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Il cinema italiano è un horror sconclusionato
Nel didascalico istituto di Cinema “Friedrich Wilhelm Murnau”, il timido Bruno comincia ad avere visioni di ragazzi morti. Lavorando nell’archivio della scuola, poi, il giovane scopre un filmato dove quei ragazzi vengono usati come cavie per un micidiale attrezzo denominato Thanathoscopio: utile se si vuole fotografare ciò che si vede in punto di morte. Bruno, sconvolto, comincia un’indagine personale per scoprire quali efferati crimini sono avvenuti nel macabro istituto...
Imago Mortis, come tanti film italiani, soffre del problema che nei corsi di scrittura creativa risponde al nome di “sceneggiatura”. Per quale ragione un ragazzo dovrebbe mettersi alla ricerca di un attrezzo così ridicolo? Perché è proprio lui ad avere visioni di gente morta? Perché tutti gli ricordano, senza motivazione, che è un ragazzo problematico? Perché il professore di storia del cinema continua a scegliere il tema di ogni lezione proponendo parole a caso come destino, verità e morte? E ancora, perché tutti scattano foto?
Forse l’avrete capito: al film dell’esordiente Stefano Bessoni corrisponde una messa in scena il più delle volte pretestuosa, quasi sempre poco credibile e fondata su idee narrative che sembrano buttate lì senza alcuna coerenza. Imago Mortis non ha una brutta regia (va detto a onor del vero), ma propone nel cinema di oggi un soggetto che sarebbe risultato debole persino se fosse stato inserito nel cinema horror dei primi anni Ottanta, costruito com’è sull’idea già vista di un improbabile serial killer che uccide senza un plausibile movente. A una sceneggiatura che sembra girare a vuoto, soprattutto nella parte centrale dove l’unico pretesto per creare suspance è quello di riproporre pedissequamente le visioni macabre di Bruno, si aggiunge una recitazione parodistica dove l’eroe (interpretato da Alberto Amarilla) gira per il set con la bocca spalancata mentre il resto del cast interpreta i vari ruoli come se, a prescindere, avessero tutti qualcosa da nascondere. Non va.
Si apprezza il romanticismo intrinseco nell’idea di una setta di assassini in un istituto di cinema, sebbene si abbiano precedenti illustri come Suspiria e Tesis, ma comunque il film non riesce a salvarsi dalla mediocrità in quanto, come film horror, e questo infine è il suo difetto più grande, non riesce nel primo intento di spaventare e creare ansia nello spettatore.
L’Italia di nuovo alle prese con il Cinema di genere, insomma, e siamo (dispiace dirlo ma è così) alle solite. Mentre l’America di Obama si diverte con Yes Man, il nostro bel paese (producendolo insieme alla Spagna) risponde con Imago Mortis. E se si pensa che il “Divo” d’Italia ha compiuto recentemente novanta anni, in effetti, tutto torna.
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In sala si ride, ma è un film horror...
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film: Imago Mortis genere: Horror, Thriller, Mysterydata di uscita:16/01/2009paese:Spagna, Italiaproduzione:Industrial Illusions Distributionregia:Stefano Bessonisceneggiatura:Stefano Bessoni, Luis Berdejocast:Geraldine Chaplin, Oona Chaplin, Leticia Dolera, Álex Angulo, Jun Ichikawa, Alberto Amarillafotografia:Arnaldo Catinarimontaggio:Raimondo Aiellocolonna sonora:Zacarías M. de la Rivadistribuzione:Medusabrain factor:
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