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Il seme della violenza
Il film si ispira a una storia vera. Infatti l’uomo del quale si narrano le vicende è tuttora in carcere in Inghilterra, dove ha scontato 34 anni di galera, di cui 30 in isolamento, e dove resterà per il resto dei suoi giorni. Senza aver mai ammazzato nessuno. Un caso esemplare di ingiustizia, un esempio doloroso di abuso del sistema? L’uomo è un eroe individualista, un martire della società, vittima per la quale lottare a colpi di diritti civili? No, niente di tutto questo.
Michael Peterson, nato nel 1952, è una persona dichiarata sana di mente, incapace di rapportarsi col suo prossimo se non con estrema, indomita, irrazionale, illogica violenza. Un bruto, un primitivo, un uomo di Neanderthal sul quale l’evoluzione non ha fatto presa. Michael racconta la sua storia da un immaginario palco teatrale ad un immaginario pubblico che siamo noi, la collettività, inquietante e istrionico, spiritoso e coinvolgente, con humor grottesco e brutale franchezza. Sovrastato fin da piccino da un impulso incontrollabile, pur provenendo da amorosa famigliola borghese, ha sempre reagito con inusitata violenza a qualunque contrarietà, arrivando velocemente al carcere a 17 anni con una condanna per rapina. La detenzione gli farà capire ciò che è esattamente, ciò che esattamente vuole. Soprannominato Charles Bronson (perché la sua vita deve essere un film di cui essere protagonista), reagisce sempre con inusitata brutalità a qualunque situazione e il Sistema con i suoi larghi mezzi lo ripaga con la stessa moneta, in una spirale perversa. Individuando in lui una vena di sado-masochismo, finisce internato in manicomio, dove viene bloccato da dosi massicce di tranquillanti. Ma non è ciò che desidera, la sua follia deve essere lucida, e riesce a farsi rinchiudere nuovamente in una prigione “normale”. Ne cambierà 120, nelle quali passerà attraverso risse, tentati omicidi, rivolte, sequestri di persona. Intanto continua a infliggere e subire pestaggi di disumana violenza, in una costante provocazione, sempre “protagonista” e non vittima, almeno nel suo modo di pensare. Nei suoi soli 69 giorni di libertà finisce nel giro dei combattimenti clandestini, anche contro cani. Poi torna nuovamente in carcere, dove si appassiona al disegno grazie ad un eccentrico insegnante, che non mancherà di sequestrare. Viene da chiedersi: non si uccidono così anche i cavalli?
Oggi l’uomo, definito il detenuto britannico più violento di sempre, dipinge, scrive libri, si è pure sposato in carcere, prova vivente della correttezza del sistema detentivo inglese. Non si pensi ad un semplice film sulla violenza carceraria, sulle conseguenze di un’ingiustizia sociale o giudiziaria e nemmeno alla narrazione di una patologia clinica. La storia non vuole suscitare compassione o solidarietà, non pone interrogativi sull’essenza del male che è nell’uomo, magari con derive mistico-religiose: il diavolo siamo noi, fa parte della nostra natura dalla notte dei tempi, è ciò che ci ha permesso di sopravvivere e diventare razza dominante.
Vero punto di forza del film è la prestazione da vero mattatore di Tom Hardy, attore che incredibilmente è ancora poco noto al grande pubblico, forse perché sembra affezionato a scelte di personaggi estremi in cui si sente a proprio agio (raccomandiamo, e in originale con i sottotitoli, la serie tv The Take). Non memorabili sono infatti i suoi passaggi cinematografici, da quello nel blockbuster d’autore Inception ad altri film come Cime tempestose o Sucker Punch. Meritorio di maggiore notorietà è anche il regista danese Nicolas Winding Refn, quest’anno premiato per la migliore regia a Cannes con il film Drive, vittoria che deve aver indotto il distributore a tirare fuori dal cassetto questo film, che risale al 2008. Refn è un autore di parabole di feroce violenza come la trilogia The Pusher e Valhalla Rising, tutti film che consigliamo di recuperare in qualunque formato, perché tenuti lontani dagli schermi nostrani da una distribuzione nemmeno miope ma proprio cieca.
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Lucido
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film: Bronson genere: Actiondata di uscita:10/06/2011paese:UKproduzione:Vertigo Filmsregia:Nicolas Winding Refnsceneggiatura:Brock Norman Brock, Nicolas Winding Refncast:Tom Hardy, Kelly Adams, Luing Andrews, Katy Barker, Gordon Brown, Amanda Burton, Mark Devenport, Paul Donnelly, Andrew Forbes, Jon House, Matt King, James Lancefotografia:Larry Smithmontaggio:Matthew Newmandistribuzione:Onemoviedurata:92 min
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