Seguaci dell'Enterprise, abitanti di Tatooine, possessori di spade laser e vulcaniani dalle orecchie a punta, unitevi! L'armistizio è stato raggiunto e le guerre stellari cessate. Non lo sarà forse per i puristi più pignoli, ma per i più moderati il bellissimo Star Trek di J.J. Abrams segnerà la felice (e definitiva?) fusione tra le due saghe interstellari più amate al mondo e forse per questo acerrime nemiche da sempre.
Trent'anni dopo il primo episodio cinematografico (era il lontano 1979 e il titolo era Star Trek - Il film), J.J. Abrams sdogana sul grande schermo una gloria televisiva che al cinema non ha mai avuto la fortuna dell'esalogia di Star Wars di George Lucas, iniziata nel 1977 e divenuta uno dei fenomeni commerciali più remunerativi di sempre. Ma poco contano i botteghini, così come riduttivo sarebbe ogni confronto tra le due saghe sul piano della raffinatezza e dell'originalità con cui danno vita a creature, pianeti, mondi e galassie: sono due capolavori e su questo non si dovrebbe discutere. Parlando di Star Trek e Star Wars si è piuttosto davanti ad uno scontro tra filosofie, secondo molti fans contrapposte, ma in realtà strettamente complementari. Vediamo perché...
L'operazione più intellettuale e sobria di Star Trek, incentrata sulla costruzione di un universo idealistico e utopico basato su ferrei principi egualitari e pacificatori (basti pensare alla rigida "Prima direttiva"), nonché sulla cooperazione e l'unione di una pluralità variegata di razze e culture, si contrapporrebbe al più spettacolare ed epico universo di Sta Wars, maggiormente focalizzato sulla madre di tutti i conflitti, ovvero la lotta tra il bene (i Jedi) e il male (i Sith), che a partire dai singoli personaggi si eleva a riflessione universale fino ad affondare le proprie radici nella mitologia. Non per altro la prospettiva utopica trekkiana è proiettata verso il futuro, mentre quella lucasiana (non ingannino astronavi e spade laser) è rivolta al più ancestrale passato (ricordate: "A long time ago, in a galaxy far far away..."?).
Eppure si rimprovera a Star Wars una supposta visione troppo elitaria e autoritaria del potere, appartenente solo ad una élite ristretta, la quale decide in maniera del tutto irresponsabile del destino di popoli che invece non hanno alcuna facoltà decisionale. I discepoli degli Jedi criticano piuttosto a Star Trek una visione progressista e populista troppo irreale, basata sulle leggi regolatrici della Federazione, che ognuno rispetta con coscienza e saggezza, senza così tener conto della "variabile" (tanto per citare l'abramsiano Lost) delle persone e delle loro emozioni.
Gli eroi di Star Wars non conoscono altra arma se non la guerra civile per portare la pace, viceversa il mondo di Star Trek sarebbe troppo asettico, vuoto, frutto sì di saggi principi scientifici e intellettuali, ma privo di umanità e quindi irrealizzabile. I trekkiani criticano le parole di Lucas: "La migliore forma di governo è quella di un buon despota" e Lucas ribatte che non si può capire il mondo e le sue dinamiche se non dalla prospettiva emozionale e spirituale dell'individuo in sé.
Poco importa quali fans abbiano ragione. Risulta però paradossale che non si sottolinei la similarità del principio di fondo: bisogna farsi guidare dalle emozini, ma saperle anche controllare in modo da non cedere ai suoi lati oscuri (operazione in cui lo stesso Spock trova serie difficoltà).
L'elitarismo del quale si accusa Star Wars è invece ampiamente denunciato da Lucas stesso nello splendido Episodio 3: La Vendetta dei Sith, dove gli errori della Repubblica vengono puniti con la nascita dell'Impero, retto da un uomo salito al potere con l'inganno, il terrore e la cieca ovazione di tutto il popolo (riferimenti a fatti e persone realmente esistenti sono naturalmente puramente casuali). In realtà il finale di Star Wars, con la vittoria sulla tirannia che si attua grazie alla cooperazione di tante razze (compresi i tanto odiati Ewoks) rappresenta il vero ponte che lancia verso l'utopia di uguaglianza e democrazia di cui si fanno portatori Kirk e Spock. E così ecco che alla fine del Mito c'è la morale e inizia l'Utopia. E le due filosofie si incontrano, senza troppi se, troppi ma, troppe obiezioni e controversie.
Non resta quindi che solo augurare Lunga vita e Prosperità a chi riesce a creare queste storie senza tempo, e che la Forza sia sempre con loro così che possano regalarci altre avventure tra le stelle. Perché che sia Trek o che sia Wars, l'impoertante è essere tutti figli delle Star.