggi più brutalmente fuckbuddies (in italiano si usa l’orrido “trombamici”, un tempo più elegantemente si chiamavano tutti “fidanzati”). La sostanza è che si fa l’amore senza implicazioni sentimentali. Facile a dirsi, meno facile a farsi, almeno a guardare le commedie sentimentali d’oltreoceano. La convinzione sarebbe che questo tipo di rapporti “agili” metta al riparo dalle ferite. Ma vivere vuol dire anche mettersi in gioco e rischiare (già cantava il nostro Venditti… e non c’è sesso senza amore…). Certo è che oggi i rapporti vanno ridefiniti, oggi che la verginità o i rapporti prematrimoniali non sono più un problema (se non per gli integralisti religiosi), non si teme di restare single perché si è pieni di amici, la professione assorbe tempo ed energie, il giudizio morale, socialmente parlando, si è fatto molto più morbido. Con questi esperimenti inoltre si tenta di evitare di scambiare l’attrazione sessuale per amore e costruirci frettolosamente sopra un rapporto, anche se le “affinità elettive” proprio non ci sono.
Matt, Chad, Catherine e Michelle. Quattro amici. Quattro attori in cerca del ruolo che rappresenti la svolta per le loro carriere, trascurate da un mondo, quello di Hollywood, che alla professionalità sembra preferire mode effimere e fama passeggera. Decidono, allora, di scriversi da soli la sceneggiatura che li porterà al successo, riunendosi per un weekend nella casa di montagna di Chad. Qui, però, il loro lavoro è ostacolato da tensioni sotterranee via via sempre più dirompenti. Rivalità amorose vengono a galla e amicizie decennali rischiano di infrangersi, mentre da fuori, un uomo inquietante con una busta di cartone sulla testa, li spia silenzioso, trasformando la sceneggiatura che stanno scrivendo nella loro vita reale...









