Sotto assedio: Recensione
Di Giuliana Molteni | 27 Settembre 2013
Ma non è una cosa seria
Diciamocelo subito: Sotto assedio è uno Scary Movie del superomismo patriottico/eroico. Un gruppo di cattivoni, misto fra reduci delusi, politici traditori e dipendenti fedifraghi, occupa (con estrema facilità, va detto) la Casa Bianca, per catturare il Presidente. Forse vogliono solo un riscatto milionario, forse si vogliono togliere molti sassolini dalle scarpe, forse vogliono un finale alla Dottor Stranamore, forse un po' tutto.
Caso vuole che all'interno della White House si trovi il bravo ragazzone Joe (Channing Tatum), ex militare ansioso di entrare a far parte dei Servizi Segreti per la protezione del Presidente ma regolarmente respinto perché si sa che i selezionatori non capiscono niente. Con lui c'è la figlioletta Emily, addicted del suo iPhone, della quale il pover'uomo cerca invano di riguadagnare il rispetto, dopo il solito sofferto divorzio. Possiamo forse dubitare che ce la farà a fare tutto, ritrovandosi a essere l'ultimo baluardo di salvezza per la famiglia e la Nazione? Sotto assedio incrocia/cita (e questo è nelle intenzioni dichiarate dal regista) Air Force One, Trappola di cristallo e tutta la letteratura cinematografica sui personaggi alla Bruce Willis-Hippy Ya Ye in canottiera lacera, il Last Man Standing che pensa alla patria ma soprattutto agli affetti, con un cuore grosso così e quindi imbattibile, citando nel finale The Rock e nel titolo originale, White House Down, il quasi omonimo film di Ridley Scott (facendo sembrare il succitato Air Force One un capolavoro di realismo, così come il recente action con Gerard Butler, Attacco al potere, di cui in certe parti il film di Emmerich è un clone). In tutto questo humor volontario o involontario riesce a restare indigeribile tutta la retorica buonista e patriottica, a patto di non sghignazzarci sopra. Mentre la "strana coppia" agente-Presidente (affidato a uno spaesato Jamie Foxx) alterna momenti eroici a siparietti umoristici e battutine pseudo spiritose (ma "giù le mani dalle mie Jordan!" dovrebbe passare alla storia), abbiamo in scena: il brav'uomo umiliato, eroe misconosciuto nel pubblico e nel privato, con la solita figlioletta adolescente detestabile ma eroica pure lei; l'ovviamente eroico Presidente nero, bell'uomo, atletico, combattivo ma pacifista (insomma proprio Obama); il Cattivo più cattivo degli altri che se la lega al dito e fa la guerra personale al Buonissimo; l'uomo dell'apparato che tradisce per risentimento personale; e poi i soliti militari per niente eroici, cattivissimi o buonissimi (ordinare un attacco aereo in presenza di ostaggi va bene ma mai, si dice mai bombardare una bambina nel giardino della Casa Bianca); gli uomini politici per niente eroici pure loro, ambiziosi e assetati di potere o semplicemente corrotti. E mille altre chicche. Una recitazione ai minimi contrattuali vede impegnato un cast che comprende una quantità di ottimi nomi. Non si può nemmeno invocare la famosa "sospensione dell'incredulità" perché pure quella richiede una base plausibile. Potrebbe essere tutta una fine satira e allora non possiamo che complimentarci con Roland Emmerich, il regista catastrofista di origine tedesca che nei suoi film ama distruggere la Casa Bianca, per questa colossale presa per i fondelli. A meno che lo sceneggiatore James Vanderbilt (Basic, Zodiac, The Amazing Spider Man, Total Recall) non avesse scritto a sua insaputa un'altra storia, senza avvisarlo. Film terribile (pure gli effetti speciali sono spesso grossolani) o capolavoro di ironia, non lo sapremo mai. Intanto Sotto assedio è uno dei migliori film comici della stagione. Ma se ne saranno accorti?
Giudizio
- too bad to be true
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