L’Enterprise è di nuovo tra noi. Dopo i fallimentari tentativi di rianimare una salma irrecuperabile ad opera di Jonathan Frakes (L’Insurrezione su cui ancora ci stiamo chiedendo “ma dove sono le astronavi?”) e di Stuart Baird (La Nemesi ovvero come copiare l’Ira di Khan) che avevano praticamente sancito la fine del franchise, è arrivato J.J. Abrams ed è riuscito nell’impossibile: coniugare vecchio e nuovo in una nuova formula vincente e vitale.
Ma come è possibile che un universo con quasi cinquanta anni di vita fosse allo sbando?
Le ragioni vanno ricercate nell’incapacità di liberarsi degli stilemi narrativi ormai sorpassati, come anche la certezza che sebbene Next Generation sia di fatto la serie a cui tutti i trekkies (fans della saga di Star Trek) si sono legati dopo quella classica, il suo cast non è più credibile. La serie TV Enterprise era riuscita, almeno parzialmente, a liberarsi del cappotto vecchio e a rilanciarsi, ma, vuoi per i costi proibitivi, vuoi per una sorta di “sapore” lontano dal mondi di Star Trek, non ha mai bucato lo schermo. Quindi sul grande schermo non era mai stata tentata un’operazione di restyling, né sono mai stati sfruttati personaggi molto forti come quelli di DS9 o Voyager. Risultato: perdite di spettatori (e più grave di incassi) e convinzione di non poter più sfruttare il filone.
A parte la famigerata “maledizione dei numeri dispari”, motivo per il quale il film esce semplicemente come Star Trek, alla saga di Roddenberry è sempre stata attribuita una certa asetticità. Guerre Stellari era molto più coinvolgente, più fantasy (almeno all’inizio), e umanizzato. I Vari Kirk, Picard, Sisko e via dicendo, invece, vestivano dei pigiami colorati e passavano più tempo a parlare che sparare o tirar pugni. Il fenomeno di identificazione dello spettatore diventa così più complesso e soprattutto si richiede un livello culturale più elevato per apprezzare molte sfumature.Tutto vero fino all’arrivo dell’Uomo!
Che fare: torniamo alle origini, ma quelle vere, quindi Kirk, Spock e McCoy all’Accademia. Prendiamo dei nodi narrativi molto forti che tutti ricordano ed inseriamoli dentro, che so il comandante Pike, i Romulani, i viaggi nel tempo e magari un personaggio classico tipo… Spock. Aumentiamo lo spessore di qualche personaggio femminile (perché allora non se ne parlava di avere una protagonista donna) anche per dare un tocco romantico e facciamolo un po’ “teen movie", ma soprattutto mettiamo dentro dei bei combattimenti con pistole ed astronavi, diamine, di fatto un film di fantascienza non è altro che un film di cowboy nello spazio, e avete mai visto un film di cowboy senza sparatorie?
“
Un giorno senza sangue e come un giorno senza sole!” asseriva l’ottimo
John Wayne, e la sapeva lunga.