Special1

Kathryn Bigelow

Adrenalina pura. Da Oscar

[del 08/03/2010] [di Maurizio Ermisino]
Quella della bomba che sta per esplodere è la deadline per eccellenza nello schema della suspence al cinema. Lo diceva anche Hitchcock: se sappiamo che sotto a un tavolo c’è una bomba che sta per esplodere, staremo in tensione in attesa che accada. E stanotte, a Hollywood, dopo una storia carica di suspence (la sfida testa a testa con il superfavorito kolossal Avatar), la bomba è esplosa. The Hurt Locker di Kathryn Bigelow ha vinto sei premi Oscar. Miglior film, miglior regia, miglior sceneggiatura originale, miglior montaggio, miglior sonoro, miglior montaggio sonoro. È una storia molto particolare, quella di questo film: presentato al Festival di Venezia nel 2008, e ignorato dai premi della rassegna, è uscito nelle nostre sale nell’ottobre di quell’anno, rimanendovi appena un paio di settimane e incassando pochissimo. Ma l’uscita americana, nel 2009, ha dato una nuova vita al film, rimettendolo in corsa per gli Oscar 2010. Stravinti, battendo proprio l’ex marito della Bigelow, James Cameron.
The Hurt Locker è un film che reitera all’infinito proprio questo schema dell’esplosione. E la tensione, come si può immaginare, è sempre altissima. È la storia di un gruppo di soldati il cui incarico è di disinnescare le bombe, nell’ultima guerra in Iraq. È un nuovo punto di vista per raccontare la guerra. Ed è il punto di vista più vicino alla morte che ci sia. Gli artificieri si alzano ogni mattina sapendo più di ogni altro che quello potrebbe essere il loro ultimo giorno. Ma l’adrenalina dà loro una sorta di dipendenza, e anche una volta congedati dovranno tornare per fare quel lavoro così unico.
Regista adrenalinica per eccellenza, Kathryn Bigelow continua così il suo viaggio nelle psicologie di uomini che hanno una dipendenza: è il surf in Point Break, qualcosa a cui i personaggi non possono fare a meno, anche a costo della morte. È lo squid, una droga elettronica che permette alle persone di rivivere ricordi e sensazioni, in Strange Days. “E' un modo interessante di descrivere i miei film” ci aveva raccontato la Bigelow nel 2008 a Venezia. “Sono una persona che reagisce molto istintivamente al materiale che mi si presenta. Quello che ho trovato interessante è proprio la psicologia di queste persone: la loro dipendenza dalla guerra. Ho cercato di mettere il pubblico nei panni dei soldati, di dare questa atmosfera di autenticità”. C’è sempre qualcosa di energetico, nei film di Kathryn Bigelow, come dimostrano i titoli sopra citati. E The Hurt Locker è perfetto per quanto riguarda il ritmo e l’azione: la Bigelow con la prima sequenza ci porta dentro l’esplosione. La vediamo al ralenti, con i primi piani sulla materia che si disgrega. The Hurt Locker è un film potente, adrenalinico, carico di suspence. Come tutto il cinema della Bigelow. Con sequenze difficili da sostenere, come quella del bambino bomba. Ma guai a pensare che sia solo un film d’azione. Si legge, tra le righe, l’inutilità della guerra, e soprattutto il disagio dei soldati che si trovano in una terra straniera che non li vuole, che li sente come invasori. Che li scruta, li riprende, li fotografa. Si respira, nel film, un senso di accerchiamento e di paranoia, simile a quello che caratterizzava anche il suo capolavoro, Strange Days. A proposito, quel film girato quindici anni fa è stato un film profetico: raccontava di un mondo inquietante (nell'anno 2000), con uno stato di polizia permanente e la gente sempre più chiusa in se stessa. “Credo che tra quel film e la realtà di oggi ci siano molti elementi, in comune” ci aveva confermato la regista. “Forse siamo stati più fortunati. Comunque sì, si tratta di un film profetico”. Nel cinema della Bigelow c’è sempre qualcosa di futuristico. Qui la cornice a tratti è da film di fantascienza: robot di supporto agli artificieri, tute imbottite e scafandro che sembrano quelli di un astronauta. “La tuta che i soldati indossano è una vera tuta di quelle che indossano gli artificieri e pesa quaranta chili” ci spiegava la regista. Non si tratta di fantascienza. È la vita delle persone.
The Hurt Locker è un film che ha i suoi difetti, in ogni caso. L’azione a volte risulta ripetitiva, e alla storia manca un filo conduttore. È come se Salvate il soldato Ryan vivesse per due ore al ritmo dei (fantastici) primi venti minuti. Il film è tratto da una sceneggiatura di Mark Boal, giornalista che ha seguito le truppe americane per mesi in ogni azione. È lo stesso che scrisse l’articolo da cui Paul Haggis si ispirò per la sceneggiatura di Nella valle di Elah. “Questo film ha potuto beneficiare di osservazioni di primissima mano, il risultato del lavoro di Mark Boal, che per anni è stato un giornalista “embedded”, al seguito delle truppe in Iraq, andando in missione con loro ogni giorno” ci ha raccontato la Bigelow. “Ha potuto vivere sulla propria pelle ciò che queste persone fanno quotidianamente e questo ha conferito al film quella veridicità che lo rende unico. La guerra fa paura, ed è qualcosa di impensabile essere a contatto con la morte quotidianamente. Oggi l'esercito è fatto da volontari, persone che chiedono di partire per la guerra, e in questo la loro psicologia è molto diversa da quella dei soldati del Vietnam”. Al film, nonostante il premio alla sceneggiatura, sembra mancare proprio uno sceneggiatore più esperto, qualcuno come Haggis che romanzi un po’ la storia. Il film diventa quasi una trasposizione in immagini di fiction di un reportage giornalistico. Ma evidentemente questa è stata proprio la sua forza. “Mi sono trovata di fronte a una sceneggiatura eccezionale, e questo mi ha dato l'opportunità di avere una mappa così ben strutturata per navigare attraverso la storia, evitando certi pericoli mantenendo un film estremamente attuale e ricco di energia” ci ha raccontato Kathryn Bigelow. “Per rappresentare gli arabi abbiamo ingaggiato dei veri iracheni, dei profughi. In una scena c'erano due iracheni che interpretavano dei prigionieri di guerra. Abbiamo chiesto loro: cosa facevate prima in Iraq? Eravamo prigionieri degli americani, ci hanno risposto”.
Nel risultato di questi Oscar si sente nettamente la voglia di inserirsi nell’era Obama, di riscattare i sensi di colpa per una guerra che oggi si ritiene sbagliata. E l’Academy ha deciso di farlo nella maniera più netta, premiando un film che mette in scena la vera guerra, il pericolo concreto di morire, piuttosto che film che condannano la guerra mostrandola in altri mondi (Avatar) o ricordando forse l’ultima guerra giusta combattuta dagli americani, la Seconda Guerra Mondiale (Bastardi senza gloria). Proprio l’attualità, la denuncia, sono state le motivazioni forti che hanno spinto la Bigelow a girare questo film. “Mi sento molto responsabile riguardo a temi come questo, e sento il dovere di affrontarli” ci aveva raccontato a Venezia nel 2008, quando l’era Obama doveva ancora iniziare. E lei ovviamente era una di quelle che si auspicava che avesse inizio. The Hurt Locker è stato anche un modo di mostrare cose che i media, all’epoca, non mostravano. “Un articolo del New York Times ha riferito che i soldati morti in Iraq sono più di quattromila” ci raccontò all’epoca. “Eppure finora sono state pubblicate solo cinque o sei foto di questi soldati caduti in combattimento. Il discorso della guerra è stato affrontato molto poco: non vorrei usare il termine censura, ma è accaduto qualcosa di molto simile da parte dei media americani”.
Una bomba che sta per scoppiare crea la suspence, si diceva. Indipendentemente da quanto ci piacciono i personaggi. E i protagonisti di questo film ci piacciono parecchio, perché la regia ci fa entrare subito in empatia con loro. Piace quel loro andare incontro alla morte con incoscienza, e con un sorriso. È quell’ironia che permette di spezzare la tensione, di non impazzire. In questo senso, è sintomatica la battuta tra un superiore e l’artificiere. “Qual è il modo migliore di disarmare una di queste bombe?” “Quello in cui non muori, signore”.

« torna all'elenco speciali  •  tutti gli articoli correlati »

 
 
Solo i membri possono partecipare ai commentiiscriviti gratuitamente »
 

Kathryn Bigelow persona: Kathryn Bigelow data di nascita:27/09/1951ruolo:Regista

galleria fotografica
Kathryn Bigelow
Kathryn Bigelow
Kathryn Bigelow
Kathryn Bigelow
Kathryn Bigelow
Kathryn Bigelow
Kathryn Bigelow
Kathryn Bigelow

vai alla gallery »

The Hurt Locker film: The Hurt Locker genere: War, Drama, Actiondata di uscita:10/10/2008paese:USAproduzione:First Light Production, Kingsgate Filmsregia:Kathryn Bigelowsceneggiatura:Mark Boalcast:Jeremy Renner, Anthony Mackie, Brian Geraghty, Guy Pearce, Ralph Fiennesfotografia:Barry Ackroydmontaggio:Chris Innis, Bob Murawskicolonna sonora:Marco Beltrami, Buck Sandersdistribuzione:Videa-CDEdurata:131 min brain factor:

articoli correlati  

Kathryn Bigelow verso l'Oscar?

The Hurt Locker vince tra gli indipendenti e supera A Serious Man

Corsa agli Oscar: The Hurt Locker fa incetta di premi

Satellite Awards 2009: a vincere è The Hurt Locker

A The Hurt Locker il National Society of Film Critics Award

Kathryn Bigelow: dopo The Hurt Locker ancora il Medio Oriente

Critics' Choice Awards: premi e applausi per The Hurt Locker

The Hurt Locker vince i PGA: scacco al favorito Avatar

Kathryn Bigelow vince i DGA: è la prima donna. Battuto Avatar

Nuovi guai per The Hurt Locker: l'esercito lo denuncia

"And The Time Has Come": agli Oscar trionfa Kathryn Bigelow

Parla Kathryn Bigelow: "Sarò sempre grata a James Cameron"

Effetto Oscar: The Hurt Locker torna in sala e vince anche lì

galleria fotografica

vai alla gallery »

Academy Awards 2010 evento: Academy Awards 2010 data di inizio:07/03/2010data di fine:07/03/2010

articoli correlati  

Kathryn Bigelow verso l'Oscar?

Corsa agli Oscar: The Hurt Locker fa incetta di premi

Oscar 2010: le prime reazioni alle nominations

Nuovi guai per The Hurt Locker: l'esercito lo denuncia

"And The Time Has Come": agli Oscar trionfa Kathryn Bigelow

Parla Kathryn Bigelow: "Sarò sempre grata a James Cameron"

Michael Moore: The Hurt Locker è molto politico

Effetto Oscar: The Hurt Locker torna in sala e vince anche lì

galleria fotografica
Red Carpet
Red Carpet
Red Carpet
Red Carpet
Red Carpet
Red Carpet
Red Carpet
Red Carpet
Red Carpet
Red Carpet
Red Carpet
Red Carpet

vai alla gallery »

Prime immagini dal set di Fast Five

Prime immagini dal set di Fast Five

Due giorni fa vi avevamo aggiornato sul casting di Fast Five, il quinto capitolo della saga di Fast and Furious. Oggi, sempre tramite i twitter di Ludacris e Tyrese...

[0]
 
La Pixar distribuirà uno spin off di Cars per il mercato home video

La Pixar distribuirà uno spin off di Cars per il mercato home video

Per pubblicizzare al meglio Cars 2, previsto per la prossima estate, la Pixar ne distribuirà lo spin off Planes direttamente per il mercato home video. Molti di vo...

[0]
 
Mark Ruffalo sarà Hulk in The Avengers?

Mark Ruffalo sarà Hulk in The Avengers?

Continua il tormentone per la parte di Hulk in The Avengers. Dopo la scelta di non affidare il ruolo a Edward Norton e i rumors che volevano in pole position Joaqu...

[0]
 
Nuovi aggiornamenti e prima immagine di Odino e Loki in Thor

Nuovi aggiornamenti e prima immagine di Odino e Loki in Thor

A quanto pare sia Thor che Capitan America saranno convertiti in 3D. Una scelta che, nonostante le dichiarazioni, sembra più dettata da ragioni economiche che da mo...

[0]
 
Piranha 3D: ecco le Wild Wild Girls!

Piranha 3D: ecco le Wild Wild Girls!

 Con l'avvicinarsi della data d'uscita (20 agosto) e, soprattutto del Comic Con, ormai l'evento mediatico-promozionale più importante d'America, la Dimension Films...

[0]
 
Ecco il trailer di Due Date, con Robert Downey Jr.

Ecco il trailer di Due Date, con Robert Downey Jr.

 La Warner Bros ha appena distribuito il primo, divertentissimo, trailer per Due Date, commedia "on the road" diretta da Todd Phillips (The Hangover) ed interpreta...

[0]
 
Brett Ratner potrebbe dirigere il film di Hercules

Brett Ratner potrebbe dirigere il film di Hercules

 Dopo essere andato molto vicino a dirigere Conan (poi assegnato a Marcus Nispel),Brett Ratnerpotrebbe farsi tentare dalla proposta del produttore  Avi Lerner (The...

[0]
 
Nuovo film per Doug Liman?

Nuovo film per Doug Liman?

La Clockstone Pictures starebbe pensando a un adattamento cinematografico del libro The Last of the Tribe: The Epic Quest to Save a Lone Man in the Amazon. Secondo ...

[0]
 

tutte le news »

  
  |  REGISTRATI »
  ricerca avanzata »