Consigli per tornare vivi dalle vacanze estive

Di   |   07 Agosto 2009
Consigli per tornare vivi dalle vacanze estive

Finalmente è arrivata l’estate! Dopo un lungo e grigio inverno passato in casa a divorare centinaia di film (horror, ovviamente) è giunto il momento tanto atteso: una sana, meritata e rilassante vacanza. Una vacanza che vi aiuti a dimenticare lo stress accumulato in un anno di lavoro e che vi consenta di lasciarvi andare ad ogni più remota fantasia in qualsiasi luogo desideriate…ma siete davvero sicuri di volere partire? Siete davvero certi che valga la pena correre tutti quei rischi che, da buoni horror dipendenti, avete imparato ad associare ai luoghi di vacanza e di svago? Noi di Moviesushi, che vi vogliamo bene, abbiamo pensato di aiutarvi in questa sofferta decisione con uno speciale atto ad illustrare tutti i pericoli e i sanguinosi trabocchetti che si possono incontrare in villeggiatura. Per semplificarvi la scelta abbiamo diviso le mete turistiche in quattro gruppi: Vacanza al mare, Vacanze al lago / bosco, Parchi a tema e Gite varie. Oltre a ricordare (come monito e avvertimento!) i più famosi horror a tema vacanziero, cercheremo di “distillare” da tali film alcune regole fondamentali che, se proprio volete partire, non potete esimervi dal rispettare…sempre che vogliate rimanere vivi, si intende.

VACANZE AL MARE

Quando si parla di vacanza estiva, automaticamente il pensiero corre ad una spiaggia assolata, ad un bel mare azzurro e a un nugolo di avvenenti ragazze fasciate da succinti bikini. Cosa ci può essere di più riposante di starsene in panciolle su una sdraio colorata a sorseggiare cocktail esotici concedendosi, di tanto in tanto, un bagno rinfrescante o una partita a calcetto tra le dune? Non esiste nulla che possa rovinare un così idilliaco quadretto…giusto? Sbagliato. Nel corso degli anni passati di fronte ad uno schermo cinematografico abbiamo imparato a diffidare delle situazioni troppo tranquille e delle persone troppo allegre e spensierate: spesso e volentieri è proprio la quiete che partorisce gli orrori più sconvolgenti. Nel 1975 Steven Spielberg con Lo squalo rivoluziona per sempre il nostro concetto di vacanza al mare, e per farlo gli basta una sequenza: spiaggia affollata, decine di bagnanti stanno facendo il bagno in un vivace strepitio di urla e risate; all’improvviso la macchina da presa si immerge e, accompagnata dalla celeberrima musica di John Williams, diventa soggettiva, si trasforma cioè in un famelico squalo azzanna-bambini che scatena un orrore visceralmente incontrollabile; Stephen King (cioè uno che di paura se ne intende) ha affermato: “Dopo aver visto Lo squalo non sono più entrato in acqua con lo stesso spirito”. Se poi siete appassionati di pesca subacquea date un’occhiata a Open Water, film nel quale una giovane coppia sposata si reca nell’oceano per fare un’immersione di gruppo ma, una volta ritornati in superficie, si accorge di essere stata abbandonata al largo dalla barca che li aveva accompagnati. Soli, in mezzo all’oceano, circondati dagli squali e intirizziti dal freddo, i due moriranno lasciandoci stampato nella mente un prezioso consiglio: se proprio volete vedere i pesci meglio andare all’Acquario di Genova! Di attacchi acquatici è piena la storia del cinema: da L’orca assassina aTintoreradecine di registi ci hanno messo in guardia dalla fauna marina. E allora basta restare sulla spiaggia, giusto? Sbagliato di nuovo. Nel 1981 James Cameron (o meglio: Ovidio G. Assonitis) dissolve le nostre certezze con Pirana paura, scalcinato sequel del film di Joe Dante dove i famelici pascetti non si limitano a starsene in acqua, ma si mettono addirittura a volare! Ok, a questo punto, il povero vacanziero stressato non può far altro che decidere di godersi la spiaggia rinunciando anche solo a guardare l’acqua del mare…ma viene fregato lo stesso. In che modo ce lo spiega Jeffrey Bloom nel suo Blood Beach dove decine di ignari turisti scompaiono uno dopo l’atro, inghiottiti dalle dune sabbiose di una spiaggia molto poco raccomandabile. Se poi state considerando una vacanza su un isola vi prego di pensare a chi potreste trovare ad accogliervi: Zombie 2, House of the Dead (perdonatemi il sacrilego accostamento) e Island of Death ci insegnano che anche agli zombi piace la tintarella, mentre dal capolavoro di Narciso Ibáñez Serrador Come si può uccidere un bambino? apprendiamo cosa si possono inventare i bambini isolani pur di divertirsi…Quindi l’unica cosa da fare per andare al mare senza affrontare né spiagge, né acqua né isole sembra essere una bella crociera: per rispetto delle vittime ci limitiamo a cassare la proposta citando due titoli a caso: Titanic e L’avventura del Poseidon.

VACANZE AL LAGO / BOSCO

 

Se siete amanti della natura il campeggio sarà per voi un’attrattiva quasi irresistibile. Spesso e volentieri i campeggi più belli e rinomati si trovano in lussureggianti zone boschive o vicino a riposanti laghi cristallini da attraversare in canoa e in cui pescare in completa beatitudine. Se poi siete giovani e innamorati, il campeggio lacustre diventerà la meta preferita per passare giorni indimenticabili in romantica compagnia. C’è solo un piccolo particolare: i boschi non sono mai disabitati e ai suddetti abitanti, voi, non andate quasi mai a genio. Nel 1980 Venerdì 13 di Sean Cunningham trasforma il pacifico campeggio di Crystal Lake in un monito assoluto per tutti i ragazzini che pensavano di passare una settimana tra i boschi dandosi alla pazza gioia. La mannaia vendicatrice della signora Voorhees prima, e del figlioletto Jason poi, si abbatte con inaudita ferocia contro chiunque si azzardi a trasgredire alle regole puritane del “perfetto adolescente americano”; nel corso della saga di Venerdì 13 (undici film contando anche Freddy Vs Jason e il remake del primo) il folle con la maschera da hockey (ovvero il braccio armato del conservatorismo americano più pericoloso dopo Charlton Heston) ci ha insegnato che, anche in vacanza, non bisogna lasciarci andare: sesso, droga e rock’n roll ci portano inevitabilmente alla tomba. Come esempio maximo ci piace ricordare la sequenza di Venerdì 13- L’assassino ti siede accanto (peraltro copiata spudoratamente da Reazione a catena di Mario Bava) dove due ragazzi che fanno l’amore vengono impalati uno sopra l’altra con una spranga dal simpatico Jason: per ulteriori approfondimenti in materia rimandiamo a Venerdì 13 parte III: Week-end di terrore, vero e proprio vademecum dello slasher, ovvero “cosa fare in campeggio se volete morire di sicuro”. Se, nonostante Jason, vi è rimasta voglia di andare in campeggio non possiamo non ricordarvi cosa accade nella trilogia di Sleepaway Camp (nella quale solo il primo film diretto da Robert Hiltzik merita di essere visto) dove un assassino / a (non possiamo svelare niente!) punisce i campeggiatori “cattivelli” con pugnalate nella spina dorsale e secchiate di acido in faccia. Non siete ancora convinti? Ok, allora andate a campeggiare nei boschi dove vive Madman Marz, il nerboruto contadino psicopatico sfuggito alla forca (altra lezione: se decidete di impiccare qualcuno, accertatevi che sia davvero morto prima di andarvene) e protagonista di Madman, slasher fiabesco diretto nel 1981 da Joe Giannone o nel Camping del terrore di Ruggero Deodato, dove verrete massacrati da uno sciamano assassino mezzo uomo e mezzo bestia. Se ancora siete convinti che il campeggio sia la vostra vacanza ideale prometteteci almeno di non fare scherzi atroci al guardiano di turno come accade nel ferocissimo The Burning: altrimenti ve lo ritroverete addosso armato con un paio di grosse forbici da giardinaggio e deciso seriamente a vendicarsi. Una volta decisi ad evitare il campeggio non crediate, però, di essere completamente al sicuro: l’acqua dolce riserva terribili sorprese. Chiedetelo ai quattro ragazzi protagonisti di “La zattera”, il secondo episodio di Creepshow 2, nel quale i giovani devono vedersela con una temibilissima e malsana alga assassina uscita all’improvviso dalle profondità di un lago di montagna; oppure interrogate i ragazzini che, in Piranadi Joe Dante, hanno fatto una corroborante gara di nuoto in mezzo ad una brulicante orda (“frrrrrrrrrrhhhhhh”) di pesci carnivori: sicuramente sapranno dissuadervi meglio di quanto possiamo fare noi. Detto questo cosa rimane al povero amante della natura per passare una settimana in tranquillità? Di certo non ci sentiamo di consigliare una bella gita in canoa lungo le rapide di un fiume americano: Burt Reynolds e i suoi compagni di sventura in Un tranquillo week-end di paura hanno imparato a loro spese quanto possano essere inospitali certi rednecks. E allora non resta che una sola cosa da fare: affittare una bella casa in un’ amena località lacustre e portarci tranquillamente tutta la famiglia!…Come non detto, scusate, dimenticavamo Funny Games eDeath Week-end.

GITE VARIE

 

Non tutti decidono di passare le vacanze in un posto fisso. Molti di noi preferiscono viaggiare; noleggiare un pulmino o una monovolume e mettersi on the road con la speranza di visitare tanti luoghi sconosciuti e conoscere gente simpatica: errore gravissimo. Nel 1974 un gruppo di ragazzi a bordo di uno scalcinato pulmino Volkswagen decide di attraversare il Texas per passare qualche giorno spensierato in una vecchia casa; rimasti senza benzina vengono “soccorsi” da una famiglia di ex macellai intenzionata a continuare, con loro, la tradizione di famiglia. Ma Non aprite quella porta non è l’unico film ad insegnarci che, prima di mettersi in viaggio, bisogna programmare ogni minimo dettaglio: nel 1977 Wes Craven ci racconta in Le colline hanno gli occhi l’avventura della famiglia Carter, la quale, rimasta in panne nel bel mezzo del deserto, è costretta a fronteggiare la sua nemesi più diabolica e selvaggia, ovvero una famiglia di cannibali che abita in una grotta sulle montagne. Ma d’altronde se siete talmente sprovveduti da viaggiare in camper attraverso una zona amena, ex sito di esperimenti atomici (ed è su questo aspetto che punta giustamente l’interessante remake diretto da Alexander Aja) vi meritate, come minimo, di essere mangiati vivi. Un altro luogo da evitare accuratamente quando si viaggi in camper è, ancora una volta, il bosco: nell’ottimo Wrong Turn il regista Rob Schmidt ci mostra chiaramente in quali loschi figuri ci si può imbattere. Se poi, durante il vostro peregrinare, doveste incappare in una gioiosa cittadina Old American Style che si appresta a festeggiare il centenario (2000 Maniacs), non lasciatevi lusingare dalla squisita ospitalità del Sud: da ospiti potreste diventare l’attrazione principale della “fiera”. E parlando della cara e vecchia America del Sud, vi consigliamo anche di diffidare delle pur affascinanti case coloniche: potreste incontrare psicotiche vecchiette (Piano, piano, dolce Carlotta; Che fine ha fatto Baby Jane?) pronte a farvi la pelle. Decidendo, invece, di viaggiare nella Vecchia Europa almeno quattro sono le mete da evitare accuratamente: gli ostelli dell’est (Hostel), la brughiera inglese (Un lupo mannaro americano a Londra), i castelli italiani (Castle Freak) e le isole britanniche (The Wicker Man, The Dark); tutto il resto è comunque a vostro rischio e pericolo. L’ultimo consiglio riguarda l’hobby della speleologia: vi sembra il caso di infilarvi dentro delle grotte buie, fredde, inospitali e…ferocemente abitate?! Se avete risposto di sì guardatevi The Descente The Cave e cambierete subito idea.

PARCHI A TEMA


Un’altra meta scelta dai vacanzieri per passare qualche ora spensierata è il Luna Park, o Parco a tema che dir si voglia. Volendo andare ad analizzare quella diabolica legge non scritta secondo la quale, nel cinema horror, i fatti più sconvolgenti accadono all’interno di contesti (superficialmente) pregni di felicità, cosa ci può essere di più inquietante di un luogo creato con l’unico scopo di “fabbricare divertimento”? Pensate al film Rollercoster e all’ansia che vi ha messo durante la prima visione: non solo vi trovate a sfrecciare capovolti su dei binari sospesi a decine di metri da terra, ma dovete fare pure i conti con una bomba vicina alla deflagrazione! Roba da boicottare Gardaland per tutta la vita! Se il pensiero della bomba non vi dovesse distogliere dalla malsana voglia di Parco, è nostro dovere ricordare cosa accade ai protagonisti diFinal Destination 3: la giostra si rompe e i ragazzi vengono sbalzati dalle vetture morendo nei modi più brutali. Ma non sono solo le Montagne Russe ad essere pericolose; nel 1981 il buon Tobe Hooper ci mostra cosa succede agli amanti del mitico “Trenino Fantasma”, i protagonisti de Il tunnel dell’orrore vengono infatti massacrati da un freak che si nasconde tra i mostri di plastica. Per onore di cronaca occorre ricordare anche l’atroce The Park dove un manipolo di cialtroni senza arte né parte viene massacrato da un fantasma vendicativo che si è impossessato del Luna Park. Anche per quanto riguarda i Parchi a Tema in senso stretto c’è poco da stare tranquilli: Il mondo dei robot ci racconta cosa succede quando dei cow-boys robot programmati per essere uccisi dagli umani decidono di cambiare le regole e di mettersi a sparare per davvero; mentre di Jurassik Park non è nemmeno il caso di parlare. Come ultimo avvertimento di questo nostro excursus nel mondo dei Carnival ci piacerebbe mettervi in guardia anche dai circhi: se mai doveste imbattervi in un tendone colorato con dei diabolici individui “clownmorfi” che vi sparano addosso dello zucchero filato rosa, datevela a gambe, non siete in un circo, ma nell’astronave dei geniali Killer Klowns from Outer Space. Vacanziere avvisato…