Interviste

Festival

MedFilm Festival 2009: contro le diversità, a favore del dialogo tra culture

[del 01/11/2009] [di Diego Scerrati]

132 lungometraggi in programma, 24 anteprime nazionali e un record da cui ripartire di 15.247 spettatori avuti nella passata edizione. Sono solo alcuni dei numeri del MedFilm Festival, la manifestazione che riporta al centro dell’attenzione la cinematografia di tutti i paesi che abbracciano il Mar Mediterraneo.

Presidente e Direttore del Festival è sempre l’energica Ginella Vocca, che dopo 15 edizioni di duro lavoro non accenna nemmeno un segno di stanchezza: “Il MedFilm Festival lavora da 15 anni sul dialogo interculturale e sebbene la stanchezza si faccia a volte sentire, riusciamo a trasformarla sempre in quell’energia vitale indispensabile per andare contro certi segnali propri della vita di tutti noi”. Parole d’ordine per chi lavora all’organizzazione del MedFilm Fest sono Pazienza e Serenità, virtù che quest’anno portano il programma ad arricchirsi di due retrospettive complete sul cinema francese e sul cinema marocchino, nonché di un prestigioso premio alla Carriera che porterà a Roma la regista Claire Denis.

Il MedFilm Festival continua come da tradizione a svolgere una attività bilaterale nell’accogliere da una parte le cinematografie più importanti d’Europa e nel promuovere dall’altra il nostro cinema all’estero. Il cinema”, prosegue Ginella Vocca, “rappresenta per tutti noi un momento importantissimo di contatto tra tutti i paesi”. Gli fa eco il consigliere per le relazioni culturali del Ministero degli Esteri Giovanni Accolla, secondo cui “La cultura è e continua ad essere uno strumento di politica estera tout court, lo strumento con cui abbattere le mura che ci dividono e rafforzare quelle che ci proteggono”.

Saranno ben 36 i paesi ospitati nel corso della manifestazione, tutti accomunati da temi come il coraggio, l’omofobia (sarà presente anche l’italiano Un altro pianeta), il viaggio (sarà Le grand voyage del marocchino Ismael Ferroukhi ad aprire la kermesse), le donne, e per ultimo ma non meno importante, l’amore. Tutto questo a Roma, città al centro di quel mare che così tante storie continua ad ospitare. “Roma è il centro del Mediterraneo ed è stata anche il centro della civiltà universale”, ha dichiarato Umberto Croppi, Assessore alla Cultura della capitale, “Oggi ci sono molte distanze tra le singole culture e bisogna fare in modo che ricomincino ad approcciarsi. Lo scontro di civiltà non esiste, è teorizzato solo da coloro che vogliono vederlo realizzare. Dobbiamo dunque la nostra gratitudine a chi da 15 anni lavora in questo mare che è sempre più burrascoso”.

Ginella Vocca sottolinea le difficoltà continue affrontate per portare avanti questo progetto nell’autonomia più totale, “sottraendoci sempre ai sistemi perché l’importante era solo lavorare e lavorare bene”. Tuttavia da quest’anno il festival allarga le proprie "public relations” per ingrandirsi e creare qualcosa sempre di più importante. A sostenere la manifestazione c’è anche lo stesso Parlamento Europeo, “attentissimo a tutte le forme di difesa della diversità”, come dichiara Clara Albani, direttrice per l’Italia dell’Ufficio dell’Informazione del Parlamento Europeo: “Bisogna ritrovare il coraggio che ora manca all’Europa di andare verso il futuro con entusiasmo nonostante le difficoltà. Ecco perché anche noi abbiamo istituito un nostro premio cinematografico, il premio Lux, che consentirà al vincitore di veder distribuito il proprio film in tutta Europa sottotitolato in più di 23 lingue”.

A concludere la presentazione non poteva che esserci il padrino e amichevole sostenitore del Festival Giuliano Montaldo, il quale ribadisce: “Abbiamo bisogno di proposte serie che riaccendano anche la tradizione delle co-produzioni tra i vari paesi, che al giorno d’oggi sono sempre di meno. Questo dipendere continuo solo da televisioni e ministeri è davvero qualcosa di molto umiliante”. Potete avere tutte le informazioni sul MedFilm Festival consultando il sito ufficiale della manifestazione.


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