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Se i giochi dei bambini non fanno più paura
Ricordate il piccolo Damien? Il ragazzino dal viso angelico che nascondeva sotto la patina di innocenza nientemeno che il figlio del Diavolo, è tornato. Solo che, rispetto alle due versioni di Il Presagio, il protagonista de Il respiro del diavolo non è l’Anticristo, ma un “semplice” angelo del male, spedito sulla terra per reclutare anime da destinare alla dannazione eterna.
Adottato da una famiglia ricca, David viene rapito nel giorno del suo compleanno da una banda di quattro disperati (Josh Holloway, Joel Edgerton, Sarah Wayne Callies e il sempre carismatico Michael Rooker) decisi a ricavare dal sequestro una grossa somma di denaro. Una volta giunti nel loro rifugio, i sequestratori cominciano a capire di non aver a che fare con un bambino come tutti gli altri: freddo, distaccato e anche sprezzante, David non mostra nessuna paura ma, anzi, usa le sue doti malvagie per mettere i banditi uno contro l’altro.
Quasi un rip-off di The Omen, questo thriller horror diretto da Stewart Hendler si gioca le sue carte migliori nella costruzione di un’atmosfera (la fotografia è del carpenteriano Dean Cundey) cupa e minacciante, mentre dal punto di vista della sceneggiatura non eccelle in quanto ad originalità. Il piccolo Blake Woodruff è bravo a dispensare sguardi malvagi, ma la sua caratterizzazione è troppo smaccatamente derivativa: persino i vestito “da piccolo Lord” rimandano al demoniaco Harvey Stephens dal film diretto da Richard Donner nel 1976.
Nell’horror degli anni Settanta la figura del “bambino diavolo” era da collegare al post 68 e allo sconquasso sociale provocato dalla (ma non solo) rivoluzione sessuale. Il conflitto generazionale tra i “nuovi giovani” e i loro genitori figli degli anni Cinquanta (i cosiddetti “baby boomers”) aveva raggiunto un livello praticamente insanabile. Dopo il successo planetario di L’esorcista, molti altri horror americani (ma non esclusivamente) esplicitarono questo disagio sociale, questa rivoluzione all’interno del nucleo famigliare sotto forma di storia soprannaturale. All’improvviso l’orrore esplodeva nel luogo più sicuro ed insospettabile: le mura domestiche. E il proprio figlio diventava un perfetto (e pericoloso) sconosciuto. Il respiro del diavolo (proprio come il recente Joshua) si rifà al filone demoniaco degli anni Settanta ma senza quella spinta “anarchica” che ne rappresentava la più interessante caratteristica. Il regista sembra, infatti, voler utilizzare il genere senza sporcarsi le mani con esso; il risultato è un film ibrido, poco convincente ed attraversato da una fiacca aurea di deja vu.
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poco originale, poco ispirato...poco di tutto
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film: Il respiro del diavolo genere: Horror, Thriller, Crimedata di uscita:23/01/2009paese:USAproduzione:Deacon Entertainmentregia:Stewart Hendlersceneggiatura:Christopher Borrellicast:Jennifer Shirley, Blake Woodruff, Michael Rooker, Josh Holloway, Sarah Wayne Calliesfotografia:Dean Cundeymontaggio:Armen Minasiancolonna sonora:Jeff Ronadistribuzione:Eagle Picturesdurata:95 min brain factor:
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