Da qualche parte nel mondo esiste una fratellanza di criminali che ha creato un business molto redditizio: allevare ragazzini per creare, con il tempo e un addestramento costante, dei killer perfetti, precisi, affidabili e completamente privi di emozioni da “noleggiare” a quanti ne chiedano il servizio.
L’Agente 47 (Timothy Olyphant) è uno di loro. Forse il migliore. E incastrarlo in una macchinazione internazione si rivela non essere un’idea brillante. Soprattutto se in gioco c’è la vita della “fanciulla in pericolo” di turno (Olga Kurylenko, che penso rivedremo presto). La macchina da guerra calva e incravattata si scatena, e ne faranno le spese le forze di polizia di varie città e, ovviamente, i suoi colleghi assassini, calvi e incravattati anche loro.
I videgiocatori più esperti, affezionati al titolo della Eidos (Hitman, appunto, di cui sono stai realizzati ben due sequel) si staranno leccando i baffi. Purtroppo per loro probabilmente rimarranno delusi: il killer duro, dal volto scavato, esperto in travestimenti e sotterfugi di cui si serve per eliminare l’obiettivo, diventa nel film di Xavier Gens (francese dallo stile molto americano) il classico eroe senza paura, letale con qualsiasi arma e in qualsiasi situazione, gentile con le donne e spietato con i malvagi.
I suddetti, sfortunati, videogiocatori, sapranno almeno apprezzare le citazioni all’omonimo titolo videoludico: le sequenze con la macchina da presa che segue l’Agente 47, come avviene costantemente nel gioco, o l’espressione dei due ragazzini che si ritrovano improvvisamente nella stanza il protagonista del videogame al quale stanno giocando.
Vin Diesel che di solito ha buon fiuto, ha subodorato le potenzialità di un personaggio accattivante come l’Agente 47 (quello del videogioco), ma stavolta forse ha scommesso i suoi soldi sul cavallo sbagliato.
In breve, un film senza infamia e senza lode: per godersi lo spettacolo non resta che ignorare la trama incongruente o le furbe trovate di regia e lasciarsi inebriare dai soliti inseguimenti rocamboleschi e dagli spettacolari combattimenti, nel più classico (e ormai un po’ banale) stile dei film d’azione d’oltreoceano.