Corpi speciali della polizia stanno dando la caccia a un serial killer che si fa chiamare Ragno. La sua tecnica non è semplicissima, ma è di sicuro effetto scenico: legare e appendere le sue vittime al soffitto attraverso una intricatissima rete di fili, per poi lasciarle morire così, poco a poco. Il dottor Fredrick Leemen, uno psichiatra, dopo l’ultimo insuccesso e aver visto morire davanti ai propri occhi una intera squadra di agenti, decide di abbandonare il caso. Ma il Ragno lo perseguita...
Primo lungometraggio del regista Luigi Cecinelli cui non manca la tecnica, ma forse servono idee migliori da portare sullo schermo. Visions è una insieme confuso e molto, ma molto raffazzonato di idee sparse e prese in prestito da altri film di successo. Il tutto amalgamato da una recitazione qualitativamente scarsa e una sceneggiatura davvero troppo inverosimile. Pur accettando il compromesso del finale a sorpresa che tenta “al novantesimo” di salvare capre a cavoli, il risultato finale è quello di un film cui certi passaggi narrativi sono completamente sfuggiti di mano e fondamentalmente rimasti privi di senso logico.
Un ragazzo viene rinchiuso in un manicomio pur non essendo pazzo. Fa amicizia con un tipo che finge di prendere pillole e che per dileguarsi nella notte si porta a letto l’infermiera. L’indagine, nel frattempo, viene portata avanti da una donna poliziotto che interroga due sopravvissute al massacro del Ragno e che poi si lega al ragazzo di cui sopra. Questo ha delle visioni di tipo trascendentale, qualunque cosa significhi, mentre il dottore finge improbabili test per provare le potenzialità psicologiche del suo paziente. Non c’è horror, dove l’unico omicidio avviene all’inizio, e di quello tre su quattro vittime si salvano; non c’è paura né tensione, relegate alle solite inflazionate visioni notturne del protagonista forse matto forse no; e non c’è credibilità nello sviluppo dell’indagine, dove le riunioni dei personaggi per sintetizzare gli avvenimenti fanno sorridere in più occasioni. Che cos’è? Non giriamoci intorno: il solito tentativo italiano di intraprendere la strada del genere senza tecnica, senza idee e quindi senza successo.
Visions non funziona. Punto. E se si ha fame di horror è molto meglio sperare di avere un incubo notturno che vedere questo film.
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Quando non si hanno idee si hanno delle visioni... che noia!
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