Woody Allen, pseudonimo di Allan Stewart Königsberg, nasce il 1º dicembre 1935 a Brooklyn. Il padre Martin svolge diversi lavori (intagliatore, cameriere, tassista); la madre, Nettea Cherry, è impiegata presso un fiorista. Entrambi ebrei di origine europea, nel 1943 danno alla luce anche Letty Aronson.
A soli 3 anni, Woody si reca al cinema con la madre per vedere Biancaneve e i sette nani, film che segna il futuro regista e che lui stesso citerà anche nel quattro volte premio Oscar Io e Annie (Annie Hall, 1977). È l’inizio della passione per il cinema, che come lui stesso avrà modo di dire, diventa la sua seconda casa. Oltre che del cinema si appassiona anche di trucchi di magia e del clarinetto che, dall’età di quindici anni, diventa la sua seconda passione.
Comincia a lavorare da giovanissimo, a soli diciassette anni, scrivendo testi comici per spettacoli televisivi e radiofonici (stiamo parlando di veri e propri colossi come The Ed Sullivan Show e Tonight Show). È il periodo, questo, in cui assume lo pseudonimo di Woody Allen, in onore al jazzista Woody Herman.
Siamo alla fine degli anni Cinquanta e Woody Allen si fa conoscere soprattutto come cabarettista. Ma l’improvvisa malinconia (dovuta forse anche alla fine del suo primo matrimonio con Harlene Rosen) lo porta a consultare uno psicanalista. Si forma così il Woody Allen intellettuale, nevrotico e impacciato che poi abbiamo imparato a conoscere sul grande schermo.
Agli inizi degli anni Sessanta lavora soprattutto in televisione a celebri programmi come Candid Camera, e conia la celebre frase: «È assolutamente evidente che l'arte del cinema si ispira alla vita, mentre la vita si ispira alla TV.»
Il cinema lo vede impegnato in varie sceneggiature come Ciao Pussycat! di Clive Donner. Ma il suo primo lungometraggio arriva nel 1966: Che fai, rubi?, in cui utilizza diverse clip prese dal film parodia giapponese Kokusai himitsu keisatsu: Kagi no kagi di Senkichi Taniguchi.
Alla fine degli anni Sessanta e agli inizi dei Settanta, si può dire che Woody “prende confidenza col mezzo”. Lo vediamo nel suo primo vero successo, Provaci ancora, Sam del 1972; e arriva a vincere ben quattro premi Oscar nel 1977 per Io e Annie - come Miglior Film, Miglior Regia, Miglior Sceneggiatura, e Miglior Attrice protagonista a Diane Keaton. È con la stessa Keaton che Allen intraprende un sodalizio per otto film: Provaci ancora, Sam (1972), Il dormiglione (1973), Amore e guerra (1975), Io e Annie (1977), Interiors (1978), Manhattan (1979), Radio Days (1987) e Misterioso omicidio a Manhattan (1993).
Gli anni Ottanta sono caratterizzati dalla virata “filosofica” e per la relazione con Mia Farrow. Con la donna Allen gira tredici film: Una commedia sexy in una notte di mezza estate (1982), Zelig (1983), Broadway Danny Rose (1984), La rosa purpurea del Cairo (1985), Hannah e le sue sorelle (1986), Radio Days (1987), Settembre (1987), Un'altra donna (1988), New York Stories (1989), Crimini e misfatti (1989), Alice (1990), Ombre e nebbia (1992) e Mariti e mogli (1992). Ed è negli anni Ottanta, che il regista arriva alla piena maturità artistica lavorando anche al fianco (tra gli altri) di Martin Scorsese e Francis Ford Coppola.
Gli anni Novanta sono più che altro anni di passaggio caratterizzati dalla fine della relazione con la Farrow e dallo scandalo per la relazione con la coreana Soon-Yi Previn, presunta figlia adottiva. Vi sono diversi processi, alcuni anche per accuse molto gravi, e Allen ne esce “colpito, ma non affondato”. Infatti, malgrado l’altalena di critiche positive e negative cui va incontro nel passaggio dagli anni Novanta al nuovo millennio, Allen continua a sfornare film con una media di uno all’anno. Sono di questo periodo infatti: La dea dell'amore (1995); Tutti dicono I Love You (1996); Harry a pezzi (1997); Celebrity (1998); Accordi e disaccordi (1999); Criminali da strapazzo (2000); La maledizione dello scorpione di giada (2001); Hollywood Ending (2002); Anything Else (2003); Melinda e Melinda (2004). Abilmente passa attraverso i generi, con una predilezione particolare per la commedia sofisticata e le sue sfumature.
Il passo in avanti, o se vogliamo l’affermazione completa del suo spirito intellettuale, l’abbiamo con Match Point nel 2005, che Allen ha dichiarato di considerare, in assoluto, il suo miglior film. E con Match Point arriviamo ai giorni nostri attraverso le commedie Scoop e Vicky Cristina Barcellona, il dramma Cassandra’s Dream, e il “vagamente biografico” Basta che funzioni.
A Woody Allen, personalità tra le più complesse e di spicco nella Storia del Cinema, si deve soprattutto la capacità di essere riuscito a creare un Cinema allo stesso tempo sempre acuto, ironico, intelligente, psicanalitico, malinconico e disincantato. Come lui stesso ha detto, ispirato alla vita.