Recensioni

L'ultimo dei templari

Ma Templari non finiscono mai?

[del 17/06/2011] [di Giuliana Molteni]

Siamo nel poco allegro 1300. Mentre in Europa imperversano fame, miseria, epidemie, la Chiesa mantiene il suo potere sulle masse luride e miserabili fomentando superstizioni, torturando e bruciando streghe ed eretici. In Medio Oriente intanto, i Crociati importano con modalità discutibili il messaggio cristiano, ammazzando più “infedeli” possibile, in cambio dell’estinzione dei propri debiti e delle promesse di lauti bottini. Due di questi soldati sono il nobile decaduto Behemen (Cage) e il suo fido scudiero Felson (Perlman), più mercenari dediti ai piaceri della carne che uomini religiosi. Un giorno però, nauseati dal troppo sangue versato, dopo la presa di Smirne, disertano. Vengono presto catturati e, in cambio della vita, accettano di partecipare al trasporto di una donna, giudicata strega e responsabile di un’epidemia di peste che sta flagellando il paese. In compagnia di un prete che sembra fanatico (Stephen Campbell Moore, la serie Ashes to Ashes), un nobile cavaliere in lutto (Ulrich Thomsen, l’ottimo attore danese), una guida poco convinta (Stephen Graham, visto in Boardwalk Empire e Nemico Pubblico) e di un ragazzo aspirante cavaliere (Robert Sheehan dal cast di Misfits), dovranno raggiungere un inaccessibile convento dove solo i monaci riusciranno a comprendere la vera essenza della donna. Partono così per un viaggio tortuoso che metterà alla prova la loro fede, che sia in Dio o in loro stessi, per arrivare a un devastante scontro finale. Solo i Puri si salveranno. Il Male esiste, anche se i metodi della Chiesa non si discostano poi tanto da quelli dei Demoni che dice di combattere.

Nella sua sconsiderata bulimia lavorativa, o forse spinto da problemi finanziari non ufficiali (lo speriamo per lui), Cage affida ai suoi fan un altro inutile trash, ma nemmeno citazionista e a modo suo divertente come Drive Angry. L’ultimo dei templari (Season of The Witch), in italiano stesso titolo di un film del 1998 con Dolf Lundgren, tradisce anche le pochissime speranze riposte. Comparsata perfino di Christopher Lee, purulento e in letto di morte. Quasi si sobbalza vedendo nei titoli di coda il nome di Dominic Sena (mentre si guardava il film, nemmeno si pensava a chi fosse il regista, se ci fosse un regista), del quale ricordiamo cose mai eccelse ma sempre migliori di questa, Kalifornia, Fuori in 60 secondi, Swordfish.

Il suo film affastella e rimastica temi abusati, religione e superstizioni, Bene e Male, esorcismi, horror, conventi alla Eco e creature da videogame (la scarsità del budget deve essersi riflessa sulla realizzazione degli effetti speciali che soprattutto nel finale affossano una storia già risibile). E i temi “nobili”, già da cercare col lanternino, finiscono inghiottiti nel ridicolo. Pare che la realizzazione del film, girato tra Austria, Ungheria e Croazia , sia stata tormentata, con l’aggiunta addirittura di nuove scene girate da hoc, per evitare un’uscita direct to video. Chissà perché cambiare idea.

Ma perché

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L'ultimo dei templari film: L'ultimo dei templari genere: Fantasydata di uscita:15/06/2011paese:USAproduzione:Atlas Entertainmentregia:Dominic Senasceneggiatura:Bragi F. Schutcast:Nicolas Cage, Ron Perlman, Stephen Campbell Moore, Robert Sheehan, Claire Foy, Ulrich Thomsen, Stephen Grahamfotografia:Amir M. Mokrimontaggio:Dan Zimmermancolonna sonora:Atli Örvarssondistribuzione:Medusadurata:95 min

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