Fast & Furious si nasce, non si diventa!
E così, Neal Moritz e il team di produttori che nel 2001 inventarono un nuovo genere cinematografico, il «film coatto», dando visibilità a fasce della cultura pop fino a quel momento marginalizzate (come dimostra il proliferare, da allora, di neon fosforescenti sulle carrozzerie di auto anche scassatissime), tornano alle origini, cioè all'anti-eroe Dominic Toretto e a Brian O'Conner, agente dell'FBI a lui legato da un misto di rivalità ed amicizia. I due si ritrovano, ancora una volta, alleati riluttanti alla caccia del responsabile della morte di Letty (la fidanzata di Toretto che nel film ha il carattere d'acciaio ed il corpo mozzafiato di Michelle Rodriguez), finendo col confrontarsi con un trafficante di droga senza scrupoli.
Motori rombanti, donne bellissime, maschi muscolosi e sicurissimi di se stessi che si scambiano battute ad alto tasso di testosterone e si sfidano a bordo dei loro bolidi su quattro ruote.
Gli ingredienti del genere ci sono tutti e ad essi si aggiunge, in questo quarto capitolo, il ritorno delle «parti originali» che lo rendono il vero sequel del capostipite del 2001, a discapito delle due, trascurabili e dimenticate, pellicole intermedie.
Vin Diesel, già dal cognome (d'arte) è nato per questo ruolo, che gli piaccia o meno, e Paul Walker (nonostante un'espressività che rivaleggia, uscendone sconfitta, con quella di un tubo di scappamento) è perfetto nella parte dell'antagonista/complice.
Ciò che manca, però, è un regista capace di conferire adrenalinico divertimento ed una giusta dose di pathos anche all'intreccio tipicamente lineare del «film coatto». Justin Lin, già regista dell'insopportabile Tokyo drift del 2006, era uno studente di cinema nel 2001 e la differenza tra un giovane regista esaltato cui importa soltanto di muovere la macchina da presa il più velocemente possibile ed un navigato esperto del genere come Rob Cohen si sente.
Le riunioni con i vecchi amici, si sa, commuovono e, al tempo stesso, divertono sempre.
Ma anche per essere coatti, ci vuole un certo stile.
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Avrete voglia di sfidare l'auto che vi affiancherà al semaforo! E, in fondo, questo è ciò che conta...
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