Recensioni

Dogville

Un'agghiacciante parabola sulla ferocia umana

[del 07/11/2003] [di Luca Ottocento]

Dogville è un film caustico, radicalmente pessismista e che quasi fastidiosamente non offre mai allo spettatore alcun tipo di speranza o riconciliazione. La prima parte di quella che sarà una trilogia dedicata agli Stati Uniti d'America (chiamata provocatoriamente dall'autore stesso America: terra delle opportunità), è un'opera sconfortante come poche altre per il modo in cui descrive analiticamente l'innata ferocia che alberga nell'animo umano. Da questa prospettiva può venire in mente, anche se si tratta di due film diversissimi, lo sconvolgente Cane di paglia (1971) di Sam Peckinpah con il grande Dustin Hoffman.

Grace (un'ottima Nicole Kidman) giunge improvvisamente nella cittadina di Dogville, isolata ai piedi delle Montagne Rocciose e abitata da un piccolo gruppo di persone. La ragazza sta scappando da alcuni misteriosi gangster e ottiene ospitalità dopo un periodo di prova di due settimane in cui dimostra di poter essere utile alla comunità. Inizialmente le cose sembrano andare bene e Grace appare felicemente integrata. Quando però si susseguono gli avvisi della polizia che la ricerca per conto della banda di criminali, uno dopo l'altro gli abitanti di Dogville cambiano atteggiamento nei suoi confronti, vedendo ora in lei una sconveniente minaccia. Invece di denuciarla o allontanarla, cominciano a sfruttarla costringendola a strenuanti orari di lavoro, fino ad arrivare a legarla come un cane e a stuprarla con disgustosa regolarità.

Diviso in 9 capitoli e un prologo, il film si avvale di una scenografia di stampo teatrale in cui dominano gli spazi vuoti e si alimenta di una struttura narrativa ridotta quasi all'osso che viene puntualmente portata avanti da un narratore onniscente. La ricchezza del linguaggio utilizzato da quest'ultimo è inversamente proporzionale alla povertà delle immagini: ciò porta ad una inconsueta stimolazione dell'immaginazione di chi guarda che rimanda in parte all'esperienza della fruizione letteraria. Non puntare affatto sulla componente scenografica permette a Von Trier, oltre che di demitizzare nelle fondamenta la classica macchina dei sogni hollywoodiana, di concentrarsi sui personaggi e le tetre dinamiche dei rapporti che li legano, portando per mano lo spettatore in un mondo riprovevole, persino assurdo e paradossale nella la sua crudeltà. Fino all'agghiacciante finale. La durata di quasi tre ore in alcuni momenti si fa sentire, ma il cineasta danese riesce nel complesso a costruire un racconto minimalista e disperante di indubbia forza.

Lars von Trier al suo primo film americano scopre subito le carte, descrivendo una società fondata sullo spietato individualismo

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Dogville film: Dogville genere: Drama, Wardata di uscita:07/11/2003paese:Danimarca, Svezia, Norvegia, Finlandia, UK, Francia, Germania, Olandaproduzione:Zentropa Entertainmentsregia:Lars von Triersceneggiatura:Lars Von Triercast:Nicole Kidman, Harriet Andersson, Lauren Bacall, Jean-Marc Barr, Paul Bettany, Blair Brown, James Caanfotografia:Anthony Dod Mantlemontaggio:Molly Malene Stensgaarddistribuzione:Medusa Distribuzionedurata:135 min brain factor:

Lars Von Trier persona: Lars Von Trier data di nascita:30/04/1956ruolo:Regista, Scenggiatore, Attore

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