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Watchmen

Il crepuscolo degli eroi

[del 06/03/2009] [di Diego Scerrati]

Chi non ha mai sognato di avere dei superpoteri? Quante volte abbiamo desiderato di essere invisibili, di avere una forza fisica inaudita, di poterci arrampicare sui muri come dei ragni o di volare tra i grattacieli con ali di pipistrello?

Nessuno però ha mai considerato che "da grandi poteri derivano grandi responsabilità", come il coscienzioso Spiderman ci ricorda appena facciamo finta di dimenticarcelo. Solo a sentire pronunciare la parola "responsabilità" o si cade in depressione o si sbuffa. Guardate Hancock, supereroe spaccone e alcolizzato che salva le persone come stesse svolgendo la noiosa routine lavorativa quotidiana e che non ha il minimo riguardo e interesse verso il prossimo. Sembrano essere esseri umani tutti d'un pezzo i nostri eroi, ma basta anche solo l'amore a gettarli in crisi, deconcentrandoli dai loro impegni e facendogli perdere i loro poteri.

Non esiste un supereroe senza il proprio lato oscuro, senza una propria parte malvagia che per un momento avrà anche la meglio, salvo poi servire per forgiare il "Super-uomo" che si ergerà a paladino della giustizia e dell'umanità. Ce lo dimostra il politicamente scorretto Tony Stark, che da finanziatore della guerra si redimerà fino a diventare giustiziere sotto le sembianze di Iron Man. Come i fumetti del passato, il cinema di oggi diventa metafora della contraddittorietà di un paese, Gli Stati Uniti, spavaldi e coraggiosi ma impauriti, marciatori per la democrazia ma dispensatori di armi al fine di perpetrare la guerra e fare il gioco delle industrie belliche.

Spostato in un contesto contemporaneo, con Afghanistan, Iraq e l'11 settembre come spettri che aleggiano intorno alle vicende dei nostri eroi, il genere del cinecomic, che dalla fine degli anni Novanta non ha praticamente mai smesso di saturare gli schermi cinematografici del mondo, si fa allo stesso tempo portatore di temi cupi e oscuri sempre attuali, come la paura, la discriminazione, il rifiuto del diverso, la malvagità insita nell'essere umano. Non a caso tra i primi soggetti ad affascinare Hollywood prima dell'exploit di Spiderman di Sam Raimi, ci furono proprio gli X-Men, gli umani mutanti feriti e rifiutati ma allo stesso tempo speranzosi in un futuro diverso e ligi al loro dovere di supereroi nonostante solitudine e sofferenza.

Da quel momento è stato un fioriri di pellicole basate sulle avventure degli eroi dei fumetti, ma rispetto ad una prima parte di questa produzione caratterizzata da un estetica pop abbastanza spensierata, gli ultimi anni hanno visto una netta predilizione verso figure più cupe, tormentate, complesse, che hanno naturalmente sortito degli effetti anche sulla regia, sempre più buia, decadente e apocalittica. Necessità di variare sul genere o semplicemente naturale passaggio figlio di un'epoca contemporanea con più ombre che luci? Ai posteri l'ardua sentenza, ma sta di fatto che in quest'epoca di pessimismo si è approdati tra i mostri infernali di Hellboy, nei mondi popolati da cavaleri oscuri (The dark knight) e negli scenari futuristici in cui l'eroe è un terrorista che vuole distruggere le istituzioni (V per vendetta). Queste figure di eroi oggi hanno davvero poco spazio per la serenità e molto per il dolore, la solitudine, l'angoscia e la rassegnazione. Allo spettatore non interessa più il super-potere ma la super-forza di reagire ai problemi etici e personali che affliggono il protagonista. E si arriva così ai Watchmen, eroi esiliati e costretti a vivere nell'ombra, che più che combattere affrontano temi filosofici ed esistenzialistici, tormentandosi sulla loro stessa essenza.

Anche in tv si segue lo stesso esempio ed ecco nascere lo splendido progetto di Heroes, serie tv figlia, insieme alle altre più narrativamente complesse, della rivoluzione di Lost. I supereroi devono salvare il mondo, ma prima devono salvare loro stessi, perché la causa dell'Apocalisse secondo un sogno premonitore saranno proprio loro. Metafora di un mondo votato all'autodistruzione? Di certo è la prospettiva più inquietante. Dal clima della Guerra Fredda in cui sono nati la maggior parte di questi fumetti al clima post-11 settembre, in fondo le storie dei supereroi nascono sempre dalla paura di un mondo che si sente sull'orlo della catastrofe, di una società che priva di punti di riferimento erge e distrugge continuamente nuovi miti con una facilità imbarazzante, animata anche da quell'orgoglio che fa avere fede in qualcuno che ci protegge, a patto che costui non si palesi per rivendicare il suo ruolo di eletto, pena la crocifissione.

"La follia è come la gravità... basta solo una piccola spinta" ci ricorda Joker. Un cavaliere oscuro allora ci regge e ci tiene in equilibrio, ponendo la sua solitudine come l'estremo sacrificio per far credere al nostro egoismo che a stare in piedi possiamo farcela benissimo da soli.

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Watchmen film: Watchmen genere: Superheroes, Action, Sci-Fidata di uscita:06/03/2009paese:UK, USAproduzione:DC Comics, Legendary Picturesregia:Zack Snydersceneggiatura:David Hayter, Alex Tsecast:Carla Gugino, Malin Akerman, Jeffrey Dean Morgan, Jackie Earle Haley, Billy Crudup, Patrick Wilson, Matthew Goodefotografia:Larry Fongmontaggio:William Hoycolonna sonora:Tyler Batesdistribuzione:Universaldurata:163 min brain factor:

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