I segnali che stanno ad indicare il ritardo di cui soffre l’industria cinematografica italiana sono evidenti. Occorre semplicemente saper guardare con attenzione.
Prendiamo il settore della promozione, spesso fondamentale per la buona riuscita commerciale di un film. Strumenti preziosi come i trailer non godono, nel nostro paese, del rilievo strategico di cui, al contrario, beneficiano all’estero. Proprio chi, come noi di MovieSUSHI, si occupa di cinema sul Web, sa bene quanto il trailer in anteprima di una pellicola sia considerato un vero e proprio evento dagli appassionati della Settima Arte. Tuttavia, tra i professionisti del settore, sono in pochi a tener conto di quest’imprescindibile fattore.
Tra quei pochi, merita un posto privilegiato Stefania Bianchi, direttore artistico del Trailers FilmFest che, a Catania dal 24 al 26 Settembre, celebrerà la sua 7ª edizione. Nel discorso da lei tenuto in apertura dell’incontro con la stampa organizzato per presentare il programma, tornavano spesso parole come “sperimentazione” o “new media” o ancora “nuove piattaforme multimediali”. Termini, purtroppo, sconsolatamente estranei al vocabolario cinematografico comunemente in uso tra gli addetti ai lavori e che confermano la vocazione «avanguardista» della manifestazione.
Quattro le sezioni previste quest’anno, a cominciare dal Concorso vero e proprio, che prevede trenta trailer (divisi nelle sotto-sezioni Italia, Europa e World) “selezionati – sottolinea la Bianchi – tra oltre 160 titoli e scelti in base al ritmo ma anche al genere (altro termine da tempo in disuso) di appartenenza, come Appaloosa di Ed Harris, che segna il ritorno in grande stile del western”. Tra i trailer in lizza, spiccano quello di Vincere di Marco Bellocchio, di RocknRolla di Guy Ritchie, di Wall-E e di Twilight.
Particolarmente interessante, poi, uno dei workshop previsti nella sezione TrailersLab, il laboratorio creativo del festival, dedicato all’«Arte dei titoli di testa». “Un viaggio nei più bei titoli di testa della storia del cinema, elemento – spiega ancora il direttore artistico – spesso poco sfruttato in Italia”.
E proprio questa ricerca costante dell’innovazione emerge con prepotenza nell’ambito di TrailersProfessional, il segmento professionale dell’evento siciliano. Oltre a premiare professionisti ed aziende del settore per il loro contributo allo sviluppo del cinema in Italia (tra questi: Marco Pontecorvo, Rivelazione dell’anno con il suo Pa-ra-da e l’agenzia ARMOSIA, che si è aggiudicata il Premio per la Miglior Campagna Promozionale per il lancio del film Angeli e demoni di Ron Howard), quest’anno la sezione ospita il concorso Pitch Trailer. L’iniziativa rappresenta un’opportunità unica per i giovani aspiranti registi, chiamati ad inviare un breve trailer di un film che vorrebbero realizzare. “Ne sono arrivati più di quaranta – racconta Stefania Bianchi – e ne abbiamo scelti dodici che saranno mostrati a produttori e distributori nella speranza che alcuni di essi trovino i finanziamenti necessari a diventare veri e propri lungometraggi".
Infine, ad impreziosire ognuna delle tre serate del festival sarà TrailersPremiere, spazio riservato all’anteprima di pellicole di prossima uscita. Quest’anno è la volta del nuovo capolavoro della Pixar, Up, di Whiteout - Incubo bianco, thriller con protagonista Kate Beckinsale, e, “per dar spazio al cinema indipendente italiano” come rimarca il direttore artistico, di Butterfly zone. Quest’ultimo, interpretato tra gli altri da Giorgio Colangeli, Barbara Bouchet e Francesco Salvi, è descritto dal regista Luciano Capponi come “una favola e un inno alla vita, realizzato con la speranza di rimuovere dall’esistenza umana quel velo rappresentato dal timore della morte”.
Una pellicola, quella di Capponi, che non riesce a trovar spazio nei circuiti distributivi.
Altro segnale di quel ritardo cui si accennava in apertura e che si accompagna a quello, ben più sconfortante, riguardante il risicato numero di giornalisti intervenuti a dar risalto ad un’iniziativa meritoria come il Trailers FilmFest…