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Il Potere logora
Ida Dalser è una donna innamorata.
Come ogni grande amore, anche il suo è irrazionale, incondizionato e cieco. Sacrifica tutto per consentire all'amato di realizzare le sue gloriose aspirazioni, senza accorgersi che proprio l'uomo da lei adorato la sta emarginando, allontana lei ed il figlio nato dalla loro relazione, sostituendoli con una nuova famiglia.
Il nome di quest'uomo è, ovviamente, Benito Mussolini e, in virtù di questo elemento, quello che poteva sembrare un puro melodramma si trasforma in qualcosa di diverso, dalle molte, stratificate facce e dagli ancor più numerosi piani di lettura.
La sorte di Ida Dalser (un'intensa Giovanna Mezzogiorno, a suo agio nel sottolineare la tenacia, l'ardore e, alla fine, l'isteria del suo personaggio), rinchiusa in un manicomio senza alcun motivo e privata, al pari di suo figlio Benito Albino, della sua esistenza, è un chiaro esempio della corruzione morale ("L'Italia va rivoluzionata andando oltre la morale" dice Mussolini all'inizio del film) che si accompagna, sembrerebbe in modo inevitabile, al Potere.
Il Mussolini interpretato da Filippo Timi (eccezionale proprio perchè non caricaturale) è un uomo impetuoso, carismatico ma anche ossessionato da una volontà di potenza e da «futuristi» sogni di gloria che guidano il suo sguardo ben oltre l'amore di quella donna bella, complice ma invadente. Non a caso, finirà col preferirle Rachele Guidi, perfetta donna fascista, che sa stare al suo posto.
La Dalser, rifiutata ed umiliata oltre ogni misura, continuerà ad amarlo senza capire, accecata proprio dall'amore e non dalla pazzia, che la persona oggetto di quel desiderio non esiste più, sostituita da una maschera mediatica (geniale l'idea di far sparire Timi sostituendolo con le propagandistiche immagini di repertorio del Duce) che ne nasconde, in parte, la mediocrità e il tradimento degli ideali in nome di una vuota grandezza.
La maestria visionaria di Marco Bellocchio, per la prima volta dopo anni (finalmente!), non schiaccia ma arricchisce la storia che racconta. La messa in scena, che mischia la potenza dell'arte futurista con la ridondante retorica dei cinegiornali, ne amplifica la tragicità.
La tragedia senza tempo di un amore non corrisposto, di ideali asserviti ad una miserabile ambizione e del Potere, illusione grottesca nelle mani di uomini piccoli piccoli.
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Bellocchio torna a con... vincere!
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film: Vincere genere: Drama, Romancedata di uscita:22/05/2009paese:Italia, Franciaproduzione:Istituto Luce, Celluloid Dreams, Rai Cinema, Eurimagesregia:Marco Bellocchiosceneggiatura:Marco Bellocchio, Daniela Cesellicast:Giovanna Mezzogiorno, Filippo Timi, Corrado Invernizzi, Michela Cescon, Matteo Mussoni, Elena Prestifotografia:Daniele Ciprìmontaggio:Francesca Calvellicolonna sonora:Riccardo Giagnidistribuzione:01 Distributiondurata:128 min brain factor:
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