La città sotterranea di Ember si sta progressivamente deteriorando e il generatore che le dà luce è ormai prossimo allo spegnimento. L’oscurità proibita è dunque sul procinto di divorare quello che sembra essere rimasto l’ultimo baluardo dell’umanità, ma è proprio nel buio che forse potrebbe nascondersi la soluzione.
Ember - Il mistero della Città di Luce è una storia con molti potenziali livelli tematici di lettura. La luce illumina solo la superficie delle cose, mentre è nel buio che si trova la verità. Sfidare i suoi pericoli vuol dire sfuggire all’ignoranza e ricercare la conoscenza. Nella stessa società che prende vita sullo schermo ritroviamo la meschinità del potere da una parte e l’impotenza e il disincanto degli adulti, opposti al coraggio e all’incoscienza della gioventù, con il suo desiderio di esplorare e cambiare le cose.
Il regista Gil Kenan, autore già del gioiello di animazione Monster House, non lascia molto spazio a questi aspetti (anche per la breve durata della pellicola) e si concentra solo sull’elemento narrativo. La trasposizione del romanzo di Jeanne DuPrau si riduce così ad un semplicistico prodotto di genere, ma comunque molto gradevole, efficace e coinvolgente soprattutto nella seconda parte (che ha tutto un altro ritmo rispetto alla mezz’ora iniziale). La parte estetica è sicuramente l’elemento più interessante del film, seppure con effetti speciali non sempre impeccabili. La fotografia estremamente lucente ma con tonalità su un giallo spento e stinto rende perfettamente l’atmosfera della città, valorizzando le belle scenografie che in molti casi sopperiscono da sole alle mancanze della sceneggiatura.
Anche i personaggi descritti dalla sceneggiatrice Caroline Thompson (La Sposa cadavere) non sono particolarmente interessanti, sebbene vengano poi tutti ben interpretati dagli attori protagonisti (con un sempre efficace Bill Murray e un purtroppo poco sfruttato Tim Robbins). I due giovani Harry Treadaway e Saoirse Ronan (recentemente candidata all’Oscar per Espiazione) fanno il loro dovere senza eccellere e si accompagnano nel loro viaggio alla piccola Amy Quinn, che nei panni di Poppy ricopre un ruolo che brilla per inutilità, ma che rappresenta a livello narrativo comunque un buon simpatico e muto compagno di viaggio.
Ember - Il mistero della città di luce è un film che si lascia guardare e si pone come puro film d’intrattenimento sulla scia di grandi saghe come Harry Potter, Eragon o Le cronache di Narnia. Qui c’è molta meno ambizione, ma il risultato è più riuscito della maggior parte di questi kolossal.
|
Poppy vive e lotta insieme a noi ...
|
 |