Piccola premessa: l'autore di questa recensione è da sempre un fiero fan di
Guerre Stellari e, onestamente, non ha mai provato grande interesse per le vicende dell'Enterprise nelle sue varie declinazioni televisive e cinematografiche.
Questa breve introduzione solo per dire che
Star Trek di
J. J. Abrams è un film straordinario!
E il fatto che a scriverlo sia un fan della «concorrenza» dovrà pur significare qualcosa...
Abrams realizza un kolossal coi fiocchi, debordante azione, umorismo, battaglie spaziali come non se ne vedevano da (troppo) tempo, conflitti interpersonali e magnifici effetti speciali, con la geniale intuizione di far ruotare il tutto attorno all'incontro (o meglio: lo scontro) tra due uomini estremamente diversi eppure molto simili: James Tiberius Kirk e Spock.
L'adolescenza turbolenta e ribelle del primo, tra risse nei bar dell'Iowa e donne da portare a letto e poi scaricare, scorre su un binario parallelo a quella conflittuale del secondo, diviso tra la razionale freddezza della sua metà vulcaniana e l'emotività, attraente ma percepita come un rischio, ereditata dalla madre umana.
Sarà proprio la plancia dell'Enterprise, gioiello tecnologico della Flotta Stellare appena costruito, il teatro del loro primo, conflittuale contatto, cui assisteranno tutti i membri dell'equipaggio della prima, storica serie: dallo scontroso Leonard «Bones» McCoy al timoniere Sulu, dalla bella e combattiva Uhura allo stravagante (ed incomprensibile, per via del suo spiccato accento russo) Chekov fino ad arrivare all'esilarante ingegnere «Scotty», che incontriamo confinato su un pianeta ghiacciato come punizione a seguito di esperimenti col teletrasporto «poco ortodossi».
Tutti alla loro prima missione, dovranno fronteggiare il malvagio Capitano romulano Nero, proveniente dal futuro ed in cerca di una misteriosa vendetta...
Abrams si conferma il nuovo re dell'intrattenimento hollywoodiano.
Gioca con il passato, pur modernizzandolo nello stile (la plancia dell'Enterprise sembra il pronto soccorso di E.R. per come la m. d. p. passa velocemente da un volto all'altro, e da una storia all'altra, dei membri dell'equipaggio), infarcendo l'intero film di riferimenti ed ammiccamenti, impreziositi da un cameo di primissimo ordine (anche funzionale alla sceneggiatura, cosa rara in simili operazioni), che faranno la gioia di tutti i fan della serie originale.
Ottima anche la scelta del cast, con Chris Pine e Zachary Quinto su tutti, bravissimi nel lasciar intravedere, sotto la superficie grezza dei loro Kirk e Spock, i caratteri e soprattutto il legame profondo degli eroi che saranno.
Chi scrive non si è messo ad applaudire quando sul grande schermo ha fatto la sua comparsa il logo di Star Trek.
Nè ha urlato in preda ad entusiastico delirio alla prima apparizione dell'Enterprise.
Ma quel finale, che è anche un nuovo inizio, ha dato più di un brivido anche al sottoscritto. Andate a godervelo!
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"Lunga vita e prosperità" a J. J. Abrams!
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