Visto che i vizi dell’italiano medio (forse dell’essere umano medio) non sono cambiati nel corso dei decenni, se negli anni ’60 avevamo
i Mostri di
Risi, oggi ci ritroviamo con i Mostriciattoli dei
Soliti Idioti, Francesco Mandelli e
Fabrizio Biggio. Passano infatti su grande schermo i protagonisti della celebre sketch comedy di MTV, tre stagioni di successo e un tour teatrale, nella speranza di ampliare l’audience, portando al cinema i loro fan televisivi e una fetta di pubblico nuovo. L’esile trama è un pretesto per portare a spasso per il paese Ruggero, un padre degenere e il povero Gianluca, suo fin troppo virtuoso figlio, che l’uomo bassamente cercherà di sverginare in ogni senso possibile, mentre intorno a loro si muovono altri “casi umani”, tutti tratti dal loro repertorio.
Il problema dei comici/cabarettisti televisivi è sempre lo stesso, non tutti riescono a trasportare la loro verve nel mezzo cinematografico, alcuni soffrono di sceneggiature costruite per permettere la pura riproposizione delle loro gag, dei loro tic, altri proprio necessitano del ritmo a breve respiro dello sketch vero e proprio. I due simpatici soliti idioti raggruppano nel loro film (la sceneggiatura è di Mandelli e Biggio, con la collaborazione di
Martino Ferro) otto dei personaggi che li hanno resi famosi, sempre interpretati da loro stessi, protagonisti di brevi scenette, tutte intrecciate per portare la narrazione a una durata cinematografica. Il ritmo tutto sommato è vivace, di qualche gag si sorride, la collezione di abominevoli esseri disumani è grottesca e talvolta divertente nell’esibizione politicamente scorrettissima di varie tipologie, portatrici insane degli stereotipi più classici. Qualche scenetta è più spassosa e qualche personaggio più azzeccato (a noi piace molto il fattorino vessata dall’onnipresente, perfida impiegata postale, ad esempio). C’è anche spazio per qualche citazione, oltre che nel titolo che gioca sull’assonanza con il film di
Monicelli I soliti ignoti. Troviamo il boss abbronzato stile
Gomorra, il mitico spogliarello di
Sophia Loren con
Mastroianni (riproposto dalla bellissima Madalina Ghenea), mentre in sottofondo occhieggiano sempre
Pierino-Vitali ed epigoni vari, anche se il prodotto tv era ispirato alla dissacrante serie inglese
Little Britain. Non sappiamo se il salto di qualità desiderato si compirà, adesso o forse ad un prossimo film, dalla sceneggiatura magari più costruita, che riesca a evidenziare maggiormente la vis comica dei due, che su piccolo schermo è davvero migliore, introducendo anche altri personaggi spassosi qui non inseriti. Per adesso il risultato non è entusiasmante, rispetto al prodotto televisivo si ride meno e la “scorrettezza” è smorzata (migliore era stato ad esempio la trasposizione cinematografica di Boris, ma in quel caso ogni episodio tv aveva già una sua dimensione più ampia). Anche se parliamo di satira, il fine ci sembra lontano, perché I soliti idioti naviga verso lidi più antiquati, del genere Boldi piuttosto, cosa che supponiamo non fosse nelle intenzioni dei due simpatici ideatori-interpreti, dallo spirito ben più goliardico.
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Non abbastanza demenziale
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