Recensioni

District 9

Gamberone Amore Mio: la rivincita del cinema indipendente

[del 26/09/2009] [di Paolo Zelati]
pro

In un momento in cui tutti gli studios fanno a gara per offrire al pubblico “la più travolgente esperienza in 3D della loro vita”, Peter Jackson, uno dei più illuminati uomini di cinema dell’epoca moderna (pari, in questo, solo a Guillermo Del Toro) sceglie un regista debuttante (Neill Blomkamp), un attore protagonista di cui nessuno ha mai sentito parlare (Sharlto Copley) e, con 30 milioni di dollari (budget ridicolo se si pensa agli standard hollywoodiani) confeziona uno dei film di fantascienza più divertenti ed intelligenti degli ultimi dieci anni. Sì, perché, District 9 non rappresenta solo una boccata di aria fresca nell’asfittico panorama Sci-fi contemporaneo ma, ed è questa la caratteristica più importante, è un film rivoluzionario in quanto ridefinisce i canoni artistico-produttivi del genere e dimostra come non sia necessario spendere centinaia di milioni di dollari per produrre cinema di genere di qualità e raggiungere il grande pubblico. Basta pensare (solo per citarne uno) al noiosissimo e inutilmente “faraonicoTransformers: la vendetta del caduto, per capire come, spesso e volentieri, “cuore e cervello” valgano molto di più di effetti speciali mirabolanti.

Questa valutazione non deve, però, trarre in inganno: District 9 non ha nessuna carenza da questo punto di vista, al contrario, Blomkamp riesce a trovare un’ottima equilibrio tra CGI e make-up, portando sullo schermo degli alieni credibili ed originali (che parlano come la principessa Leia travestita da cacciatore di taglie in Il ritorno dello Jedi) e che vedono in Christopher Johnson (più umano degli umani) il loro più rappresentativo portavoce. Girato quasi interamente in “guerrilla style”, con una guizzante (pure troppo) camera a mano sempre nel mezzo dell’azione, il film, ambientato a Johannesburg (terra natale del regista) si propone come un’intelligente metafora dell’apartheid e del terribile periodo in cui il Sud Africa viveva schiacciato sotto il peso del “razzismo di stato”. Ma i “gamberoni” ghettizzati (simili da un punto di vista metaforico agli alieni di Alien nation) diventano un simbolo universale, applicabile a tutte le latitudini e, ahinoi, a tutti i periodi storici. District 9, quindi, sviluppando un secondo grado di lettura che non è mai “didattico” o, peggio, soverchiante rispetto all’azione, aderisce perfettamente alle caratteristiche di quel cinema fantastico che, al suo meglio, ha sempre raccontato, meglio di qualsiasi altro genere cinematografico, ansie, paure, desideri di intere generazioni.

Lasciato (appositamente?) con un finale aperto, il film di Blomkamp potrebbe produrre un sequel in tempi brevi ma, quello che davvero ci auguriamo (e chiunque ami il cinema dovrebbe unirsi a noi in questa speranza) è che District 9, si trasformi in un esempio produttivo (anche) per i grandi studio, ovvero: più gamberoni, meno robottoni. Amen.

la rivincita del cinema indipendente


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la rivincita del cinema indipendente

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[MagoDieghino[lev:3; v. p.:4; cash:340] postato il 27/09/2009 alle 11:52 [offline]

Bene, bene, bene... non avevo letto nulla finora di quello che avevate scritto, perché aspettavo di vedermi il film al cinema con pop-corn in una mano, bibita nell'altra e stravaccato sulla poltrona con le gambe stese su quella davanti (tranquilli non c'era nessuno avanti a me!).
Che dire... innanzitutto premettere che sono un po' di parte! A meno che non sia Ultimatum alla terra con Keanu Reeves o Babylon A.D. con Vin Diesel è raro che per me un film di fantascienza possa valere un 2 o un 3. Ma a parte ciò...
Ho letto la recensione di Shotaro e sinceramente non credo che il film lui lo abbia liquidato in quattro e quattr'otto. Pur non trovandomi d'accordo si capisce perfettamente il suo punto di vista e perchè pensa così. Sul fatto di trovare "disturbante" l'azione e il sangue del film credo poi che alla fine sia una questione di gusti. Io sinceramente ho trovato invece un perfetto equilibrio tra approfondimento politico (se così vogliamo dire) e intrattenimento. Marcare di più il tasto dell'aspetto razziale secondo me avrebbe potuto far diventare il film lezioso, pedante, nonché presuntuoso. Così invece le cose si bilanciano in modo perfetto (anche se la perfezione non esiste) e per niente furbo (anche se capisco perché Shotaro abbia potuto interpretarlo così).
Sul fatto dei nigeriani... mah, non saprei... secondo me si capisce che in realtà il film gioca su un probabile (io non ne ero a conoscenza) luogo comune solo come dice Maradona per dare un taglio più realistico alla vicenda. Boh, però siccome non so nulla della storia nigeriana e dei luoghi comuni sui nigeriani, taccio e non mi esprimo.
E poi lo so che nessuno mette in discussione il lato tecnico (da quanto ho capito), però lo voglio sottolineare lo stesso... 30 milioni di dollari! Wolverine (che mi sa che è piaciuto solo a me e a Shotaro da quello che ho capito) ne è costati 170 e chi l'ha visto si ricorderà gli orrendi effetti speciali che aveva (e le scene manco erano tanto più spettacolari di District 9). E poi clap clap a Zelo che ha citato Transformers. Ma ne vogliamo parlare? District 9 sarà pure furbo ma a mio parere anche se fosse solo intrattenimento sarebbe riuscito coi fiocchi, Transformers è furbo e pure fatto male (e io mi riferisco a entrambi, ancora devo capire queste grandi differenze di cui molti parlano tra il primo e il secondo, io non ce ne vedo).
Insomma, a me il film ha entusiasmato (non so se si era capito). Unici due nei: il doppiaggio orribile (ma davvero orribile, che bisogna pensarci proprio bene per farlo così brutto) e il trailer di Amore 14 di Moccia prima del film... ma non credo sia responsabilità di Jackson o Blomkamp.

[Blutarsky[lev:2; v. p.:2; cash:132] postato il 27/09/2009 alle 15:07 [offline]

Il trailer di AMORE 14 uccide il cinema! (e pensate a cosa potrà fare il film nella sua interezza...... )

A mio parere, seppur ancora imperfetto (la fantascienza politica degli anni '60-'70 era molto più feroce e, allo stesso tempo, molto più sottile), DISTRICT 9 rappresenta una bella boccata d'aria e la speranza di un rilancio del genere (da qui il mio voto, forse di un punto troppo alto a causa della lunga astinenza...)
Tuttavia, pur non avendo nulla a che vedere con mostruosità come TRANSFORMERS 2, non posso non constatare una certa sottomissione, in questi film, delle trame di genere ai significati politici. Ricordate INVASION, remake de L'INVASIONE DEGLI ULTRACORPI con Daniel Craig e Nicole Kidman? Il regista (lo stesso de LA CADUTA) era così preoccupato dall'enfatizzare la tematica politica che finiva col trascurare la tensione che dovrebbe sempre caratterizzare un buon film di genere. Risultato: pellicola noiosissima.

In DISTRICT 9 questo pericolo è scongiurato, in parte, ma proprio per questo, non so se il film reggerebbe al "test della seconda visione", mentre non smetterei mai di guardare film come 1997 FUGA DA NEW YORK o LA COSA o, per citare un titolo recente, I FIGLI DEGLI UOMINI...

[Zelo[lev:2; v. p.:2; cash:100] postato il 27/09/2009 alle 16:24 [offline]

I figli degli uomini è proprio il film che si avvicina di più, da tutti i punti di vista, a District 9: e infatti i soliti noti della critica imbalsamata o hanno sbeffeggiato...mi ricordo, a Venezia, dei commenti da galera! E a proposito di cinema di genere votato all'entertainment, possibile che nessuno abbia notato le similitudini con 2019: Dopo la caduta di New York?!!!

[cinepaz[lev:1; v. p.:1; cash:371] postato il 27/09/2009 alle 19:03 [offline]

Per me è stata una bella sorpresa, un film perlomeno fuori dal coro, il messaggio poilitico evidente ma non invasivo, molto curato ache dal lato della fotografia, molto realistica e come dire "live"

[BlackClahlia[lev:3; v. p.:4; cash:303] postato il 28/09/2009 alle 15:01 [offline]

d'accordo con voi, e con cinepaz. E poi, Zelo, più gamberoni meno robottoni è geniale ;)

 

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District 9 film: District 9 genere: Sci-Fidata di uscita:25/09/2009paese:USAproduzione:Key Creatives, QED International, WingNut Filmsregia:Neill Blomkampsceneggiatura:Neill Blomkamp, Terri Tatchellcast:William Allen Young, Robert Hobbs, Sharlto Copley, Vanessa Haywood, Jason Cope, Kenneth Nkosifotografia:Trent Opalochmontaggio:Julian Clarkecolonna sonora:Clinton Shorterdistribuzione:Sony Pictures Entertainment (SPE) Worldwide Acquisitions Groupdurata:112 min

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