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Sony's Andrew House (parte 2)
Prosegue l'intervista con Andrew House
D: Qual è stata la reazione alla PSP Go finora da parte della comunità degli sviluppatori?
AH: Penso che dietro alla PSP Go ci sia stato un enorme interesse degli sviluppatori per il formato PSP. Abbiamo proposto una innovazione dal punto di vista hardware. Le persone sono tornate alla nostra piattaforma con l’intenzione di verificare se le sue possibilità si sono ampliate. Sì, la PSP Go è stata parte di tutto questo. Una delle cose che vorrei chiarire è che non pensiamo a ciò come un rimpiazzo, è un’espansione e un’aggiunta all’universo PSP che già esiste, che ci permette di dare il benvenuto a più clienti, e credo che gli sviluppatori recepiranno il messaggio.
D: Quindi manterrete la PSP 3000 sul mercato, contemporaneamente. Sarà una sfida commerciale, avere sullo stesso scaffale una nuova e costosa console accanto a un modello più vecchio e meno avanzato della PSP Go?
AH: Sono diversi segmenti di mercato. Se guardiamo i punti di forza di Sony, troviamo una grande capacità di gestire più prodotti orientati su molteplici segmenti di mercato – guardate le cifre di SKU alla Sony Electronics. Non c’è niente di definitivo, è un mercato costantemente in movimento e crediamo di doverci adeguare. La decisione di far competere PSP 3000 e PSP Go è assolutamente giustificata, perché c’è ancora un mercato per una console portatile tradizionale. Questo ci permette di espanderci in diverse aree. Il bello è che possiamo rispondere ai gusti dei consumatori e bilanciare reciprocamente le piattaforme. La differenza di prezzo tra le due verrà attentamente monitorata.
D: E qual è stata la reazione degli sviluppatori? Sono felici di doversi concentrare su due diverse console marcate Sony?
AH: Per loro è tutto molto chiaro, non ci sono problemi particolari per questo. Una reazione più interessante è quella degli editori che hanno assistito a un passo importante e coraggioso, dall’alto della nostra posizione di leader, introducendo sul mercato una console senza componenti allegati. Con tutto il rispetto per gli editori, spero che sia stato questo che si aspettavano da una società leader del settore, fare cioè un passo importante nell’esplorazione e nella costruzione di un nuovo mercato del quale potranno approfittare.
D: State pensando di abbassare il prezzo della PSP 3000 al momento del lancio di PSP Go?
AH: No, siamo soddisfatti del prezzo corrente. Ci sono ancora dei margini di crescita, con il prezzo attuale.
D: E i rivenditori? Sono certo che saranno felici di vendere l’hardware, ma di certo non cederanno per le vendite di software.
AH: Sì, queste sono delle questioni che stiamo ancora discutendo, anche oltre all’E3. Ci sono altri modi in cui i rivenditori potranno partecipare a questo modello di business. Sono particolarmente propenso ad adottare buoni e carte d’acquisto. Studieremo meglio queste opzioni. È un territorio nuovo per noi, ma credo che la nostra lunga esperienza con i partner retail ci dà un credito sufficiente per proporre nuove idee a cui farli partecipare. Servirà una certa collaborazione da parte loro, anche nei riguardi della promozione. Pensiamo ad esempio a Sony Online Entertainment, che per anni ha seguito un ampio modello basato esclusivamente sulla piattaforma online, e fa grandi affari con le carte prepagate vendute nei negozi. Il margine è molto buono, anche per i rivenditori, e tutti ne sono soddisfatti.
D: Quali prodotti pensate di far uscire subito? State pensando in particolare a qualche titolo più piccolo di quelli che troviamo al momento sulla PSP?
AH: Questa è una possibilità che stiamo considerando. Per tornare alla questione dei nuovi talenti, ci stiamo concentrando sulle esperienze tradizionali di gioco. Nell’ambito principale, la miglior linea di sempre per PSP sta per uscire quest’anno. Certo, c’è la possibilità per i titoli più piccoli perché la rivendita online si presta particolarmente bene a titoli più piccoli, ma è un solo aspetto della questione. Poiché stiamo equilibrando queste due piattaforme, ci stiamo dedicando in particolare a portare le più grandi esperienze di gioco sulla PSP e giustificarla come piattaforma.
D: Ci potete dare un’idea approssimativa di quanti titoli lancerete per la PSP Go, o è un modo antiquato di pensare alla faccenda?
AH: Hai proprio ragione, non è così che la pensiamo noi. Ribadisco che è un’estensione, non una nuova piattaforma, quindi non richiediamo agli sviluppatori di trasferire risorse su un nuovo kit di sviluppo. Stiamo dando ai consumatori il messaggio che se vi piace la PSP, la conoscete già. Se vogliono avere il titolo confezionato, allora serviremo questo mercato più tradizionale. D’altra parte, stiamo pensando anche a quelli che si stanno spostando verso una concezione diversa del consumo. E questo ci permetterà di esplorare nuove aree oltre quella tradizionale.
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