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Star Trek

Nuove frontiere e "treknologie" per un successo spaziale!

[del 05/05/2009] [di Piercarlo Fabi]

"Spazio, ultima frontiera. Eccovi i viaggi dell'astronave Enterprise durante la sua missione quinquennale, diretta all'esplorazione di nuovi mondi, alla ricerca di altre forme di vita e di civiltà, fino ad arrivare là dove nessun uomo è mai giunto prima".

Con questa ormai famosissima frase si aprono gli episodi di una delle serie TV di fantascienza più importanti e celebri di tutti i tempi: Star Trek.
Nata dalla mente di Gene Roddenberry, aviatore decorato durante la II Guerra Mondiale e uno dei primi a richiedere che il suo corpo fosse sepolto nello Spazio (a testimonianza di quanto profonda e forte fosse la sua passione), narra, per chi non lo sapesse, le avventure della nave spaziale Enterprise sotto il comando del Capitano James T. Kirk (interpretato da William Shatner) e dell'ufficiale originario del pianeta Vulcano Spock (Leonard Nimoy, divenuto una vera e propria icona negli USA grazie a questo ruolo), alla ricerca di nuove forme di vita ai limiti estremi dell'Universo.

Andata in onda a partire dall'8 Settembre 1966, la serie non riscosse immediatamente molto successo tanto che la NBC sembrava seriamente intenzionata a cancellarla dal proprio palinsesto. Fu solo l'iniziativa dei fan a far desistere l'emittente dal suo proposito e, conseguentemente, a salvare e dare nuovo slancio a quello che sarebbe diventato uno dei fenomeni multimediali più importanti della fine del secolo scorso.
Un fenomeno che, a partire dall'8 Maggio di quest'anno, trarrà nuovo vigore dall'attesissimo prequel di J. J. Abrams, incentrato sulla gioventù del Capitano Kirk e sul suo primo incontro con Spock e con l'Enterprise.

Uno dei temi centrali di Star Trek, nonchè uno dei motivi del suo enorme seguito, sta proprio nella frase di apertura dei suoi episodi: "Spazio, ultima frontiera".
La frontiera è, infatti, da sempre uno dei miti fondativi (se non «IL» mito, per eccellenza) degli Stati Uniti d'America: il Nuovo Mondo, prima, il «selvaggio West» poi, sono le due grandi frontiere il cui superamento e la cui conquista hanno reso gli USA, nell'immaginario collettivo dei suoi abitanti, la grande potenza che è oggi.

Negli anni '60, in piena Guerra Fredda con l'ex-Unione Sovietica, la «corsa alla Spazio» era considerata di vitale importanza per gli equilibri socio-politici del paese e l'Universo divenne così, agli occhi e alle menti dell'opinione pubblica americana, la nuova frontiera da conquistare. Non a caso, la prima serie di Star Trek vede come protagonista un capitano fortemente votato all'azione, una sorta di John Wayne intergalattico la cui impulsività viene spesso frenata dalla sua controparte razionale, l'alieno Spock.
Il legame tra le dinamiche politico-scientifiche e la serie di Star Trek fu definitivamente sancito dalla decisione della NASA, l'Agenzia Spaziale Americana, di chiamare il proprio prototipo dello space shuttle Enterprise, in onore della serie.

Altro elemento centrale è rappresentato dalle questioni sociali che Star Trek affronta. In particolare la lotta contro ogni forma di razzismo rimarrà una costante sia nelle serie successive che nei film per il grande schermo.
Come per la tematica dello Spazio come nuova frontiera, anche in questo caso il contesto sociale statunitense degli anni '60, caratterizzato da importanti battaglie per i diritti civili ed, in modo particolare, per quelli degli afroamericani, e dagli omicidi dei due uomini-simbolo di esse, Martin Luther King e Malcolm X, giocò un ruolo fondamentale nel conferire tale connotazione alla serie. Le missioni dell'Enterprise, il cui equipaggio è, tra l'altro, simbolicamente multirazziale, hanno, infatti, come obiettivo dichiarato, la conoscenza e la reciproca comprensione tra le varie civiltà dell'Universo.
Da segnalare, inoltre, è l'episodio Umiliati per forza maggiore, trasmesso il 22 Novembre del 1968, in cui andò in onda il primo bacio interraziale nella storia della televisione, tra il Capitano Kirk ed il Tenente Uhura (interpretata da Nichelle Nichols).

Ma stiamo pur sempre parlando di una serie di fantascienza e proprio l'elemento tecnologico è stato uno dei suoi punti di maggior forza. I suoi creatori, infatti, hanno sempre posto molta enfasi sul suo carattere avveniristico, portando sullo schermo tecnologie che, all'epoca della prima serie, non erano nemmeno immaginabili (come il famoso teletrasporto e il viaggio a velocità superiore a quella della luce) ma che oggi sono, invece, oggetto di studi e ricerche reali da parte degli scienziati di tutto il mondo.

Dunque, che indossiate o meno pigiami colorati e «orecchie a punta» di gomma o auguriate "lunga vita e prosperità" nei vostri saluti, il fenomeno Star Trek non può essere ignorato.

Un franchise che conta al suo attivo cinque serie TV (più di vent'anni dopo la serie classica, infatti, lo stesso Roddenberry creò Star Trek: The next generation, che, con un nuovo equipaggio guidato dal saggio Jean-Luc Picard/Patrick Stewart, riuscì a moltiplicare il numero dei fan tanto da spingere i produttori alla creazione di altre tre serie televisive: Depp Space Nine, Voyager e la poco fortunata Enterprise, per un totale di ben 725 episodi), dieci pellicole cinematografiche, una settantina di romanzi (alcuni dei quali scritti dalla stesso William Shatner) e svariati videogiochi.

Attivate quindi il vostro teletrasporto e andate al cinema: dall'8 Maggio una nuova frontiera vi aspetta!

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[erre[lev:3; v. p.:4; cash:1585] postato il 06/05/2009 alle 11:10 [offline]

E il bello della serie classica è che a rivederla anche adesso, risulta incredibilmente attuale e soprattutto incredibilmente coinvolgente.
Chissà se c'è il test della Kobaiashi Maru in questo film...

[Blutarsky[lev:2; v. p.:2; cash:132] postato il 06/05/2009 alle 12:12 [offline]

Eh eh eh eh eh.... vai a vederlo e scoprilo...............

 

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