Di pochi giorni fa era la notizia che Nicolas Chartier, uno dei quattro produttori del film The Hurt Locker, era stato escluso dalla cerimonia di premiazione degli Oscar per aver violato le regole dell'Academy facendo campagna contro uno degli altri film contendenti, per l'esattezza Avatar di James Cameron.
Chartier si è già dovutamente scusato per aver inviato quell'email in cui chiedeva di votare il suo film indipendente e non uno costato 500 milioni di dollari. Dall'Academy fanno comunque sapere che in caso di vittoria l'Oscar sarà comunque recapitato a casa del produttore.
Non finiscono però i guai anche per gli altri tre produttori, ovvero Greg Shapiro, lo sceneggiatore Mark Boal e la regista Kathryn Bigelow. The Hurt Locker si è infatti beccato un'ulteriore denuncia da un sergento dell'esercito, tale Jeffrey Sarver, il quale sostiene che la sua vita sia stata "rubata" senza il suo permesso per la creazione del personaggio protagonista del film e ne sarebbe stata data tra l'altro anche una versione totalmente distorta.
Sarver, che di certo si è svegliato un po' tardi visto che il film è uscito al cinema più di sette mesi fa, accusa la produzione di sfruttamento del coraggio e dell'onore delle forze armate e denuncia per diffamazione, frode e invasione della privacy. Non si è fatta attendere la risposta dello sceneggiatore Mark Boal: "Il personaggio di Will James è di pura fantasia, è un collage di numerose persone che ho incontrato nella mia esperienza in Iraq dove ho avuto conversazioni con oltre cento soldati".
Secondo molti, i continui guai del film stanno compromettendo seriamente la sua finora perfetta corsa ai premi, anche se continua ad assere assolutamente il favorito per la notte del 7 marzo. Vedremo come andrà a finire.