Il padre della fantasia come oggi la conosciamo nasce il 5 dicembre 1901 a Chicago. Animatore, disegnatore, imprenditore, cineasta, la vita professionale / artistica di Walt Disney si è sviluppata come una lunga escalation di successi e conferme divenendo famoso nel Cinema anche (o forse meglio dire soprattutto) per aver fatto incontrare immagine e musica per primo in un unico campo d’azione.
Quarto di cinque figli da parte di Flora Call e Elias Disney, Walt muove i primi passi nel mondo del lavoro nel 1917, durante la Prima Guerra Mondiale. Rimasto a Kansas City col fratello Roy, a seguito di vari trasferimenti, riesce a trovare un impiego come venditore sui treni. Si iscrive poi al liceo e cura le illustrazioni per il giornale della scuola. Successivamente, a sedici anni, Walt lascia gli studi e si impegna come autista volontario di ambulanze durante la Prima Guerra Mondiale, in Francia.
Tornato nel 1920 in America, Walt Disney comincia a volere un impiego stabile e si propone persino a Charlie Chaplin, ma l’affare non ha seguito. Viene preso invece in una agenzia pubblicitaria, la Pesman-Rubin Commercial Art Studio, per 50 dollari al mese (incredibile, se si pensa dove poi è arrivato il futuro creatore di Topolino!). Proprio in questo periodo conosce colui che lo inizierà all’animazione vera e propria: Ubbe Ert Iwerks, suo coetaneo con cui fonderà la Iwerks-Disney Commercial Artists. Non ha grande fortuna neppure questa società, ma Walt Disney ha l’occasione di fare esperimenti sull’animazione, applicando disegni sulla pellicola.
E’ il 1922, quando Walt Disney ci riprova con la società Laugh-O-Grams, Inc, produttrice di cortometraggi animati ispirati alle favole. Il successo anche in questo caso è effimero, e un anno dopo, Walt è costretto a chiudere i battenti con un’ultima produzione dal titolo Alice’s Wonderland. Intanto, il fratello Roy Oliver, lo invita a Hollywood e lo aspetta il futuro.
Con Roy Oliver, Walt dà alla luce il Disney Brothers Studio, finanziato da Margaret Winkler e Charles Mintz, quelli che producevano il celebre Felix the Cat. Solo nel 1926 il Disney Brothers Studio cambia nome in Walt Disney Studio per poi lo cambiarlo di nuovo nel 1928 in Walt Disney Production.
Seguono, alla fine degli anni Venti, storie di contratti, quote di maggioranza, e varie società che si intersecano e coinvolgono Walt Disney e lo studio Winkler – Mintz. Senza entrare nel dettaglio, basti sapere che il tutto ruotava attorno a un personaggio di nome Oswald (un coniglio), di cui però poco chiari erano i diritti di appartenenza. Walt Disney, a seguito anche dell’entrata in scena della compagnia Universal, si ritrova d’un tratto senza alternative se non quella di prendere un manipolo di animatori e dare vita a un personaggio che sostituisca quell’Oswald. Stiamo parlando di storia: Mintz, a seguito di quella scelta, concentrerà la sua attenzione sulla futura Screen Gems Production; e in quel periodo nascono i Looney Tunes firmati Warner Bros.
La leggenda vuole che Topolino, invece, nasca durante un viaggio a New York. Anche in questo caso le notizie si nascondono nella nebbia del tempo. Pare infatti che all’idea di Mickey Mouse abbia partecipato anche il vecchio collaboratore di Walt Disney, Ubbe Ert che diede il suo contributo soprattutto nella creazione dell’aspetto fisico. La prima apparizione di Topolino, come è noto, avviene nel 1927, a seguito di un cartone animato sonoro targato Warner Bros dal titolo The Jazz Singer a cui Disney risponde con Steamboat Willie.
Forte del successo ottenuto, Walt Disney decide di unirsi al compositore Carl Silling e dare vita alle Silly Simphonies. E il primo cortometraggio che realizzano è The Skeleton Dance. Dopo il sonoro, tocca al colore. Il primo cartone animato è Silly Symphony, Flowers and Trees per cui Walt Disney riesce ad assicurarsi i diritti per l’uso del colore nei successivi due anni. Il corto vince persino l’Oscar nella sua categoria. Il successo di Silly Simphonies porterà poi, una notte del 1934, all’ispirazione per il primo lungometraggio. Quel Biancaneve e i sette nani, (madre di tutte le principesse e dell'ultimo La principessa e il ranocchio) che Disney concepì rivedendo un film muto con l’attrice Maguerite Clark che aveva visto da bambino.
Il resto è, come si dice in questi casi, “storia”. La storia di un uomo che, dietrologia a parte, ha rivoluzionato il modo di intendere il cinema coinvolgendo la fantasia di ognuno di noi.
Muore a Burbank, il 15 dicembre del 1966.