Special1

La-La Land Stories

Blog d'oltreoceano 001 - 14 Agosto 2011

[del 23/08/2011] [di Regina Nemni]

“La-La Land = Un luogo conosciuto per attivita’ frivole, oppure uno stato mentale caratterizzato da aspettative irreali e mancanza di serieta’.” Da brava Newyorkese (pur se d’adozione) sono sempre inorridita all’idea di La-La Land, ovvero Los Angeles. Orrore confermato dalla mia prima visita parecchi anni fa: belle auto cabriolet con tutti biondi dentro, capelli al vento e pelle abbronzata, una replica continua di Barbie e Ken, casette di marzapane alla Hansel e Gretel lungo le vie assolutamente prive di pedoni (solo automobili), surfisti in attesa delle onde che paiono non avere niente da fare tutto il giorno (ma non lavorano?), seni a palla da rimbalzare appena entri in un locale un po’ affollato, assenza totale di una piazza in cui i pensionati si possano ritrovare per lamentarsi del governo, palazzi di legno, non un mattone. Ripeto: non un mattone. “Datemi un mattone! Voglio un mattone, voglio qualcosa di pesante da toccare, qualcosa di pesante a cui aggrapparmi per poter tenere i piedi per terra e non volare via e perdermi nell’universo!”.

Los Angeles, come la chiamo io: il piu’ vasto “garage abitato” della terra. O meglio, come la definisce Woody Allen in “Anna e le sue sorelle”: un luogo il cui unico vantaggio culturale e’ il diritto di svolta a destra col semaforo rosso”. Eppure e’ proprio da Los Angeles (dove mi sono trasferita!) che scrivo questo pezzo d’apertura di un blog dedicato alle piccole-grandi sorprese di questa parte del mondo. Storie inerenti alla recitazione, al cinema, al teatro. Cose che mi passano per le mani, spettacoli, personaggi che mi colpiscono, che trovo abbiano un valore anche se questo non e' ancora stato riconosciuto dal grande box office di Hollywood, e chissa' se mai lo sara'. Un blog per raccontare la vita reale durante il percorso verso il successo, i miracoli e le sconfitte, i momenti e le persone d'ispirazione, tutto il piccolo e grande talento che pulsa quotidianamente in un paese ed in una citta' che, al di la' di qualunque crisi economica e non, continuano a sognare.

A presto,

Regina

P.S. I palazzi sono costruiti col legno al posto dei mattoni a causa dei frequenti terremoti. La gente e’ abbronzata perche’ c’e’ il sole. Le auto sono cabriolet perche’ non piove quasi mai. I seni… beh, non lo so. Un passo alla volta.

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