Interviste

Tim Schafer

Legendary Status - I

[del 18/06/2009] [di GameSushi.it ]
Conoscete Tim Schafer. L’autore dei dialoghi per Il segreto di Monkey Island, e il designer di Day of the Tentacle, Full Throttle e Grim Fandango per la LucasArts, che tutti amiamo.

Schafer è attualmente impegnato con Brutal Legend, un gioco con un profilo massive grazie alla combinazione tra le smorfie di Jack Black, le grida di giubilo da parte della stampa, e una tormentata storia editoriale.

GamesIndustry si è intrattenuta a lungo con Schafer all’E3 di questo mese per parlare di Brutal Legend e del games design in generale, del perché i doppiatori non sono più solo dei mercenari, del come lo humour possa attrarre nuovi giocatori, e perché vorrebbe tornare indietro per finire Full Throttle.


D: Parliamo dei doppiatori di Brutal Legend. Ad esempio, Jack Black: era davvero interessato a far parte del gioco? Come è successo?

TS: Non so se stesse cercando un gioco. Noi però lo stavamo cercando, perché il suo lavoro passato era di grande ispirazione per noi, come i suoi eccellenti personaggi e il suo eterno amore per il rock. Quindi l’abbiamo contattato e abbiamo scoperto che adorava giocare con Psychonauts. Ed ha subito accettato.


D: E poi siete finiti a registrare?

TS: Certo. L’abbiamo fatto quasi tutto di persona. Ci sono quasi duemila scambi di battute nel gioco, e sono ore ed ore di lavoro. Ma lui è un tipo divertente con cui lavorare, non ci sono pesate affatto.


D: E il resto di personaggi? Lemmy e tutti gli altri?

TS: Sono tutti personaggi differenti, ma è stato grandioso lavorare assieme. Lemmy è stato uno dei primi che abbiamo registrato, ed avevamo una gran fifa di fare casino e rovinare tutto. All’inizio era molto tranquillo. Siamo stati un po’ assieme e si è aperto completamente, rivelandoci tutto il suo entusiasmo. È un collezionista di spade e coltelli, e abbiamo chiacchierato molto di battaglie medievali. Devo proprio vederlo di nuovo, è un giocatore appassionato e gli piace molto StarFox.

E poi c’è Rob Halford, che è un tipo così simpatico. Molto educato. Ti aspetti sempre che si comportino come delle rock star, ma in realtà sono dei bravissimi attori che interpretano un personaggio sul palco e quindi gli riesce bene calarsi nella parte dietro al microfono.

E che dire di Ozzy? È un tipo incredibile. Fa sempre di tutto per far divertire quelli che gli stanno vicino, e racconta sempre storielle divertenti. Ti fa sganasciare.


D: Avevano tutti un’idea del progetto, o ti è parso che venissero solo a registrare le loro parti?

TS: Gente come Jack Black gioca molto ai videogame. Ha terminato più giochi di quanto non abbia mai fatto io, e ha finito due volte Mass Effect. Quindi lui sa esattamente di cosa si tratta. E Lemmy sapeva tutto dei videogiochi negli anni novanta. Con i progressi della storia dell’industria videoludica è diventato sempre più comune conoscere i videogiochi. Non è difficile che una rock star conosca l’argomento.


D
: Il ruolo di Jack Black è stato scritto appositamente per lui?

TS: L’ho scritto io, ma al momento di registrare lui ne tirava fuori sempre versioni differenti. Gli piace improvvisare.


D: Ho avuto la chiara impressione, giocando al demo, che molti dei suoi dialoghi fossero simili al tuo modo di parlare, come in quel discorso che hai fatto al Game Developers Choice Awards.

TS: (ride) Sono scritti nello stesso modo. Spero che suoni più simile a Eddie Riggs, è un personaggio molto peculiare. Ma il mio metodo di scrittura consiste nel conoscere il personaggio quanto più possibile, e solo poi sedersi a scrivere come se dovessi migliorare la sua recitazione. Quindi c’è sempre un po’ di me nelle parti di Jack.


D
: Quando hai creato i personaggi di Psychonauts sei arrivato a creare un profilo Facebook per ognuno di loro, e a farli dialogare sulle rispettive bacheche. Hai fatto qualcosa di così strano anche per Brutal Legend?

TS: Non così strano, insomma. Bisogna pensare a qualcosa che sia appropriato a cosa stai facendo. Usare un social network era perfetto per l’idea di Psychonauts. Ma dati i personaggi che abbiamo nell’ambientazione di Brutal Legend, non credo sia gente che avrebbe una sua pagina facebook. Ho preso ispirazione dalla mitologia nordica, ne ho letto molto, quindi ho scritto una specie di mito della creazione per l’intero mondo. Spesso le storie laterali cominciano con i genitori dei personaggi e parlano della loro infanzia, ma in questo caso ho cominciato con la nascita dell’universo in cui il gioco è ambientato. È così che succede nella mitologia nordica.


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Tim Schafer persona: Tim Schafer ruolo:Designer

Brutal Legend gioco: Brutal Legend data di uscita:TBA

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