Recensioni

Watchmen

Osservatori senza punti di vista

[del 04/03/2009] [di Diego Altobelli]

Tra polemiche e beghe legali, alla fine Zack Snyder ce l’ha fatta a portare sul grande schermo la sua versione di Watchmen, capolavoro a fumetti firmato da Alan Moore e Dave Gibbons nel lontano 1986. Operazione ambiziosa, per un regista definito “visionario” (o furbo?) alle prese con universi alternativi ed eroi mascherati.

Anni Ottanta. In un una realtà alternativa, Richard Nixon è stato eletto per la quinta volta alla presidenza degli Stati Uniti e la Russia minaccia di lanciare testate nucleari sulla costa est dell’America. A causa di un sistema politico così alla sbaraglio, la società presto diviene caotica e priva di punti di riferimento. In questo contesto, un gruppo di uomini, più che altro ex poliziotti, decide di combattere il crimine indossando una identità mascherata. La nostra storia ha inizio quando uno di questi eroi, il Comico, viene ritrovato morto. Colui che si fa chiamare Rorscharch, un uomo celato da una maschera simile ai disegni dell’omonimo test psichiatrico, comincia a indagare sul caso...

Inizia come un noir, si sviluppa come un intreccio sentimentale, si chiude con un combattimento di arti marziali. Confuso, prolisso, anche noiosetto, il Watchmen di Zack Snyder sembra tentare varie strade nel corso delle sue due ore e mezza di girato. Ricalca il testo originale in alcune parti, in altre lo re-interpreta, qua lo allunga e là lo accorcia a piacimento, ma senza un vero criterio. Il sangue scorre a fiumi, i combattimenti divengono improbabili, le scene di sesso esasperate all’inverosimile. È Watchmen, ci sono le stesse immagini e persino i dialoghi e i testi sono i medesimi della graphic novel, ma non sembra lui.

Del resto l’operazione era difficile (si legga impossibile) in partenza. Troppi i riferimenti storici e politici e troppi i complessi meccanismi semantici all’interno dell’opera originale. L’opera di Moore e Gibbons era soprattutto una storia sul potere, diluita in circa quattrocento pagine di fumetto. Il film di Snyder invece si perde, quasi subito, cercando di raccapezzarsi come meglio può nel complesso lavoro di trascrizione. E nella scelta se attualizzare il testo (oramai a ben vedere decisamente datato) o rimanerne fedele, Snyder pecca di insicurezza. Dimentichiamoci la simmetria che caratterizzava il fumetto; dimentichiamoci la verosimiglianza (che era poi anche la vera forza dell’opera); e tuffiamoci in questo delirio autocompiaciuto sul mondo dei fumetti in genere. Il Gufo Notturno è Batman, Spettro di Seta è Catwoman (solo che fa più sesso…), e via così in un mondo immaginario che però, incomprensibilmente, viene dato per scontato e descritto da una colonna sonora che annaspa in una improbabile “operazione nostalgia”.

Sul grande schermo, un Watchmen “attualizzato” (Nixon come Bush, o il Vietnam come l’Iraq) avrebbe trasmesso forse più emozioni. Ma ci voleva un altro Alan Moore per renderlo coerente e di fatto si sarebbe trattato di un’altra cosa. L’alternativa, evidentemente, non era Zack Snyder, ma rinunciare in partenza.

Una calcomania in cui immagini e emozioni fanno a cazzotti. Finisce pari ed equivale a una sufficienza

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[erre[lev:3; v. p.:4; cash:561] postato il 13/03/2009 alle 12:24 [offline]

Premesso che l'operazione era impossibile perché il fumetto era troppo vasto. Si può dire che un modo si poteva trovare, perchè il fumetto ha molte linee narrative, e non tutte legate ai personaggi principali.
Togliendo quelle, è stato possibile raccontare la storia in modo funzionale.

Il fumetto non era assolutamente realistico o verosimile. Era solo più moderno, come visione, dei suoi contemporanei. Non ci sono uomini volanti (ad eccezione di Manhattan), o gente che spara raggi dalle mani (ad eccezione di Manhattan), o esseri invulnerabili (ad eccezione di Manhattan).
Insomma la presenza stessa di Manhattan lo rende non verosimile, come non è verosimile Archie la "Gufomobile", o l'evento finale (che nel fumetto mi ha lasciato shockato per quanto era assolutamente inverosimile e anni '80).

Il film rimane un film sui supereroi. Così come lo era il fumetto. Ed entrambi senza la pretesa di un iperrealismo, ricercato molto di più da un Nolan che ha cercato di portare nel nostro mondo gli uomini che popolano l'universo DC comics. E la differenza con gli X-Men o gli altri eroi Marvel è proprio questa. La DC comics è popolata di un quantitativo incredibili di superuomini senza super poteri. A partire dall'universo di Batman, ad arrivare al Blue Beetle - Gufo Notturno, o alle Black Canary - Spettro di Seta (madre e figlia come lo erano i personaggi da cui Moore ha preso spunto).

Non concordo sull'operazione nostalgia perché era propria dell'ambientazione del film. E non concordo affatto quindi sul fatto che si poteva attualizzare il film.
Gli '80 non sono i '00. Gli '80 sono figli del vero pacifismo anni '60. La guerra del Vietnam non è paragonabile neanche minimamente in quanto ad orrore ed efferatezza alle nostre guerre del golfo. E immagino abbiate visto Apocalipse Now...
Così come non si può di certo paragonare Nixon, il presidente corrotto la veria infamia della storia americana, con quel beota di Bush. E se avete visto Nixon e W. mi pare lampante e palese la differenza di spessore dei personaggi.

Zack Snider, ha avuto il coraggio di portare al cinema ciò che non era possibile portare al cinema. E lo apprezzo per questo. Ora parla di voler fare un suo Batman. Beh ragazzi, non vedo l'ora!!!

[desfemmes[lev:1; v. p.:1; cash:1348] postato il 13/03/2009 alle 12:38 [offline]

A mio avviso 6 è un voto che non rende giustizia a questo film nemmeno dal punto di vista tecnico.
Tecnicamente, fotografia, recitazione, regia ecc... è da 8.
La trasposizione cinematografica del fumetto è senza ombra di dubbio la migliore possibile: stesse inquadrature, stessi dialoghi, stesso messaggio. Impeccabile.
Porre l'accento su eventuali superpoteri di cui non dovrebbero essere dotati normali esseri umani, o sul una scena di sesso opinabilmente troppo lunga (in linea con i film anni 80', in realtà!) equivale, secondo me, a ledere, a far ingiustamente passare in secondo piano l'importanza cinematografica, morale, etica e artistica di questa pellicola.
E lo afferma uno che è andato al cinema con tutte le riserve del caso, quindi non vittima di facili entusiasmi.

[VincentVega[lev:1; v. p.:1; cash:1720] postato il 13/03/2009 alle 13:38 [offline]

Difficilmente oggi assistiamo a scene di partecipazione collettiva di un'intera sala alle vicende rappresentate sullo schermo: come accadeva per i film degli anni '80, durante la proiezione di watchman abbiamo assistito a vere e proprie standing ovation + applausi a scena aperta.

Il film si annovera felicemente più fra le "esperienze" che fra le "visioni" e riesce molto bene nell'ardua impresa di rappresentare una storia complessa come quella descritta nel noto fumetto di Alan Moore.

Regia avvincente, fotografia eccezionale, dinamica e recitazione assolutamente di rango creano un film che parte dal pretesto dell'avventura e dell'azione per raccontarci il dubbio dell'umanità davanti a tematiche quali "la vita, l'universo e tutto quanto...".

Il mio voto per watchman è 9.
Non un punto di meno.


---------------------
"non l'avete ancora capito? Non sono io rinchiuso quì con voi...
... siete voi che siete rinchiusi quì con me!"

[Shotaro[lev:2; v. p.:2; cash:125] postato il 17/03/2009 alle 15:06 [offline]

Caro Erre,
sinceramente non capisco l'accanimento, ma cmq ti rispondo.

Nella rece si parla di emozioni. Non di resa o di bellezza delle immagini. O ancora di quanto simile al fumetto e' il film.

Sui punti sparsi:
- E' evidente che Nixon e Bush sono due figure notevolemente diverse, quello che intendevo dire e' che essendo Watchmen, come opera, figlia di un determinato periodo storico, ed avendo, al suo interno, tutta una serie di riferimenti precisi ed evidenti a una politica e una societa' che non c'e' piu' o che e' cambiata, forse, e ho detto forse, attualizzarla ai giorni nostri sarebbe stato un tentativo piu' interessante dal punto di vista cinematografico e della mera fruizione dello spettacolo da parte di tutti (e non solo per quelli che hanno letto l'opera). Nixon e Bush era solo per dire i due politici per cui il popolo americano ha avuto lo stesso atteggiamento di amore e odio. Ma era un'idea, una provocazione se vuoi, nulla di piu', tanto che nella recensione io stesso dico che "si sarebbe trattato di un'altra cosa e di fatto ci voleva un altro Moore".
- Per quanto riguarda la guerra, amico mio, la guerra e' guerra comunque. Il modo di trattarla e argomentarla sta al singolo individuo (hai citato Apocalypse Now, e' la stessa citazione "alta" che fa Snyder quando mette - "abilmente", come dire che il Vietnam si possa ricondurre a quel film, molto scorretto e poco rispettoso da parte sua secondo me - in sottofondo la stessa colonna sonora). Inoltre non credo che il Vietnam sia stato piu' o meno violento della guerra in Iraq. Non farei paragoni di questo tipo, sinceramente...
- Nella recensione, ma non so se l'avete letta e cosa avete colto a questo punto, dico esplicitamente che il film ricalca il fumetto. Ora per voi questo e' un punto di forza. Per me, sul cui argomento mi permetto di dire che ho anche scritto una tesi, non lo e'. Il cinema e' cinema. Il fumetto e' fumetto. I mezzi sono simili, ma hanno caratteristiche e modi diversi di far passare lo stesso messaggio, la stessa emozione, o fosse anche descrivere semplicemente la stessa situazione. Zack Snyder (per voi visionario, per me furbissimo) non ne ha minimamente tenuto conto, o almeno questa e' l'idea che mi ha dato. Oltretutto, Watchmen era un fumetto (a differenza di Spiderman o Batman o che so io) non facilmente riproducibile al cinema. E comunque non in un modo cosi' grezzo (si', grezzo). Mi riferisco alle scene splatter (dove sono nel fumetto?), al sesso (nel fumetto non si vedono a quel modo) alle musiche senza ne' capo ne' coda che sembrano buttate li'. Poi magari non lo sono, ma questa e' l'impressione che danno (ma dai, Alleluia mentre fanno roba! Ma che e'?! Ma dove sta nel fumetto anche solo una cosa del genere?).
- Infine, la valutazione nei confronti della tecnica. La recensione e il sistema di valutazione del sito permette di dare un voto complessivo e che provi a prendere in considerazione tutte le caratteristiche. Non per questo se un film ha fotografia da 8, poi avra' una alta valutazione finale. Il voto, il giudizio, si riferisce a una complessivita'. Per me, prendendo conto di tutto, non ultima la freddezza e il distacco con cui il film e' stato raccontato, il voto e' 6. Si poteva forse arrivare a 7, ne ero tentato, ma alla fine... anche no.

A presto.
.d

[BlackClahlia[lev:3; v. p.:4; cash:303] postato il 18/03/2009 alle 0:49 [offline]

Bravi ragazzuoli, bello il dibattito, begli gli interventi... però "l'importanza cinematografica, morale, etica e artistica di questa pellicola", andrè, scusa ma non se pò sentì :-) Non solo perché parliamo di Watchmen (e vi ho detto la mia di persona più volte, non lo trovo grezzo, lo trovo rozzo: un fumettone da pop-corn per palati facili, o in alternativa per fan sfegatati. Quando faranno il filmone su Lady Oscar guai a chi ne parlerà male, già v'avviso!), ma il Cinema è magia proprio perché, come giustamente diceva Vincent, divide e fa discutere. Crea squadre (tre commenti in meno di un'ora, complimentoni), battibecchi, in altre parole movimento di pensiero. E già solo questo è un miracolo, nell'Italietta di oggi.
Per il resto vale sempre la regola del *de gustibus* (non disputandum est) e il luogo comune del *mondo è bello perché è vario*... ma resta che, in generale, non capisco cosa sia l'importanza "cinematografica" di una pellicola (che è già di per sé prodotto cinematografico, più o meno importante... ma poi importante per un film che vor dì? chi lo decide?), né tanto meno quella morale o etica (basta col Vatican style: ma chi se ne frega se un film è importante moralmente o no, su).
Niente da ridire sull'importanza artistica: anche se non m'è piaciuto, sono contenta che Watchmen sia stato girato e anche di averlo visto. Non potrei certo dire lo stesso di... ehm... Albakiara. Che schifo, ecco, quello NO che non ha importanza artistica. E forse, se ha un senso, neanche cinematografica: cancelliamolo proprio dalla faccia del cinema. ve pregoooo...

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Watchmen film: Watchmen genere: Superheroes, Action, Sci-Fidata di uscita:06/03/2009paese:UK, USAproduzione:DC Comics, Legendary Picturesregia:Zack Snydersceneggiatura:David Hayter, Alex Tsecast:Carla Gugino, Malin Akerman, Jeffrey Dean Morgan, Jackie Earle Haley, Billy Crudup, Patrick Wilson, Matthew Goodefotografia:Larry Fongmontaggio:William Hoycolonna sonora:Tyler Batesdistribuzione:Universaldurata:163 min brain factor:

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