Recensioni

Four Lions

Simba vs Scar

[del 03/06/2011] [di Giuliana Molteni]

Si può farsi beffa di un fenomeno devastante come il terrorismo, si può fare satira spietata di personaggi disturbati come i terroristi? Sembra di sì, a guardare il lavoro di Chris Morris, che incurante di Fatwe o ritorsioni varie, mette in scena una farsa di inusitata cattiveria in cui si muove un gruppetto di personaggi di rara eppur nefasta ottusità.

Siamo nella Londra dei sobborghi piccolo borghesi, Omar, pakistano residente di seconda (o anche terza) generazione, è perfettamente integrato in questo contesto, bella casa piena di ogni comfort, lavoro tranquillo di vigilante mentre la moglie opera al locale ospedale. Ha un figlioletto, cui racconta le favole che ogni genitore racconta ai suoi piccini, nel suo caso Il Re Leone, ma in versione islamizzata (con esiti surreali). Tutto a posto dunque, sennonché l’uomo aspira a farsi martire della Jihad e, col pieno appoggio della lieta famigliola, decide di partite per l’Afghanistan, per addestrarsi in un campo di muhajddin. Insieme a lui si sono tre amici: il fidato Waj, un poveraccio tonto che pende dalle sue labbra; Feisal, un mite ignorante che vive in nome dei precetti di Allah; e l’odioso, Barry, un inglese convertito, aggressivo e antisemita, anche lui di rara cialtroneria. A loro si unisce un altro imbecille, Hassan, ragazzotto viziata dalla famiglia, che aspira ad essere l’Eminem dell’Islam. Potrebbero vivere sereni e tranquilli in un habitat che li accoglie con tolleranza. Invece pensano solo a come diventare dei martiri e guadagnarsi le 72 vergini promesse “da contratto”. Le loro risibili manovre finiranno in modo tragicomico.

Perché nella realistica rappresentazione della loro comica incapacità c’è tutta la tragedia delle reali conseguenze che anche l’ultimo degli idioti può causare. Non dimentichiamo che se dobbiamo toglierci le scarpe per imbarcarci su un aereo, lo dobbiamo a un personaggio imparentato con i nostri protagonisti, quel Richard Reid (cittadino britannico) che nel 2001 cercò di far saltare una carica di esplosivo plastico, che teneva nascosta nelle scarpe da ginnastica, durante un volo da Parigi a Miami.

Morris mette in scena con crudele sarcasmo questo mondo di idioti (pur sempre pericolosissimi) perché idioti a diverso titolo e con diverse modalità sono Omar, famiglia e amici, idioti sono però anche gli inglesi, i vicini che non si accorgono di niente, la Polizia che arresta quelli sbagliati, il collega di lavoro che proprio non si capacita. E idioti sono gli ottusi “studenti” ortodossi, pacifisti però, che Omar stesso sbeffeggia nella figura del fratello. Totalmente scorretto, Four Lions forza le situazioni virandole al grottesco, con un umorismo nero che induce alla risata amara, mettendo quasi a disagio, mentre situazioni e dialoghi mischiano momenti di agghiacciante serietà (la scelta degli obiettivi) ad altri di fallimentare disorganizzazione, con parentesi davvero esilaranti.

L’incipit del film ricorda una situazione già mostrata nel lontano 1994 nel film True Lies, ma per quanto riguarda il ritratto dei terroristi, il ricordo va anche a Postal, demenziale opera del super-bistrattato regista Uwe Boll (anche se il paragone potrebbe sembrare blasfemo). Molte colte analisi hanno cercato di comprendere il perché del terrorismo di seconda generazione, quello dei figli dei primi immigrati, ormai tutti integrati e anche benestanti grazie agli sforzi dei padri. Ricordiamo Mio figlio è un fanatico di Hanif Kureishi, scrittore di origine pakistana che per primo ha scritto sul rifiuto della cultura occidentale da parte di soggetti che sarebbero probabilmente incapaci di vivere nel loro agognato ambiente originario.

Questi però sarebbero discorsi seri e nulla è più lontano dal modo con cui Morris racconta la sua demenziale storia. Perché questi personaggi vanno alla Guerra Santa, al martirio, alla strage, imbottiti di esplosivo ma sulle note della canzoncina degli infedeli Dancing in The Moonlight? Non c’è ombra di risposta se non nella follia di tutti. Data la fine fatta da Theo van Gogh nel 2004 e visti i disordini causati della pubblicazione delle vignette satiriche su Maometto nel 2008, facciamo a Christopher Morris molti auguri.

Se una risata bastasse

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Four Lions film: Four Lions genere: Comedydata di uscita:03/06/2011paese:UKproduzione:Film4regia:Christopher Morrissceneggiatura:Christopher Morris, Simon Blackwellcast:Kayvan Novak, Nigel Lindsay, Riz Ahmed, Adeel Akhtar, Preeya Kalidas, Mohammad Aqil, Craig Parkinson, Karl Seth, William El Gardi, Alex MacQueen, Shameem Ahmadfotografia:Lol Crawleymontaggio:Billy Sneddondistribuzione:Videa - CDEdurata:97 min

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