Forse il più conosciuto cineasta spagnolo contemporaneo, Pedro Almodóvar è un regista che nel tempo ha saputo parlare di temi scabrosi e scomodi, ma affrontandoli sempre con una personalissima eleganza poetica.
Nato nel 1951 a Calzada de Calatrava, un piccolo paese de La Mancha, a nove anni si trasferisce con la famiglia in Estremadura dove viene messo a studiare da Frati Francescani. L’esperienza si rivela negativa, ma a sedici anni si trasferisce a Madrid dove si iscrive alla scuola di Cinema. Quando questa viene chiusa dal regime di Francisco Franco, il giovane Almodovar trova lavoro presso la Compagnia Telefonica Nazionale Spagnola. Continua a interessarsi di Cinema, però, e nel 1972 realizza il suo primo cortometraggio.
Gli anni Ottanta, dopo una parentesi teatrale che lo vede protagonista della “Movida Madrilena”, si aprono con Pepi, Luci, Bon e le altre ragazze del mucchio, pellicola con cui si fa notare anche grazie al cast formato da Carmen Maura, Cecilia Roth e Julieta Serrano. Un’altra parentesi, questa volta “musicale” che lo vede in veste di cantante rock nel duo “Almodòvar & McNamara”, lascia rapidamente il posto al suo secondo lavoro come regista. E’ il 1982 quando esce Labirinto di passioni, commedia “spinta” tra le sue più riuscite.
La formazione della casa di produzione El Deseo, insieme al fratello Agustin, vede il dilagarsi del cosiddetto "Fenomeno Almodovar". Escono tra la fine degli anni Ottanta e la metà degli anni Novanta l'irresistibile Donne sull'orlo di una crisi di nervi (1988), Légami (1990), il controverso Tacchi a spillo (1991), il contorto Kika - Un corpo in prestito (Kika - 1993), Il fiore del mio segreto (La flor de mi secreto - 1995) e Carne Tremula (1997). Grazie a questi film trovano successo, tra gli altri, attori come Penelope Cruz, Antonio Banderas, Miguel Bosè, Javier Bardem e Francesca Neri.
Il mix di sensualità, umorismo grottesco, drammaticità estenuante e trasgressione, portano al successo planetario di Tutto su mia madre (1999). Almodovar fa il botto e diventa un’icona del Cinema, accaparrandosi con questo film anche decine di premi tra cui il Premio Oscar come Miglior Film Straniero, il Goya alla Miglior Regia e il David di Donatello.
Il nuovo millennio cavalca il successo di quella pellicola. Del 2002 è il suggestivo e sensibile Parla con lei (Oscar come Miglior Sceneggiatura), ma alla critica piace poco. Il regista ci riprova con La Mala Educacion nel 2004 e due anni dopo con l’intenso Volver -Tornare (2006) in cui celebra il nostro Cinema Italiano con una immensa Penelope Cruz.
La Cruz è ancora protagonista della pellicola successiva Gli abbracci spezzati (2009). Con questa pellicola Almodovar prosegue il “discorso” sul Cinema iniziato tre anni prima. Riguardo il tema trattato, la mano si fa più ferma e decisa e il regista dichiara la propria passione nei confronti della Settima Arte. Ma il discorso non sembra essersi esaurito.