Periodicamente compaiono dei film che senza grandi clamori si insinuano tra i mastodontici blockbusters per poi rivelarsi delle vere e proprie scoperte e diventare parte integrante della vita di chi li ha visti. O forse non è proprio così, sono i film stessi che prendono parte delle nostre vite ed hanno la capacità di visualizzarle in modo diverso per ognuno di noi tanto che sembrano “nostri” ad ogni diverso sguardo.
Quasi Famosi è stato uno di questi film.
I Love Radio Rock lo sarà per molti, è una certezza!
Sarà per la musica, sarà per quell’ambiente che ci riporta ad uno stato mentale di grande libertà, sarà per quello che ci ricorda Il Conte “La cosa più triste è che stiamo vivendo il momento più bello della nostra vita e non lo sappiamo”, sarà quel che sarà, ma l’ensemble del film commuove e urla al mondo che il rock’n’roll è sempre più vivo perché le sue radici sono forti.
Le figure che animano il teatro che è la nave “Radio Rock” sono, si un po’ stereotipate, ma sono lo specchio della nostra anima, gli avatar di quello che vorremmo essere o siamo agli occhi del mondo. Imbranati, teneri, roboanti, mistici, esagerati, logorroici o semplicemente ordinari, ma sempre amanti della musica ed in lotta contro le restrizioni di un mondo che non vuole cambiare.
La radio inglese della fine degli anni sessanta non trasmetteva più di un paio d’ore di musica pop/rock alla settimana. Il mondo andava in tutt’altra direzione e così nacquero le radio pirata come quella del film che al di fuori delle acque territoriali trasmettevano 24 ore su 24 i successi planetari che avrebbero costituito l’ossatura della musica per i trent'anni a venire.
Il mondo non sarebbe più stato lo stesso, perché una rivoluzione, simile a quella che internet è stata e sarà per il post-duemila, era iniziata.
Un film d’insieme dove attori di incredibile talento si passano la palla uno con l’altro per creare quella coralità che è poi l’anima di film come questi, anche se gli occhi di tutti stanno sempre, appunto sulla palla, ovvero la musica. Rolling Stones, Beach Boys, Kinks, David Bowie, Jimi Hendrix, The Who e tutti quelli che potete immaginare compreso un Ennio Morricone che vi lascerà di sasso in una delle sequenze più memorabili che abbiate mai visto.
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Probabilmente gli spettatori usciranno dal film cantando “I can’t get no Satisfaction”, perché anche i palati più esigenti troveranno di loro gusto la pietanza.
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