Opera se non altro ambiziosa quella di Rob Marshall di ricreare la magia cinematografica di 8 e ½ sotto forma di musical con Nine. Senza soffermarsi sulla polemica che vuole, secondo la leggenda, un Federico Fellini risentito e per niente affatto compiaciuto dall’idea di un musical sul suo film, Marshall certamente è riuscito a mettere insieme un cast di Donne (con la D maiuscola) letteralmente da capogiro.
Ma siamo sicuri che le varie Cruz, Cotillard e Kidman reggano il confronto con le donne di Fellini? E allora vediamole insieme.
Alla Luisa Contini di Nine corrisponde la Luisa di 8 e ½. Nel film di Fellini era una strepitosa, ipnotica e ammaliante Anouk Aimée (lo pseudonimo sotto cui si cela l’identità di Françoise Sorya Dreyfus). La ragazza avrebbe poi preso il premio Oscar come miglior attrice protagonista per Un uomo, una donna di Claude Lelouch nel 1967. E scusate se è poco... Senza nulla togliere alla felina (più che “felliniana”) Marion Cotillard, Anouk Aimée deve la sua popolarità proprio alla pellicola di Federico Fellini che, cedendole il ruolo della moglie Giulietta Masina, la consacrò sul grande schermo. Marion Cotillard mette la firma sui momenti più forti della pellicola, ma una scena tagliata dallo stesso regista Rob Marshall (quella che la vede spingere il marito Guido tra le braccia dell’amante Carla) le fa perdere punti e intensità.
Primo round vinto da Anouk Aimée.
Passando alla ardente Penelope Cruz che si mette nei panni di Carla, appartenuti (forse anche nella vita vera) a Sandra Milo, la partita si fa più interessante. Sandra Milo (pseudonimo di Salvatrice Elena Greco) forse deve tutto al regista Fellini, e questo traspare nella sua interpretazione in 8 e ½ con un ruolo che forse sconfina nell’esperienza di vita vissuta. Anche per questo Sandra Milo ci appare più umana come Carla, rispetto alla fin troppo energica Penelope Cruz: smarrita sì, ma mai fino in fondo. Ancora una volta, quindi, il punto se lo aggiudica una favorita del maestro Fellini.
Secondo round vinto da Sandra Milo.
Ultimo ardente incontro vede protagonista il sogno. La musa ispiratrice per eccellenza. Nel film di Marshall incarnata da una statuaria (...da capire se è un complimento o meno in questo caso) Nicole Kidman, mentre nella pellicola di Fellini era impersonata da una travolgente Claudia Cardinale. Ebbene il confronto qui è a livelli altissimi, perché il peso specifico delle due interpreti è molto simile. Ma... c’è un “ma”. L’interpretazione di Nicole Kidman in questo caso non ci ha convinto proprio fino in fondo e ci sembra scimmiottare alcune pubblicità di profumi. La grazia e la determinazione di una Claudia Cardinale non si battono. Eccolo qui il risultato finale.
Fellini e 8 e ½, 3 punti. Marshall e il suo Nine, zero.
Cattiveria? Ma no, solo un gioco per ricordare e omaggiare sì le donne di oggi, ma anche le donne di ieri che hanno fatto del cinema (di Fellini come di molti altri maestri) il sogno che continuiamo a vivere oggi.