Recensioni

Hop

Pasqua con i tuoi

[del 01/04/2011] [di Giuliana Molteni]

Finalmente sappiamo quale mistero si nasconde dietro (anzi sotto) i testoni di pietra dell’Isola di Pasqua: un ascensore che porta nella Fabbrica di uova pasquali, simile a quella di Babbo Natale con i suoi verdi Elfi, gestita però da coniglietti, con i pulcini come manodopera di bassa manovalanza. Il coniglietto C. P. erede predestinato dell’attività, e il trentenne Fred (umano) di Los Angeles, lontani migliaia di chilometri sono accumunati da un uguale destino: entrambi sono pressati da un severo genitore affinché la smettano di perdere tempo nella vita e si impegnino seriamente per il loro futuro da adulti. Il tenero C. P. vuole solo continuare a suonare la batteria, mentre il padre, che dirige la Fabbrica di Pasqua, vuole passare il timone e concedersi un meritato riposo, dopo tanti voli a consegnare doni con la sua slitta a forma di uovo, trainata da una miriade di pulcini. Il padre di Fred invece, e anche il resto della famigliola, vuole che il figlio bamboccione si dia una mossa, trovi un lavoro decente e se ne vada finalmente da casa. Le strade di ragazzone e coniglietto si incrociano là dove i sogni diventano realtà, a Hollywood (dove anche un coniglietto parlante non fa poi tanta impressione). Braccato dall’agguerrita squadra dei Berretti Rosa, tre implacabili conigliette ninja che devono riportarlo a casa, C. P. inizia una difficile convivenza con Fred, dopo avere faticato un po’ a convincerlo, ma neanche tantissimo perché da piccino il ragazzo era riuscito a spiare una loro “consegna”. Mentre in terreno americano i due fanno amicizia, ignorano che nell’Isola il pulcino Carlos, da sempre numero 2 della Fabbrica, trama per conquistare il potere detronizzando gli odiati conigli (dato che tutta la manovalanza della Fabbrica parla con accento spagnolo, si suppone una velata satira nei confronti della situazione americana). Dopo diversi buffi avvenimenti, un surreale percorso di formazione porterà entrambi a dimenticare il proprio egoismo, impegnandosi seriamente per un ideale.

Hop è un prodotto ben fatto, anche se di appeal non travolgente, nel suo mix di live action e animazione, forse non divertentissimo per i più piccini, con la simpatica idea di base di parificare quanto a importanza la Pasqua al Natale. Dietro l’accurata messa in scena (memorabile la fabbrica di leccornie pasquali, che ricorda quella di Willy Wonka), c’è uno dei migliori team di animazione, la Illumination Entertainment, capitanato dal mitico Chris Meledandri, in forza alla Universal dopo anni di trionfi in Fox come responsabile dei progetti di Ice Age, Ortone, I Simpson e Alvin Superstar, film quest’ultimo di cui è stato regista proprio Tim Hill.

Meledandri è già stato responsabile per la Universal di un recente film di buon successo, Cattivissimo me. Aspettiamo con interesse i progetti futuri della società, che comprendono una nuova versione stop-motion de La Famiglia Adams con la regia di Tim Burton, e Flanimals, una commedia in CG basata sulla serie di libri di Ricky Gervais (The Office). Bella la colonna sonora, che inserisce nella narrazione arrangiamenti di pezzi pop, sempre ben abbinati. James Marsden (il principe un po’ tonto di Come d’incanto, e Hairspray, X Men Conflitto finale) sgrana gli occhioni blu e fa balenare il suo sorriso a 34 denti, al topino presta voce in originale l’eccentrico Russell Brand (Get Him To The Greek, Racconti incantati, Non mi scaricare), che si concede un cameo in carne e ossa. Il papà umano è Gary Cole, faccia nota di caratterista (Entourage), mentre la mamma è Elizabeth Perkins, attrice che ha avuto il suo momento di fama negli anni ‘80/90, rilanciata adesso dalle serie tv. Il papà coniglio è Hugh-Dr House-Laurie. Hank Azaria (Huff) fa l’accento spagnolo per doppiare due pulcini operai. Si concede una divertita comparsata il mitico David Hasselhoff, che colloquia tranquillamente col coniglietto, perché tanto lui lo faceva anche con la sua macchina…

Non ci ha soddisfatto la versione italiana, che vede Luca Argentero a dare voce al protagonista umano, con una recitazione che manca di fluidità e naturalezza (difetti che non ha quando recita in carne ed ossa), e Francesco Facchinetti (il coniglietto), che non è migliorato dai tempi del già criticato doppiaggio di Robots, e che viene pure costretto a dire “togo, bella zio”. Da un coniglietto pasquale a Hollywood, proprio non si può sentire.

Una favoletta innocua

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Hop film: Hop genere: Animation, Comedydata di uscita:01/04/2011paese:USAproduzione:Universal Picturesregia:Tim Hillsceneggiatura:Cinco Paul, Ken Daurio, Brian Lynchcast:Francesco Facchinetti, Luca Argenterofotografia:Peter Lyons Collistermontaggio:Peter S. Elliot, Gregory Perlercolonna sonora:Christopher Lennertzdistribuzione:Universal Pictures

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