Recensioni

Lasciami entrare

Quando un'amicizia può cambiarti la vita...

[del 08/01/2009] [di Paolo Zelati]

Cinema e letteratura fantastica, nel corso della loro storia, hanno regalato un vario ed affascinate campionario di creature legate, spesso, al periodo storico in cui sono state concepite. Se da questo campionario dovremmo isolare i mostri più amati e duraturi, la figura del vampiro (al pari del licantropo e, in tempi più recenti, dello zombi) sarebbe sicuramente in cima alla classifica. Icona romantica, metaforica e seducente, il vampiro è stato utilizzato nei modi più svariati (cinema, pittura, musica e pubblicità) tanto da rendere sempre più difficile, per un autore, ritrovare freschezza ed originalità in materia di “non morti”. Tomas Alfredson, invece, riesce dove molti (soprattutto negli ultimi anni) hanno fallito, trasformando Lasciami entrare in un’esperienza cinematografica difficile da dimenticare.

Nel 2004 il romanzo Let the right One in, uscito dalla penna dello svedese John Ajvide Linqvist, è stato distribuito in Svezia e, in breve tempo, ha ottenuto un successo senza precedenti. Successivamente il libro è stato tradotto e distribuito in diversi paesi del mondo (anche in Italia si trova pubblicato da Marsilio con il titolo Lasciami entrare) e, immediatamente è cominciata la gara delle diverse case di distribuzione (americane, tedesche, danesi e svedesi) per acquisirne i diritti e realizzarne una versione cinematografica. Alla fine l’hanno spuntata gli svedesi, grazie ad un team capeggiato dal regista Tomas Alfredson e dallo stesso Linqvist, autore unico anche della sceneggiatura.

La storia si svolge nella Svezia dei primi anni Ottanta. Oskar (Kare Hedebrant) è un bambino di undici anni che legge molto ma non ha nessun amico; a scuola il suo soprannome è “piggy” (maialino) e i bulli non perdono occasione per tormentarlo. Il bambino pensa spesso ad una violenta vendetta nei confronti dei suoi compagni di classe, ma il suo temperamento mite non gli consente di passare dalla teoria alla pratica. Perlomeno fino al giorno in cui incontra la vicina di casa, nonché coetanea, Eli (Lina Leandersson): i due diventano amici e la ragazzina riesce ad infondere in Oskar un po’ di fiducia in se stesso. Poi, all’improvviso, il quartiere è scosso da brutali omicidi e Oskar è costretto a guardare Eli con occhi diversi...

Con uno stile asciutto ed efficace come la tenue fotografia di Hoyte Van Hoytema (splendidamente anni Ottanta), Alfredson mette in scena una storia di vampiri inusuale ed intimista e che esalta al massimo l’aspetto “romantico” di una delle icone fantastiche più amate. Bravissimi i due attori protagonisti; soprattutto Lina Leandersson nei panni di una Eli sofferente e dimessa, ma anche dolce ed espressiva quando serve (e serve spesso). Nonostante il film (e la storia in generale) giochi le sue carte migliori dal punto di vista psicologico – il rapporto particolare tra Eli ed Oskar – il regista non ha paura di “sporcarsi le mani” con l’aspetto più nero del genere: il film sanguina…e anche parecchio. Ma una storia così solida come quella di Linqvist non ha bisogno di gore o di troppi effetti speciali per commuovere, coinvolgere o instillare inquietudine nello spettatore. Alfredson, per fortuna, lo ha capito e, così, Lasciami entrare è diventato un gioiellino destinato, sicuramente, a diventare un classico.

Una storia di vampiri romantica e inquietante, raccontata con la giusta ispirazione. Bellissimo.

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Lasciami entrare film: Lasciami entrare genere: Horror, Thriller, Dramadata di uscita:09/01/2009paese:Sveziaproduzione:EFTIregia:Tomas Alfredsonsceneggiatura:John Ajvide Lindqvistcast:Kåre Hedebrant, Lina Leandersson, Per Ragnar, Henrik Dahl, Karin Bergquistfotografia:Hoyte Van Hoytemamontaggio:Tomas Alfredson, Daniel Jonsätercolonna sonora:Johan Söderqvistdistribuzione:Bolero Filmdurata:114 min brain factor:

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